Studio di Psicologia Psicoterapia Counseling

 

 

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Dott. Sergio Angileri

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Rivolgersi allo Studio PSIMED, significa volersi assicurare la tranquillità e la garanzia di affidarsi a seri specialisti maturi con lunga esperienza alle spalle, che operano da oltre 30/35 anni in ambito psicologico/medico. E insieme ad essi anche a specialisti più giovani che apportano il dinamismo e l'efficacia dei più moderni trattamenti e terapie integrate.

  Chi siamo:

  • Dott. Sergio Angileri (vedi) - Esperienza, Specializzazioni e Competenza di oltre trenta anni in Psicologia, Psicoterapia, Analisi, Counseling, Mindfulness, Terapia di Coppia, Sessuologia e Medicina Psicosomatica

  • Dott.ssa Monica Cerri (vedi) - Innovazione, Modernità e Competenza in Psicologia Clinica, Neuropsicologia, Psicologia e Counseling Transpersonale, Mindfulness e Biotransenergetica

  • Dott. Luigi Pastore (vedi) - Esperienza Medica Neuropsichiatrica e Competenza Clinica di oltre trentacinque anni, già Primario all'Ospedale Villa Sofia di Palermo, in Neurologia e Neuropsichiatria

  • D.ssa Maria Inguanta (vedi) - Esperienza e Competenza Medica di oltre trenta anni in Endocrinologia, Diabetologia, Dietologia, Comportamento Alimentare, Psicosomatica

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  • Informazioni sull'organizzazione (ricevimento, colloqui, parcelle e altro)

  • La nostra attività: cosa è PSIMED

  • Di cosa ci occupiamo e i casi che trattiamo

  • Il Metodo e le Tecniche dei nostri Trattamenti Integrati

  • Il Sistema Tariffario del dott. Sergio Angileri e della dott.ssa Monica Cerri

    Agevolazioni e convenzioni interne


    28/ottobre/2018 - EVENTO PROMOSSO DA PSIMED PALERMO

    GIORNATA INTENSIVA DI MEDITAZIONE BTE E MINDFULNESS, SVOLTA ALL'APERTO E FRA LA NATURA

    CLICCARE QUI PER TUTTI I DETTAGLI  

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    Studio

     
     
     
    MINDFULNESS
     
     
     
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    28/ottobre/2018 - RARO EVENTO PROMOSSO DA PSIMED PALERMO

    GIORNATA INTENSIVA DI MEDITAZIONE BTE E MINDFULNESS, SVOLTA ALL'APERTO E FRA LA NATURA

    CLICCARE QUI PER TUTTI I DETTAGLI  


     

     
    La Mindfulness può essere applicata come esperienza se stante, oppure come metodo/tecnica integrata ai trattamenti clinici e non clinici (psicologia medica; psicoterapia; analisi; counseling; ed altri).
     
    I trattamenti clinici e non clinici che noi applichiamo sono in genere integrati con applicazioni Mindfulness. Per questo vengono chiamati "moduli integrati di trattamento" Mindfulness Based.
     
    Per ogni tipo di problema, disagio o disturbo da trattare, applichiamo un "modulo integrato" specifico.
    Sia che si tratti di Psicoterapia, di Counseling, di Terapia Psicologica, di Analisi o di terapia Psichiatrica o Neurologica, ognuna di queste si integra con protocolli di Mindfulness o in alcuni casi con percorsi di Meditazione Specialistica applicata.
     
    Adesso, qui di seguito, forniamo spiegazioni e informazioni utili a comprendere il senso e l'efficacia di tale integrazione clinica.
     

    Chi, invece, non è interessato alla integrazione clinica con la terapia, ma è interessato alla applicazione esperenziale della Mindfulness e della Meditazione (quindi al di fuori delle applicazioni in terapia), con interesse a fare esperienza di meditazione/mindfulness, interessato al proprio benessere e crescita personale per mezzo di esse ed è interessato ad apprendere a meditare e a "fare Mindfulness", prego

    - ENTRARE QUI -

     

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    CHE COSA E' INTEGRAZIONE MINDFULNESS

    (in fondo a questa pagina viene offerto un elenco di articoli e ricerche scientifiche sulla Mindfulness)

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    LA MINDFULNESS APPLICATA

    INTEGRAZIONE ALLA PSICOLOGIA, AL COUNSELING E ALLA PSICOTERAPIA

    Le dimensioni e gli aspetti attorno ai quali si organizza la psicoterapia analitica, il counseling analitico e i trattamenti, quando sono integrati con la Mindfulness

     

    articolo del Dott. Sergio Angileri

     

    In questa pagina viene esposta la modalità della Mindfulness quando viene applicata in integrazione all'analisi, ai trattamenti e alle terapie.

    Mindfulness, applicata in integrazione con analisi, psicoterapia, counseling e/o altri trattamenti e interventi di aiuto alla persona, è metodo, metodologia, tecnica e analisi orientata a facilitare l'acquisizione di una forma mentale, un atteggiamento nei confronti della "realtà" e una posizione esistenziale, altamente coerente e interfacciata con la "Realtà" così come essa è e come essa dimostra di essere alla nostra Mente, in tutte le sue manifestazioni, nel momento presente in cui la percepiamo.

     

    Specifichiamo, allora, cosa si deve intendere per "Realtà".

     

    - REALTA'

     

    "Realtà", cioè l'esperienza che ciascuno di noi fa continuamente dell'esistenza di ogni cosa, si riferisce all' esperienza soggettiva e individuale che ciascuno fa in termini di sensazioni.

    Le sensazioni, a loro volta, sono provocate dalle percezioni sensoriali (vista, udito, tatto, gusto, olfatto) e anche extra-sensoriali, che vedremo in seguito.

    Nessun individuo quindi potrebbe avere nessuna esperienza di "realtà" in assenza della sequenza:  percezione > sensazione > consapevolezza della sensazione > organizzazione mentale e significazione mentale delle sensazioni.

    Questa sequenza diventa, nel nostro cervello/mente, la raffigurazione soggettiva di qualunque esperienza di Realtà.

    Nessun essere umano potrebbe sapere dell'esistenza di ogni cosa, se deprivato del sistema percezione > sensazione.

    La nostra consapevolezza è quindi "consapevolezza delle nostre sensazioni".

    Se, ad esempio, tu stai ascoltando una musica, tu non sei, come credi, consapevole della musica, ma delle sensazioni che senti in te stesso, provocate dalla percezione delle onde sonore musicali. Se tu stai osservando un tramonto, non sei consapevole del tramonto, ma delle sensazioni di forma, di colore, di sfumature ecc che stai sentendo per mezzo dei raggi luminosi che sollecitano il tuo occhio.

