Studio di Psicologia Psicoterapia Counseling

 

 

Via Resuttana, 367  ●  Via Abruzzi, 15/a

 

 

091 517 187

334 386 0561

 

 

dal 1985 a Palermo


 

Dott. Sergio Angileri

vedi scheda informativa

 

 

Dott.ssa Monica Cerri

vedi scheda informativa

 

Palermo

Via Resuttana, 367  ▪  Via Abruzzi, 15/a

vedi dove siamo

 

per prenotare il primo colloquio, telefonare ai seguenti numeri

091 517 187

334 386 0561

 

   Contattaci in Whatsapp

 

Mail      Facebook    Immagini e foto

Ansia Fobie
Panico Ossessioni Compulsioni
Depressione Dipendenze
Disfunzioni Sessuali Terapia di Coppia
Counseling Mindfulness
Psicoterapia
Tariffario e Agevolazioni

 

Rivolgersi allo Studio PSIMED, significa volersi assicurare la tranquillità e la garanzia di affidarsi a seri specialisti maturi con lunga esperienza alle spalle, che operano da oltre 30/35 anni in ambito psicologico/medico. E insieme ad essi anche a specialisti più giovani che apportano il dinamismo e l'efficacia dei più moderni trattamenti e terapie integrate.

  Chi siamo:

  • Dott. Sergio Angileri (vedi) - Esperienza, Specializzazioni e Competenza di oltre trenta anni in Psicologia, Psicoterapia, Analisi, Counseling, Mindfulness, Terapia di Coppia, Sessuologia e Medicina Psicosomatica

  • Dott.ssa Monica Cerri (vedi) - Innovazione, Modernità e Competenza in Psicologia Clinica, Neuropsicologia, Psicologia e Counseling Transpersonale, Mindfulness e Biotransenergetica

  • Dott. Luigi Pastore (vedi) - Esperienza Medica Neuropsichiatrica e Competenza Clinica di oltre trentacinque anni, già Primario all'Ospedale Villa Sofia di Palermo, in Neurologia e Neuropsichiatria

  • D.ssa Maria Inguanta (vedi) - Esperienza e Competenza Medica di oltre trenta anni in Endocrinologia, Diabetologia, Dietologia, Comportamento Alimentare, Psicosomatica

  • §

  • Informazioni sull'organizzazione (ricevimento, colloqui, parcelle e altro)

  • La nostra attività: cosa è PSIMED

  • Di cosa ci occupiamo e i casi che trattiamo

  • Il Metodo e le Tecniche dei nostri Trattamenti Integrati

  • Il Sistema Tariffario del dott. Sergio Angileri e della dott.ssa Monica Cerri

    Agevolazioni e convenzioni interne


    28/ottobre/2018 - EVENTO PROMOSSO DA PSIMED PALERMO

    GIORNATA INTENSIVA DI MEDITAZIONE BTE E MINDFULNESS, SVOLTA ALL'APERTO E FRA LA NATURA

    CLICCARE QUI PER TUTTI I DETTAGLI  

  •  

    jump
     
      Studio 
     

     

     

    DISTURBI E ATTACCHI DI PANICO

    §

    TRATTAMENTI E TERAPIA

    - i trattamenti classici e la nuova metodologia moderna -

     

     

     Ansia

    Panico - Agorafobia - Fobie

     

    a cura del

    Dott. Sergio Angileri


       INDICE DEGLI ARGOMENTI

     

    1. Premessa e informazioni sul nostro METODO

    2. A proposito delle CAUSE dei disturbi di panico e agorafobia

    3. Come facciamo la migliore DIAGNOSI dei disturbi

    4. TRATTAMENTI e TERAPIA dei disturbi

    5. La integrazione MINDFULNESS nei trattamenti

    6. L'efficacia della MEDITAZIONE CONSAPEVOLE nei trattamenti

     


     

    A PROPOSITO DELLE CAUSE

     

    Attualmente, la causa esatta del disturbo di panico rimane sconosciuta. Tuttavia, ci sono diverse teorie che prendono in considerazione diversi fattori quando si esaminano le potenziali cause del disturbo di panico.

    Una di esse è la "teoria biologica", cioè la "classica" teoria che da tempo tenta di ridurre la mente al cervello e la sofferenza delle persone alla "semplice" spiegazione elettrochimica delle cellule cerebrali. Questo riduzionismo è un potente tentativo da parte di "chi" vuole distrarre la consapevolezza delle persone dalla responsabilità che hanno i sistemi familiari, scolastici, religiosi, politici e sociali in genere, a determinare nel cervello dei bambini, durante gli anni evolutivi e formativi del cervello/mente, quella determinata organizzazione elettrochimica, dovuta alle induzioni formative, educative ecc che vengono fornite e che poi si manifesteranno come "neurobiologia alterata".