    Tu non avrai mai ricordo e memoria della musica o del tramonto: avrai ricordo e memoria delle tue sensazioni quando percepivi quel suono o quei raggi luminosi.

    Tuttavia la Realtà non viene a costituirsi nella propria esperienza soggettiva semplicemente come addizione di anonime  sensazioni. Viene invece a costituirsi e a radicarsi in noi, per mezzo dell'automatica attribuzione di significato e valore che diamo alle nostre sensazioni.

    Noi siamo i creatori della "identità delle nostre sensazioni", dandogli un nome, una qualità, una collocazione nella nostra classifica delle sensazioni e in questo modo la nostra mente assume una forma unica e irripetibile per ciascun individuo. In questo modo, a partire da una informe e insignificante esperienza di percezioni>sensazioni, noi creiamo la Realtà così come la conosciamo e ci appare. Noi siamo i responsabili creatori della nostra Realtà, rispetto alla quale soffriamo o gioiamo.

    Per cui la Realtà è sempre e solo soggettiva e unica per ciascuno, perchè uniche  e irripetibili sono le sensazioni di ogni persona e principalmente i significati e i valori che ogni individuo attribuisce ad esse. Ogni individuo dunque trascorre la propria vita terrena in un proprio universo individuale, mai coincidente o sovrapponibile a quello di ogni altra persona.

    Per "significazione" si intende l'attribuzione di valore e significato che la mente individuale applica a ciò che percepisce ed esperisce come sensazione e che non possiede nessun significato prima che l'individuo glielo attribuisca.

    Realtà, intesa come "esistenza oggettiva", cioè lì, al di fuori di ciascun individuo, si riferisce, dunque, a tutto ciò che appare reale alla/nella mente della persona, nell'attimo esatto in cui la consapevolezza (porzione soggettiva) dell'oggetto e la fisicità (porzione oggettiva) dell'oggetto coincidono sincronicamente.

     Per chi volesse adesso approfondire e aggiungere altre considerazioni sul "concetto di realtà", seguono altre riflessioni nella finestra successiva. Chi non ne è interessato può procedere oltre nella pagina.

     

    CONFIGURAZIONE DELLA REALTA' NELLA MENTE SOGGETTIVA

     

    Qualsiasi "oggetto" che dovesse essere nella consapevolezza della persona (pensiero, ricordo, immaginazione, previsione, ecc), ma non fosse anche fisicamente coincidente -nello spazio/tempo-  con quella consapevolezza, non è realtà strettamente intesa, bensì pensiero che ricorda, prevede, immagina o ipotizza sull'oggetto fisicamente assente.

    E tutte le volte nelle quali l' "oggetto" è fisicamente esistente e presente da qualche parte, anche esistente sincronicamente nello spazio/tempo della persona, ma non coincide con la consapevolezza della persona sull'esistenza fisica di quello oggetto, non è realtà, bensì pensiero che ignora l'esistenza dell'oggetto, oppure sa, è informato sull'oggetto, ma non ne può avere una consapevolezza che coincida simultaneamente con la fisicità presente dell'oggetto, qualora questo oggetto dovesse essere in uno spazio diverso da quello occupato dalla persona. In questo caso infatti le percezioni sensoriali e le conseguenti sensazioni, sarebbero impossibili.

    Per cui Realtà, per ciascuno, rigorosamente e strettamente intesa, è solo quando consapevolezza e fisicità dell'oggetto coincidono all'istante, sincronicamente, nello spazio/tempo di quella persona. Nella vera, unica Realtà possibile per ciascuno di noi umani, soggettività e oggettività devono coincidere simultaneamente. Altrimenti vi sarà solo una "realtà mentale" in forma di ricordo, fantasia, immaginazione, previsione ecc.

    Anche per questo diciamo che la Realtà è qui-e-ora, momento per momento.

     

    Tutti noi umani abbiamo la convinzione che qualcosa sia "vera" e "reale", quando, percependo quella cosa attraverso i sensi, essa si configura come tale nel nostro cervello (ne siamo consapevoli).

    Ma molto spesso quello che ci appare reale, è invece indotto dal Pensiero che sta indugiando in dimensioni "non reali".

    Le dimensioni "non reali" sono quelle dimensioni mentali che comunemente chiamiamo "futuro", "passato" e "presente, ma in un altro luogo". Queste dimensioni non sono reali -secondo la spiegazione esposta prima- assumendo come "Realtà" esclusivamente la dimensione che "è nello stesso istante presente nella mia mente e in questo luogo dove io sono, simultaneamente, momento per momento, qui e adesso".

    Quindi intendiamo per "Realtà",  "l'esperienza soggettiva e individuale della fisicità della realtà", così come essa è configurata nella mente per ciascuno di noi, nel momento e nel luogo dove ciascuno di noi si trova, attimo per attimo.

    Il resto -sempre nella Mente- è "pensiero che pensa, o immagina, o ricorda, o prevede".

    Tutto ciò significa che la Realtà è continuamente mutevole e in divenire, esistendo, nella sua configurazione soggettiva/oggettiva in simultanea, ogni volta soltanto una frazione infinitesimale di tempo e divenendo immediatamente dopo pensiero che ricorda e immediatamente prima pensiero che prevede o immagina. Ciò ci fa comprendere che noi trascorriamo la quasi totalità della nostra esperienza di vita in una "illusione di realtà", poichè essa è per ciascuno rappresentata dal ricordare e/o dal prevedere e/o immaginare, sfuggendo spesso -catturati dal nostro pensiero- dalla capacità di invece descrivere l'unica frazione di attimo in cui la Realtà esiste in quanto tale, nella simultaneità, sincronicità, data dall'istantanea sfuggevolezza soggettività/oggettività.

    Dott. Sergio Angileri

     

     

     - METODO

    Il metodo della Mindfulness si riferisce al modo, alla via e al procedimento seguito per perseguire lo scopo, cioè conseguire una migliorata forma mentale e un atteggiamento e posizione esistenziale coerenti nei confronti della "Realtà", convivendo con essa in equilibrio e pace.

    Poichè abbiamo inteso che per ciascun individuo "realtà" altro non può essere che ciò che si configura come tale nella sua mente - ciò dipendendo dalla sua stessa configurazione e forma mentale, che a sua volta deriva da una complessa interazione costruttiva avvenuta durante gli anni evolutivi in particolare - comprendiamo che conseguire relazione di equilibrio e pace con la "realtà" significa conseguire equilibrio e pace all'interno della propria "mente", perchè è solo lì che avviene la configurazione della realtà e la relazione con la "realtà" (illusoriamente creduta come oggettiva).

    Stiamo anche dicendo che qualsiasi convincimento che "realtà" sia una dimensione oggettiva è una illusione e stiamo dicendo che per ciascun essere umano "realtà" altro non può mai essere, che una dimensione soggettiva, un accadimento intra-mentale.

    L'illusione della oggettività della realtà, è il risultato di un automatico processo medio-statistico. Infatti si configura come esito di incontro fra più soggettività, che dialogando fra loro convergono nell'esperienza di incontro analogico fra le loro soggettività, intercettando similitudini, equivalenze e convergenze, fra le loro esperienze soggettive. La cosiddetta "realtà oggettiva" dunque altro non è che una illusione derivante da una "media statistica" fra diverse soggettività convergenti fra loro. Facendo massa, più soggettività convergenti si illudono dell'esistenza della "vera realtà oggettiva", spesso non rendendosi conto che stanno parlando di niente altro che delle loro proiezioni soggettive accomunate culturalmente o per altre variabili.

    §

     

    Fra i tanti vantaggi dati dall'integrazione Mindfulness/Psicologia/Counseling, uno importante riguarda proprio la facilitazione apportata al lavoro analitico o psicoterapeutico sulle dinamiche mentali dell'illusione/delusione di realtà.

    Il metodo della Mindfulness si organizza secondo un ordine e un piano prestabiliti in vista del fine da raggiungere.

     

     - METODOLOGIA

    La metodologia della Mindfulness, cioè l'organizzazione del metodo, si sostanzia nell'intersecarsi di fasi informative o didattiche, con fasi applicative di pratiche e con fasi di condivisione, analisi e approfondimenti. Il setting migliore per le applicazioni Mindfulness, è in gruppo.

     

     - TECNICA

    La tecnica della Mindfulness consiste nell'applicazione concreta di pratiche, comportamenti ed esercizi, che provengono da un lato dalla antica tradizione del Dharma e dalla tradizione della Meditazione Vipassana e dall'altro da più recenti ricerche scientifiche, prove e acquisizioni psico-neuro-fisiologiche. Consiste inoltre in attività di condivisione fra i partecipanti ai gruppi di mindfulness, oppure con il professionista quando la mindfulness viene applicata in setting individuale.

     

     - ANALISI

    L'analisi integrata nella Mindfulness esamina e approfondisce il senso, i significati e i valori che emergono durante il procedimento.

     

    L'Analisi, così come anche la Psicoterapia e il Counseling, si avvalgono molto delle esperienze che la persona acquisisce durante le sessioni Mindfulness, perchè risulta meno difficile per la persona, sapere differenziare e disidentificare la Consapevolezza che possiede riferita ai contenuti della Mente, dalla Coscienza, che osserva la stessa consapevolezza e la mente nel suo funzionamento.

    In questa condizione psicologica di osservazione della propria mente, sempre più autonoma e più evoluta, la persona si dispone con maggiore efficacia a conseguire i cambiamenti cognitivi, emozionali, decisionali e comportamentali, che riconosce essere, insieme al proprio analista, counselor o psicoterapeuta, quelli adeguati per il proprio benessere.

    Prove scientifiche dimostrano che l'integrazione con la Mindfulness facilita il conseguimento dei migliori obiettivi in psicoterapia, delle migliori crescite in analisi e di diverse guarigioni mediche in ambito cardiologico, oncologico, neuropsichiatrico e psicosomatico.

    L'esperienza e la pratica della Mindfulness e della Meditazione BTE, può essere fatta in quattro assetti diversi:

    1. Assetto esperenziale Individuale Dedicato alla persona singola (clicca qui)

    2. Assetto di Gruppo Esperenziale aperto a tutti (clicca qui)

    3. Assetto di Gruppo Tematico, circoscritto in un numero predefinito di incontri (clicca qui)

    4. Assetto integrato clinico MBTA (clicca qui)

      

    Autore di quanto sopra esposto, è il: Dott. Sergio Angileri

    E' vietata, ai sensi di legge, ogni riproduzione, copia, mistificazione o correzione, senza autorizzazione scritta preventiva da parte del Dott. Sergio Angileri

     

     

    Segue adesso la definizione della Mindfulness esposta dal Centromindfulness di Roma

    Definizione di Mindfulness

    Centromindfulness di Roma

     

    La Mindfulness è uno stato mentale,“una modalità dell' essere, non orientata a scopi, il cui focus è il permettere al presente di essere com'è e di permettere a noi di essere, semplicemente, in questo presente” (Teasdale), che può essere coltivato e stabilizzato attraverso particolari tecniche.

    E' uno stato mentale non concettuale,non-discorsivo, non-linguistico, e  che soprattutto “apre” a degli insight che portano alla comprensione profonda del funzionamento della mente stessa. 

    Questo modo di essere può offrire un luogo di sicurezza e pace ”una base sicura” – che è innata nella nostra naturale costituzione.“E’stupefacente quanto sia liberatorio l’essere capaci di vedere che i tuoi pensieri sono solo pensieri e che non sono “te stesso” o “la realtà”...il semplice atto di riconoscere i tuoi pensieri come pensieri, può renderti libero dalla realtà distorta che essi spesso creano e genera un maggior senso di chiarezza e di padronanza sulla tua vita”
    Kabat-Zinn (1990, pp.69-70)

    Non è facile rendere a parole ciò che si riferisce innanzitutto ad un'esperienza vissuta, a uno stato mentale, ad uno stato di coscienza. Proprio per tale motivo, cioè per favorire una comprensione diretta attraverso l'esperienza, spesso si sceglie di non tradurre il termine inglese
    mindfulness(a sua volta derivato dall'originario termine sati in lingua pali). Le traduzioni più immediate, ossia "consapevolezza, attenzione, attenzione sollecita, presenza mentale, piena presenza", rischiano infatti di dare il via ad una serie di associazioni semantiche svianti e non esaustive. 

    Tuittavia, qui di seguito si riportano alcune tra le definizioni più utilizzate, utili alla comprensione del suo significato:
    ... consapevolezza che emerge attraverso il prestare attenzione allo svolgersi dell'esperienza momento per momento: a) con intenzione b) nel presente c) in modo non giudicante (
    Jon Kabat-Zinn).

    ..."attentional control" (
    Teasdale, Segal, Williams)

    ..."osservazione non giudicante dell'incessante flusso degli stimoli interni ed esterni, così come arrivano" (Baer)

    ...una sorta di attenzione saggia, nuda ed equanime, una presenza mentale che osserva il continuo e mutevole flusso di sensazioni, emozioni, pensieri nel qui ed ora, distinta quindi dall'attenzione funzionale, cioè finalizzata ad uno scopo (condizionata da ciò che è utile e da ciò che non lo è).