    Non è quindi questione di accorgerci che a un dato disturbo corrisponde una alterazione biologica nell'encefalo, ma dobbiamo accorgerci di che cosa ha determinato quella alterazione negli anni di crescita in cui si stava organizzando la biologia del cervello di un bambino. Poichè questa evidenza è molto scomoda per i poteri sociali, interviene la cosiddetta "teoria biologica" a spostare l'attenzione dalla "patologia del Sistema" ad una presunta "patologia biologica" dell'individuo.

    Ma vediamola comunque questa "teoria biologica" (teniamo presente che questa strategia non riguarda solo i disturbi da panico, ma anche le depressioni, l'ansia in generale e altri e ricordiamo che sulla base di questa teoria esistono alcune multinazionali che producono psicofarmaci ed esistono alcune categorie professionali che si ingrassano grazie a questa teoria biologica).

     

    La teoria biologica del disturbo di panico
     

    La serotonina, la norepinefrina e la dopamina sono sostanze chimiche che agiscono da neurotrasmettitori o messaggeri nel cervello.

    Mandano messaggi tra diverse aree del cervello e si pensa che influenzino il proprio umore e il livello di ansia. Una teoria del disturbo di panico è che i sintomi sono causati da uno squilibrio di uno o più di questi prodotti chimici. Conosciuta come la teoria biologica del disturbo di panico, questa teoria esamina i fattori biologici come la causa dei problemi di salute mentale. Il supporto a questa teoria è la riduzione dei sintomi di panico che molti pazienti sperimentano quando vengono introdotti antidepressivi, che alterano le sostanze chimiche del cervello.

     

    Alcuni esempi sono:

     

    1. Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), come la paroxetina, la fluoxetina, la sertralina. Questi principi attivi agiscono aumentando il livello di serotonina nel cervello.

    2. Gli inibitori del reuptake della serotonina e norepinefrina (SNRI), come la venlafaxina, la duloxetina. Questi agiscono sia sulla serotonina che sulla noradrenalina.

    3. Gli antidepressivi triciclici (TCA), come clomipramina, amitriptilina, influenzano la serotonina, la norepinefrina e, in misura minore, la dopamina.

    4. Gli inibitori delle monoamino ossidasi (IMAO), inibiscono anche il panico alterando le sostanze chimiche del cervello.

     

    Supporto aggiuntivo per la teoria biologica

     

    Oltre alla risposta del disturbo di panico ai cambiamenti biochimici introdotti dagli antidepressivi, vi sono ulteriori prove che un cambiamento biochimico sottostante nel cervello può portare a disturbi di panico tra cui GABA e teorie metaboliche.

     

    Acido Gamma-Amminobutirrico (GABA)

     

    Si ritiene che l'acido gamma-aminobutirrico-GABA-è una sostanza chimica nel cervello che modula l'ansia. GABA neutralizza l'eccitazione nel cervello inducendo il rilassamento e sopprimendo l'ansia. La ricerca ha indicato che il GABA può svolgere un ruolo in molti problemi di salute mentale tra cui ansia e disturbi dell'umore.

    I farmaci ansiolitici (benzodiazepine) come alprazolam, lorazepam, clonazepam, funzionano perché prendono di mira i recettori GABA nel cervello. Questi farmaci migliorano la funzione del GABA risultando in uno stato calmo e rilassato.

    In diversi studi, i livelli di GABA in soggetti con disturbo di panico erano inferiori rispetto ai soggetti di controllo senza storia di panico. La ricerca futura per ottenere una migliore comprensione del ruolo del GABA nei disturbi della salute mentale porterà probabilmente a migliori opzioni terapeutiche per i cosiddetti "malati".

     

    Teorie metaboliche e disturbo di panico

     

    Gli studi metabolici si concentrano su come il corpo umano elabora particolari sostanze. Molti di questi studi hanno dimostrato che le persone con disturbo di panico sono più sensibili a certe sostanze rispetto alle loro controparti non di panico. Tali osservazioni supportano ulteriormente la teoria biologica, dimostrando come quelli con disturbo di panico possono avere un aspetto diverso rispetto a quelli senza questa condizione.

    Ad esempio, gli attacchi di panico possono essere scatenati in persone con disturbo di panico dando loro iniezioni di acido lattico, una sostanza prodotta naturalmente dal corpo durante l'attività muscolare. Altri studi hanno dimostrato che l'aria respirabile con elevato tenore di anidride carbonica può scatenare attacchi di panico in quelli con il disturbo. Caffeina, nicotina e alcol sono stati anche implicati come fattori scatenanti per i soggetti con disturbo di panico.

     

    Che cosa significa tutto questo?

     

    Nonostante le implicazioni della ricerca fino ad oggi, nessun risultato di laboratorio definitivo può aiutare nella diagnosi di disturbo di panico. I messaggeri chimici nel cervello e i processi metabolici sono complessi e interattivi.

    Può essere che ciascuna di queste teorie abbia un'importanza specifica nello sviluppo del disturbo di panico. Sono necessarie ulteriori ricerche per delineare e legare ulteriormente le cause biologiche del disturbo di panico.