    ... una modalità di coscienza che si può coltivare e stabilizzare in maniera sistematica, tramite la pratica meditativa.

    ... una "modalità dell' essere", non orientata a scopi, il cui focus è il permettere al presente di essere com'è e di permettere a noi di essere, semplicemente, in questo presente (
    Teasdale).

    ...autoregolazione dell'attenzione (intenzionalmente e con amorevolezza verso se stessi) e orientamento verso l'esperienza (con curiosità, con l'atteggiamento mentale del fanciullo) (
    Bishop).

     

    Nell'ottica di inquadrare concettualmente il fenomeno e sfatare alcuni possibili  fraintendimenti, può essere utile dire cosa la mindfulness non è:

    • una fuga dalla realtà: è piuttosto essere profondamente radicati nella realtà

    • una forma di trance: la mente mindful è caratterizzata da lucidità e chiarezza

    • una condizione "mistica": viene superata la divisione corpo e mente

    Mindfulness non è una modalità di rilassamento: anzi la mente minful è in grado di "contenere" tensione, stress e sofferenza.

    Articoli di approfondimento sono pubblicati nella sezione “Studi e Ricerche”
    Leggi anche “I benefici della Mindfulness”MBSR”

    A cura di: Loredana Vistarini

( l.vistar@tiscali.it) e Bianca Pescatori ( bianca.pescatori@fastwebnet.it)

    (fonte: http://www.centromindfulness.net/mindfulness/cosa-e-filosofia-mindfulness.html )

     

    Vedi QUI un'altra definizione e descrizione della Mindfulness e dei protocolli e interventi che si applicano in Mindfulness.

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    Assetto esperenziale individuale dedicato alla persona singola

     

    Con la D.ssa Monica Cerri e con il Dott. Sergio Angileri è possibile richiedere di fare esperienza di Mindfulness e Meditazione BTE anche in sedute individuali dedicate, anzichè di gruppo.

    Questi incontri individuali sono aperti a tutti, così come quelli di gruppo. Infatti non sono sedute di psicologia, counseling o psicoterapia, ma sono sedute esperenziali analoghe a quelle del Gruppo (vedi qui). Con la particolarità di essere personalizzate, individuali e dedicate alla persona e alle sue esigenze.

    Nell'incontro individuale è inoltre possibile, più che nel gruppo, accentuare la componente didattica, di insegnamento di metodo, tecniche e teorie. Mentre nel gruppo esperenziale è decisamente più accentuata la componente pratica dello sperimentare in propria persona cosa è Mindfulness e Meditazione, principalmente ricavandone i grandi benefici che ne provengono. Nel gruppo l'apprendimento avviene per mezzo dell'esperienza stessa.

    Per avere più informazioni e dettagli su "cosa è", "cosa si fa" e "a cosa serve" l'esperienza Mindfulness Meditazione BTE, svolta in individuale o in gruppo, cliccare qui.

    Gli incontri dedicati, individuali e personalizzati, risultano così essere non solo occasione di esperienza profonda, ma anche di apprendimento delle applicazioni Mindfulness e Meditative. L'apprendimento -anche nell'incontro individuale- va comunque sempre inteso come non didattico (non sono lezioni teoriche, bensì applicazioni pratiche), ma come apprendimento attraverso l'esperienza del fare e del praticare, insieme ad un/una trainer specializzato/a, formato/a ed esperto/a.

    Prima di iniziare con le sedute individuali suddette, si preferisce effettuare un breve incontro individuale gratuito, conoscitivo. Per fissare il primo breve incontro conoscitivo, gratuito, prima di avviare le sedute individuali esperenziali -così come quelle di gruppo- occorre telefonare ai seguenti numeri:

    334 3860561  oppure  091 517187

     

     

     

    BIBLIOGRAFIA

     

    Behavior analysis of forgiveness

    Behavior Analysis of Forgiveness in Couples Therapy

    James Cordova, Ph.D., Joseph Cautilli, Ph.D., Corrina Simon and Robin Axelrod Sabag


    Abstract

    Behavioral couples’ therapy has a long history of success with couples and is an empirically validated treatment for marital discord (Task Force on Promotion and Dissemination of Psychological Procedures, 1995). However, only about 50% of all couples in treatment
    experience long-term change (2 years). One of the founders of behavioral couples’ therapy called for the therapy to return to its original roots in functional analysis (Jacobson, 1997). This produced integrative behavioral couples’ therapy. As behavioral couples’ therapy attempts to reach the maximum number of couples possible, we believe further attention to behavior analytic principles will continue to contribute to advances in the field. We propose that an operational analysis of forgiveness will help to strengthen behavioral couples’ therapy by creating a direct module to handle some of the most entrenched situations, those commonly referred to as betrayal.
    Key words: Couples therapy, forgiveness, betrayal, intimacy, behavior training, self control training.

     

    Benefits of Being Present The Benefits of Being Present


    Mindfulness and Its Role in Psychological Well-Being


    Kirk Warren Brown and Richard M.Ryan
    UniversityofRochester


    Mindfulness is anattribute of consciousness long believed to promote well being.This research provides a theoretical and empirical examination of the role of mindfulness in psychological well-being.Thedevelopment and psychometric properties of the dispositional Mindful Attention Awareness Scale (MAAS) are described.Correlational, quasi-experimental, and laboratory studies the nshow that the
    MAAS measures a unique quality of consciousness that is related to a variety of well-beingconstructs,that differentiates mindfulness practitioners from others, and that is associated with enhanced self-awareness. An experience-sampling study shows that both dispositional and state mindfulness predict self-regulated behavior and positive emotional states. Finally,a clinical intervention study with cancer patients demonstrates that increases in mindfulness overtime relate to declines in mood disturbance and stress.

     

    Compassione e Terapia Nicola Petrocchi e Alessandro Couyoumdjian - Dipartimento di Psicologia Sapienza-Università di Roma

    Vengono trattati metodologie e tecniche del trattamento focalizzato sulla compassione.

     

    Mindfulness e Compassione Centro Italiano Studi Mindfulness - Dipartimento di Psicologia Università "La Sapienza" - Roma

    Venendo a sapere del cancro inoperabile e della morte imminente della loro madre, una famiglia si riunì e decise di comune accordo che il loro ultimo dono per lei sarebbe stato quello di impedirle di sapere la verità sulle sue condizioni. Mentre era ricoverata in ospedale, e giorno dopo giorno si spegneva, la donna lottava con il dolore e la paura.
    Ogni giorno la famiglia le assicurava che sarebbe tornata a casa presto, che si sarebbe sentita meglio e avrebbe ripreso a camminare; Circondarono la loro madre d'amore, ma anche di favole. Dopo la sua morte, il loro dolore fu reso più acuto dalla consapevolezza di essersi privati dell'ultima, preziosa occasione di aprirsi alla madre, di comunicarle tutto ciò che avevano in cuore e dirle addio. Sostennero anche il peso del dolore di sapere che, pur nel desiderio di essere premurosi, avevano privato la loro madre dell' opportunità di incontrare la propria morte come forse desiderava.

     

    Contemplative neuroscience volition Contemplative Neuroscience
    as an Approach to Volitional Consciousness

     
    Evan Thompson
    Department of Philosophy
    University of Toronto
    170 St. George Street, 4th floor
    Toronto, ON M5R 2M8
    Canada


    Summary. This chapter presents a methodological approach to volitional consciousness for cognitive neuroscience based on studying the voluntary self-generation and self-regulation of mental states in meditation. Called contemplative neuroscience, this approach views attention, awareness, and emotion regulation as flexible and trainable skills, and works with experimental participants who have undergone training in contemplative practices designed to hone these skills.
    Drawing from research on the dynamical neural correlates of contemplative mental states and theories of large-scale neural coordination dynamics, I argue for the importance of global system causation in brain activity and present an “interventionist” approach to intentional causation.

     

    Counsciouness investigation Abstract:


    This paper explores the field of contemplative neuroscience as a means of studying consciousness on both neurological and experiential levels. While our current scientific paradigm favors the view that consciousness is a purely physical phenomenon and should be examined as such, contemplative neuroscience posits that awareness, attention, and emotion are malleable skills that can be refined in order to provide detailed, accurate self-reports about the conscious experience.
    These reports can then be used to inform neurological data, in order to form a more holistic understanding of consciousness as both a physical and mental process. Buddhist meditation techniques are a paradigm example of the type of training necessary to cultivate accurate awareness of mental states. I practiced Buddhist meditation extensively over several months as a way to inform my study. In addition, I conducted a comprehensive review of scientific publications on the current research being conducted on meditation, and philosophical literature on the importance of contemplative training in respect to neuroscience. My experience meditating highlighted the large difference between the untrained, unaware mind and the mind that has been trained in awareness, emphasizing the value of using experienced contemplative practitioners as a means to further consciousness studies. These results point to a need to use refined
    phenomenological reports as a more accurate way of interpreting neurological data, making use of subtleties and details that would not be available to us were we to use untrained subjects.

     

    Due piedi una unica mente Centro Italiano Studi Mindfulness - Dipartimento di Psicologia Università "La Sapienza" - Roma

    Nel Buddhismo camminare è una forma importantissima di meditazione.

     

    Fobia Sociale e Mindfulness I trattamenti di “terza generazione” sono più contestuali ed esperienziali, meno didattiche, più focalizzate sulla funzione e non sulla forma, e si basano sulla costruzione di repertori ampi, flessibili ed efficaci, piuttosto che sull’eliminazione di problemi accuratamente definiti. Le strategie tendono a essere orientate alla costruzione (e al rafforzamento e generalizzazione di repertori che funzionano) e non all’eliminazione di una sintomatologia accuratamente definita e basate sull’analisi del funzionamento normale.

     

    Guida alla postura di meditazione

    Nella meditazione, la postura è molto importante, anche se – per meditare - non è necessario sedersi in posture impegnative, come ad esempio nel fiore di loto. La meditazione è anzi alla portata di tutti, nelle 4 posizioni fondamentali che il corpo assume nel corso della vita: stare seduti, in piedi, sdraiati o camminare.
    La posizione più comune per la meditazione è quella seduta, in quanto facilita particolarmente la concentrazione. Il punto è tutto qui: la posizione assunta dal corpo deve rendere facile rimanere a lungo vigili e al tempo stesso in uno stato di riposo, in modo che il corpo sia “silente” per tutta la durata della seduta, senza il minimo disagio. Stare con la schiena eretta, in particolare, consente di rimanere vigili, come quando si sta in piedi o si cammina, ma al tempo stesso di mantenersi stabili, come quando il corpo è sdraiato.
    Se si sceglie un luogo adatto e lo si prepara con cura e se si predispone il corpo ad una certa postura, si può entrare in contatto con l’energia che porta con sé la stessa pratica di “assumere la posizione”.

     

    Il Se' Transpersonale Laura Boggio Gilot - Psicologia e Meditazione Yoga_Vedanta

    Il Sè e la Coscienza

     

    Illusione e sofferenza Mauro Scardovelli

    Illusione e sofferenza
    Condivisione profonda e guarigione spirituale

    Origine della sofferenza: l'illusione della separazione

    Secondo la psicologia asiatica, i concetti di separazione, che, attraverso il linguaggio, dominano la nostra cultura e la nostra vita, sono la causa prima della sofferenza. Ciò che consideriamo come reale, la divisione tra 'io' e 'altro', è, di fatto, un'allucinazione.
    Tale allucinazione, condivisa dalla scienza ufficiale, è frutto di ignoranza rispetto alla vera natura della mente, quale essa emerge dalle tradizioni sapienziali e dalle conoscenze accreditate dai maestri e dai saggi di tutti i tempi.
    Essa comporta inesorabilmente la perdita del nostro potenziale umano più alto: la capacità di amare in modo incondizionato. "Il momento critico del cammino, che schiude il cuore che ama, è la comprensione che non siamo mai esistiti come esseri isolati e separati.
    Quando la saggezza riconosce la nostra unità e vede l'interconnessione di tutti gli esseri, ci riempie di una felicità tale da trasformare tutta la vita" (Salzberg, 1995).

     

    La meditazione come processo di trasformazione Centro Italiano Studi Mindfulness - Dipartimento di Psicologia Università "La Sapienza" - Roma

    Un tempo mi avvicinavo alla meditazione seduta, soprattutto durante i ritiri, con l'idea che avesse il compito di farmi stare in un modo particolare. Spesso volevo solo essere libero dall' ansia. Di conseguenza, raramente avevo le idee chiare su quale fosse il vero significato della pratica seduta. Anche ora che non cerco più di ricavarne una sensazione speciale, di tanto in tanto trovo utile considerare cosa faccio esattamente durante la pratica.
    In particolare mi è utile tornare su alcune domande fondamentali: in cosa consiste concretamente la meditazione seduta? Perché è così importante? Perché sottolineiamo la necessità sia della pratica seduta quotidiana, sia di periodi più lunghi di pratica nei ritiri?

     

    Le forme della Coscienza Le origini della coscienza


    Jaynes, nel suo libro dal titolo “Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza” ipotizza che “sia esistita una razza di uomini che parlavano, giudicavano, ragionavano, risolvevano problemi, che facevano in definitiva quasi tutto quello che facciamo noi, ma che non erano coscienti” (J. Jaynes, Il Crollo della Mente Bicamerale e l’Origine della Coscienza, pag.69).
    Egli sostiene che noi siamo coscienti solo quando siamo coscienti di esserlo perché quando non siamo coscienti non possiamo sapere di esserlo. La temporalità della coscienza è quindi molto relativa ed è determinata dalla spazializzazione e cioè dalla separazione delle cose poiché “nella coscienza non vediamo mai nulla nella sua interezza” (pag.85), e cioè selezioniamo dalle cose ciò che assume rilevanza. La rilevanza selettiva ha un importante ruolo nella narratività poiché appartiene alla coscienza la ricerca di significato e di senso che gli uomini hanno acquisito attraverso il racconto degli eventi.

     

    Meditation and Neuroscience of Counsciouness Meditation and the Neuroscience of Consciousness
    Antoine Lutz, John D. Dunne, Richard J. Davidson
    In press in Cambridge Handbook of Consciousness edited by Zelazo P., Moscovitch M.
    and Thompson E.

     Abstract


    The overall goal of this essay is to explore the initial findings of neuroscientific research on meditation; in doing so, the essay also suggests potential avenues of further inquiry.
    The essay consists of three sections that, while integral to the essay as a whole, may also be read independently.

     

    Meditation and Neuroscience Meditation and Neuroscience: From Basic Research to Clinical Practice

    Claire Braboszcz
    Stéphanie Hahusseau2
    Arnaud Delorme

    Meditation has been extensively practiced in many civilizations for thousands of years as a means of
    cultivating a state of well-being and for religious purposes. It has now started to be studied in terms of its influence on the brain and body and used in clinical settings. This chapter will first review meditation effects at the physiological, attentional, and affective levels and the scientific paradigms used to study these effects. A clinical application on emotion regulation will then be presented.
     

    Meditazione e Psicoterapia

    Meditazione - Psicoterapia - Processi neurofisiologici implicati nella meditazione

     

    MINDFULNESS AND EMDR Abstract
    Hypotheses on the neurobiology of a mindfulness–dissociation continuum are presented. Crucial to the hypotheses are the observations of a reciprocal interaction between the cognitive and affective subdivisions of the anterior cingulate cortex and the unilateral activation of right anterior cingulate in hypnotic dissociation and in post-traumatic syndromes. It is proposed that the unilateral activation can cause a loss of the reciprocal relationship between the subdivisions and that in the case of peri-traumatic dissociation the subsequent syndrome responds to eye movement desensitization and reprocessing (EMDR) through restoration of the bilateral activation and reinstatement of the reciprocal relationship between the subdivisions.
    Bilateral activation of the cognitive subdivisions is proposed to underlie the attentional state of concentration mindfulness in which affect is well regulated.

     

    Mindfulness e benessere psicofisico  

    Ulteriori informazioni sulla pratica della Mindfulness

     

    Mindfulness e salutogenesi  “I livelli di stress delle persone oggi, confrontati con quelli di vent’anni fa, sono semplicemente incredibili. Oltre alle tradizionali fonti di stress (lavoro, persone, malattie, ruoli da ricoprire, eventi del mondo,…), con l’era digitale abbiamo introdotto fonti di stress interamente nuove nella nostra vita: lo stress dell’information processing e della velocità a cui fa viaggiare le cose. E abbiamo reso sempre più sfumata la distinzione fra la vita
    lavorativa e quella domestica, fra la settimana lavorativa e il weekend, fra il giorno lavorativo e la notte. Si può quindi arrivare al punto in cui si è sempre al telefono, sempre a leggere e inviare e-mail, il punto in cui stai sempre reagendo a qualche stimolo e tutto il tempo è dedicato al fare e non all’essere. Il punto in cui siamo sempre di corsa e diventiamo isolati, non solo rispetto agli altri, ma anche rispetto a noi stessi, alla dimensione corporea.” (J. Kabat-Zinn, 1989).

    Questo modo di affrontare le situazioni porta alla mindlessness, cioè il reagire in modo inconsapevole agli stimoli e agli eventi, come se fossimo guidati da un “pilota automatico”. Ad essa si contrappone la mindfulness, la capacità di essere pienamente consapevoli nelle situazioni che affrontiamo: “mentre può essere difficile agire sulle forze esterne che creano pressioni su di noi, abbiamo un ampio spazio di manovra nel modo in cui rispondiamo a questi stimoli. Ma per far ciò dobbiamo essere in contatto con quello che accade. La mindfulness si focalizza sul
    momento presente, che è diventato quasi una dimensione nascosta nella nostra vita: siamo fisicamente qui, ma se verifichiamo cosa passanella nostra mente ci accorgiamo che è da altre parti e che siamo alienati dal corpo”.
    Se riusciamo ad accorgerci di avere un’emozione o un pensiero depressivo o ansioso, sarà più facile riuscire ad evitare di entrare, in modo automatico, nella modalità dell’agire, cadendo così in circoli viziosi sempre più stretti e soffocanti. A quel punto, porsi in un’ottica di semplice osservazione di quello che sta accadendo dentro e fuori di noi, può permetterci di scegliere cosa fare; è la libertà di scelta il vero obiettivo che si pone il training della mindfulness.
    Diventare capaci di prendersi quello che viene definito “spazio di respiro” significa utilizzare il tempo per diventare pienamente consapevoli di un particolare pensiero o sentimento, osservando semplicemente quello che accade. A volte ciò sarà sufficiente perché quei pensieri o emozioni si dissolvano; altre volte si potrà decidere di affrontarli immediatamente o in seguito attraverso azioni maggiormente specifiche ed adeguate alla situazione.

     

    Mindfulness in Alzheimer   
    Constance L. Coogle, PhD
    Virginia Center on Aging
    Virginia Commonwealth University
    P.O. Box 980229
    Richmond, VA 23298-0229
    804/828-1525
    Kirk Warren Brown, PhD
    Department of Psychology
    Virginia Commonwealth University
    P.O. Box 842018
    Richmond, VA 23284-2018
    804/828-6754

    Mindfulness-Based Alzheimer’s Caregiving:
    A Randomized Controlled Trial

    Brief Overview of Intervention Project

    The majority of persons with Alzheimer’s disease (AD), particularly those in earlier stages of the disease, are cared for at home by family members, who have been shown to be vulnerable to a variety of psychological, physical, and relational problems. Caregiver burden can be detrimental for patients, caregivers and society. As such, interventions that can reliably reduce AD caregiver burden are needed. In recent years, a number of interventions designed to address caregiver burden have been studied. An important finding to emerge from these studies is that existing caregiver interventions are not consistently effective in reducing burden in AD family caregivers. As such, there is a need to continue to study alternative interventions that may better address the complex intrapersonaland interpersonal stressors faced by AD caregivers. This project developed a novel intervention to specifically target a variety of AD family caregiver issues. In an 8-week, 2-arm randomized clinical trial, the project assessed mental health, physical health, and relationship outcomes for participants assigned to the novel mindfulness-based intervention or to an early stage support group operated through the Alzheimer’s Association. The study evaluated the immediate and
    longer-term efficacy of the intervention on measures of psychological symptoms and well-being, stress-related physiological functioning, and health-related quality of life in the caregivers, as well as caregiver-patient relationship quality. Thus, the intervention was designed to address an array of health, well-being, and relationship issues relevant to caregivers of persons with early stage AD.

     

    Mindfulness in età evolutiva  F. Fabbro1 - F. Muratori

    Dipartimento di Scienze Umane, Università di Udine
    (franco.fabbro@uniud.it). F.F. è stato supportato da
    Mind and Life Contemplative Felloship 2012-04-001;

    Dipartimento di Neuroscienze dello Sviluppo, IRCCS
    Stella Maris, Università di Pisa, (f.muratori@inpe.unipi.it)

    RIASSUNTO
    Scopo del lavoro è fornire le conoscenze di base su una nuova tecnica di psicoterapia presente nella letteratura internazionale e ancora poco conosciuta in Italia. La mindfulness, o pratica della consapevolezza, nasce all’interno delle pratiche di meditazione del Buddhismo ed è basata sull’insegnamento e apprendimento della triplice consapevolezza del respiro, del corpo, e della mente. Dopo una collocazione storica delle pratiche di meditazione, viene presentato il loro sviluppo moderno ad opera di Claudio Naranjo e Jon Kabat-Zinn che hanno sganciato la
    pratica della consapevolezza da ogni adesione a valori e credenze religiose. La consapevolezza è intesa come stato ‘non-spontaneo’ di presenza mentale che richiede una forma particolare di attenzione esecutiva, e lo sviluppo di una attitudine mentale aperta alle nuove informazioni e punti di vista, nonché libera dai meccanismi automatici. Vengono poi presentati studi di neuroimaging che hanno confermato che durante le esperienze di mindfulness si attivano aree specifiche cerebrali relative sia alla consapevolezza di sé che alla rappresentazione del corpo. Vengono infine presentati modelli di mindfulness applicabili all’età evolutiva, e studi di valutazione della sua efficacia in specifici disturbi psicopatologici (disturbi della condotta, ADHD, disturbi d’ansia, disturbi di
    apprendimento, abuso di sostanze, e anche disturbi dello spettro autistico) sia in bambini che in adolescenti.
    Una bibliografia ragionata e un’appendice, in cui viene presentato il modello psicoterapeutico condiviso dagli autori, completano l’articolo.

     

    Mindfulness in psicoterapia di terza generazione  ACCepTAnCe E Mindfulness: PROCESSI,
    FUNZIONI, STRUTTURE, CONTENUTI
    come tutti (gli psicologi) hanno studiato, la psicologia nasce grazie a Wilhelm Wundt, che nel 1879 apre a lipsia il primo laboratorio di psicologia sperimentale; in realtà, quello che all’epoca si riteneva psicologia sperimentale e che non coincide con il concetto che ne abbiamo oggi.
    Come tutti (anche i non psicologi) bene o male sanno, la psicoterapia moderna nasce più o meno negli stessi anni a Vienna, ad opera di Sigmund Freud. Non tutti, però, sono a conoscenza che è nel nuovo mondo che entrambe, la psicologia sperimentale e quella applicata, trovano terreno fertile per il loro immediato sviluppo, grazie a Watson la prima, e ancora grazie a Freud la seconda. Infatti, dopo il suo viaggio negli stati Uniti nel 1911, la psicoanalisi, e la nuova professione di psicoterapeuta che ne deriva, conquistano gli psichiatri americani, al punto che nel giro di pochi anni oltre il 95% di loro seguirà un training psicoanalitico.

     

    Mindfulness in Psychotherapy  Abstract

    ‘Mindfulness’ has become a popular topic among psychological therapists. This introductory article explains what mindfulness is and how it can be developed, before exploring how it has been incorporated within psychoanalytic and cognitive–behavioural psychotherapies. These refect general as well as specifc presumed therapeutic actions. At present, variations in the way mindfulness is understood, taught and applied mean that it is too early to fully assess its potential. They demonstrate how the use of attention and awareness in therapy cuts across traditional divisions and where mindfulness in therapy is most in need of further investigation.

     

    Mindfulness/Modelli teorici di cambiamento

     

     
    Modelli Socio-Cognitivi per il cambiamento dei comportamenti
    Neuroimaging in Mindfulness

     

    Mindfulness practice leads to increases in regional brain gray matter density
    BrittaK.Hölzel, JamesCarmodyc, MarkVangel, ChristinaCongletona, SitaM.Yerramsetti, TimGarda, SaraW.Lazar

    Massachusetts General Hospital, Harvard Medical School, Boston,MA,USA

    Bender Institute of Neuroimaging, Justus Liebig Universität Giessen, Germany

    University of Massachusetts Medical School, Worcester,MA,USA

     

    Neuroscience of attention and Counsciouness

     

    The exploration of meditation in the neuroscience of attention and consciousness


    Antonino Raffone • Narayanan Srinivasan

     

    Neuroscience of Meditation

     

    Neuroscience of Meditation
    Vinod D. Deshmukh
    Flagler Hospital, 300 Health Park Boulevard, Suite 5010, St Augustine, FL 32086

    Dhyana-Yoga is a Sanskrit word for the ancient discipline of meditation, as a means to
    Samadhi or enlightenment. Samadhi is a self-absorptive, adaptive state with realization of
    one’s being in harmony with reality. It is unitive, undifferentiated, reality-consciousness,
    an essential being, which can only be experienced by spontaneous intuition and self-
    understanding. Modern neuroscience can help us to better understand Dhyana-Yoga. This
    article discusses topics including brain-mind-reality, consciousness, attention, emotional
    intelligence, sense of self, meditative mind, and meditative brain. A new hypothesis is
    proposed for a better understanding of the meditative mind. Meditation is an art of being
    serene and alert in the present moment, instead of constantly struggling to change or to
    become. It is an art of efficient management of attentional energy with total engagement
    (poornata, presence, mindfulness) or disengagement (shunyata, silence, emptiness). In
    both states, there is an experience of spontaneous unity with no sense of situational
    interactive self or personal time. It is a simultaneous, participatory consciousness rather
    than a dualistic, sequential attentiveness. There is a natural sense of well being with self-
    understanding, spontaneous joy, serenity, freedom, and self-fulfillment. It is where the
    ultimate pursuit of happiness and the search for meaning of life resolve. One realizes the
    truth of one’s harmonious being in nature and nature in oneself. It is being alive at its
    fullest, when each conscious moment becomes a dynamic process of discovery and
    continuous learning of the ever-new unfolding reality.

     

    Neuroscience of Mindfulness and Meditation

     

    The Neuroscience of Meditation
    An Introduction to the Scientific Study of How Meditation
    Impacts the Brain
    Eric Thompson

    Contemplative Neuroscience, Neuroplasticity and the Transformative Power of
    Consciousness

     

    On Death and Dying_

    by Kubler Ross Elizabeth

     

    On Death and Dying By Elisabeth Kubler-Ross

     
    Section Title Page

    I On the Fear of Death ..................
    II Attitudes Toward Death and Dying ..................
    III First Stage: Denial and Isolation ..................
    IV Second Stage: Anger ..................
    V Third Stage: Bargaining ..................
    VI Fourth Stage: Depression ..................
    VII Fifth Stage: Acceptance ..................
    VIII Hope ..................
    IX The Patient's Family ..................
    X Some Interviews with Terminally I'll Patients ..................
    XI Reactions to the Seminar on Death and Dying ..................
    XII Therapy with the Terminally Ill ..................
     

    Research article about forgiveness

     

    Abstract—

    Interpersonal offenses frequently mar relationships. Theorists have argued that the responses victims adopt toward their offenders have ramifications not only for their cognition, but also for their
    emotion, physiology, and health. This study examined the immediate emotional and physiological effects that occurred when participants (35 females, 36 males) rehearsed hurtful memories and nursed
    grudges (i.e., were unforgiving) compared with when they cultivated empathic perspective taking and imagined granting forgiveness (i.e., were forgiving) toward real-life offenders. Unforgiving thoughts
    prompted more aversive emotion, and significantly higher corrugator (brow) electromyogram (EMG), skin conductance, heart rate, and blood pressure changes from baseline. The EMG, skin conductance,
    and heart rate effects persisted after imagery into the recovery periods. Forgiving thoughts prompted greater perceived control and comparatively lower physiological stress responses. The results dovetail
    with the psychophysiology literature and suggest possible mechanisms through which chronic unforgiving responses may erode health whereas forgiving responses may enhance it.

     

    Research in Personality and forgiveness

     

    Personality predictors of levelsof forgiveness two and a half
    years after the transgression
    Ricerche scientifiche sul perdono

     

    Una volta stabilito che il perdono è un processo,
    si sono pubblicate molte ricerche che lo
    descrivono. Eccone alcune:
    Il primo studio che vi presentiamo procede da
    una prospet t iva comportamentale molto radicale
    sul perdono nella coppia. Esso si apre con la
    seguente massima di Confucio “L’animo umano
    non appare mai così forte come quando supera
    la vendetta e ha il coraggio di perdonare un
    torto”. E si basa sulle seguenti parole chiave:
    Terapia di coppia, perdono, tradimento, intimità,
    addestramento al comportamento,
    addestramento all’autocontrollo.

     

    Spiritualità e Psicologia

     

    Questa comunicazione, partendo dalla concezione dell'unità psicosomatica dell'uomo, vuole
    affermare che la religione e la psicoterapia intervengono unitariamente per aiutare la persona
    a guarire, a conoscersi e a realizzarsi (Salvezza e guarigione possono coincidere).
    Tale processo di autoconoscenza ed evoluzione psichica e spirituale conduce a volte a
    fenomeni mistici che vanno riconosciuti e sviluppati anche con tecniche di psicologia, oltre
    che di meditazione e preghiera.
    Così lo psicoterapeuta si presenta come un "operatore spirituale" che collabora all'azione di
    Dio per preparare ogni uomo, liberato dalle nevrosi e dall'angoscia esistenziale, all'incontro
    con Lui.

     

    Sviluppo della coscienza e significato della morte

     

    Sviluppo della coscienza e significato della morte

    Intervista a Laura Boggio Gilot
    Quali sono i significati che l'uomo di oggi attribuisce alla morte?
     
    Tecniche di Meditazione

     

     
    Validazioni scientifiche Mindfulness

     

     
    LE BASI SCIENTIFICHE DELLE TECNICHE DI CONSAPEVOLEZZA PSICOSOMATICA

    Le finalità del “Progetto Benessere Globale” sono di proporre delle pratiche di consapevolezza
    psicosomatica che possano aiutare a sviluppare una più profonda conoscenza di sé, un migliore
    benessere psicofisico e una più matura relazione con gli altri e con la società globalizzata in cui viviamo.
    Le tecniche di consapevolezza di sé, di meditazione e di mindfulness, sono tecniche “laiche” che stanno ricevendo un enorme interesse e validazione da parte della comunità scientifica internazionale.
    Fino a qualche decennio fa il termine “meditazione” era praticamente assente sia nei libri di testo di medicina o di psicologia, sia negli articoli di ricerca scientifica. Oggi su PubMed, il più vasto e potente motore di ricerca di articoli scientifici del mondo, il termine meditation è presente in più di 12.000 pubblicazioni scientifiche. Un segno eclatante della rivoluzione di paradigma in atto in questi anni e dell’indiscutibile efficacia delle tecniche di meditazione anche quando vengono proposte in modo “laico” come pure tecniche di consapevolezza senza la componente filosofica, ideologica e teologica che da secoli le accompagnava. I consistenti risultati delle ricerche hanno stimolato centinaia di Università, Istituti e Centri di ricerca a studiare il fenomeno.

     

    Una rassegna di ricerche e studi scientifici, sull'efficacia della Mindfulness (pubblicato in Huffington Post)

     

     
    Rivista scientifica "Le Scienze": aggiornamenti, documenti, articoli e ricerche su Meditazione e salute psicofisica - cliccare qui -

     

     
       
       
     

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    Specializzato in Psicoterapia Analitica Transazionale - Counselor Analista AT - Mindfulness I° - Laureato in Psicologia Clinica Applicata

    Esercizio professionale ai sensi della Legge n. 4 del 14 gennaio 2013, pubblicata nella G.U. n. 22 del 26/01/2013

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