    Molti esperti concordano sul fatto che il disturbo di panico sia causato da una combinazione di fattori.

    La ricerca ha anche supportato teorie che tengono conto di diversi fattori come le influenze genetiche e ambientali della persona. I ricercatori continuano a cercare le cause delle condizioni di salute mentale, come il disturbo di panico, poiché ciò può aiutare nella diagnosi e nella determinazione delle migliori opzioni di trattamento.

    Pur imparando come i processi biochimici possono portare al disturbo di panico non è di grande aiuto nel fare la diagnosi di disturbo di panico, questa conoscenza può essere particolarmente utile per coloro che sono riluttanti a prendere un farmaco per migliorare i loro sintomi.

    Questo è vero anche per molte altre condizioni di salute mentale.

    C'è stato uno stigma sulla malattia mentale, con atteggiamenti ancora in circolazione che una persona dovrebbe essere in grado di superare da sola una condizione come il disturbo di panico. Guardando a ciò che stiamo imparando sulle teorie biochimiche e metaboliche del disturbo di panico, questo modello di pensiero è simile a dire che qualcuno dovrebbe superare l'appendicite avendo un atteggiamento positivo da solo.

     

    Fonti:

    Goossens, L., Leibold, N., Peeters, R. et al. Brainstem Response to Hypercapnia: A Symptom Provocation Study into the Pathophysiology of Panic Disorder. Journal of Psychopharmacology. 2014. 28(5):449-56.

    Schur, R., Draisma, L., Wijnen, J. et al. Brain GABA Levels Across Psychiatric Disorders: A Systematic Literature Review and Meta-Analysis of (1) H-MRS Studies. Human Brain Mapping. 2016. 37(9):3337-52.

    Zangrossi, H., and F. Graeff. Serotonin in Anxiety and Panic: Contributions of the Elevated T-Maze. Neuroscience and Biobehavioral Reviews. 2014. 46 Pt 3:397-406.

     

    per tornare all'Indice argomenti


    §

     

    Come viene diagnosticato il disturbo di panico
    a cura del

    Dott. Sergio Angileri

     

    Sospetti che stai vivendo i sintomi del disturbo di panico? Scoprire se si ha o meno il disturbo di panico inizia con una diagnosi. Quanto segue descrive come viene diagnosticato il disturbo di panico.

     

    DIAGNOSI

    Noi facciamo diagnosi da tre punti di vista.

    1. iniziamo con la "diagnosi fenomenologica/situazionale/psicologica". Di questa ce ne occupiamo già dal primo colloquio e consiste nell'individuare le componenti di vita della persona che contribuiscono a causare e a mantenere il disturbo. Questo tipo di diagnosi è indispensabile per potere decidere il tipo di trattamento/terapia più adatto e personalizzato per ciascuna persona che ci consulta.

    2. proseguiamo con la "diagnosi clinica-psicologica". Di questa ce ne occupiamo già dal secondo colloquio e si completa entro i primi tre/quattro colloqui. Consiste nell'inquadrare la sintomatologia in un quadro clinico specifico e serve anche per indagare a fondo nell'ipotesi che eventuali condizioni o malattie organiche possano causare o contribuire al disturbo. Anche questo tipo di diagnosi è indispensabile per potere decidere il tipo di trattamento/terapia più adatto e personalizzato per ciascuna persona che ci consulta.

    3. decidiamo, a questo punto, se è necessario inserire anche la "diagnosi clinico/medica". In questi casi allora interviene l'accertamento diagnostico, a completamento delle fasi precedenti, che viene effettuato dal neurologo o dallo psichiatra associati allo Studio PSIMED. Anche questo tipo di diagnosi è indispensabile per potere decidere il tipo di trattamento/terapia più adatto e personalizzato per ciascuna persona che ci consulta e a volte è necessaria per valutare l'opportunità di includere nel trattamento, un periodo di copertura psicofarmacologica.

    La fase diagnostica, secondo i passaggi suddetti, occupa le prime due/quattro sedute. Poi si procede con il trattamento/terapia personalizzato sulla base degli elementi emersi in diagnosi.

     

     

    Il processo di valutazione

     

    Solo il tuo medico o uno specialista qualificato può diagnosticare una condizione di salute mentale. I professionisti che trattano il disturbo di panico sono addestrati per fare una diagnosi accurata.

    Anche se la diagnosi di disturbo di panico è in gran parte clinica, basata sul colloquio del medico, questi potrebbe somministrarti anche strumenti di autovalutazione completi o questionari che ti faranno domande relative ai tuoi sintomi. Questa valutazione darà al tuo medico o terapeuta un'idea dell'intensità e della durata dei sintomi, oltre a fornire altre informazioni pertinenti a fini diagnostici.

    Nel colloquio clinico, il medico o il terapeuta faranno domande più approfondite per fare una diagnosi accurata.

    Ad esempio, potresti ricevere domande riguardanti la tua storia medica, i sintomi attuali e i recenti cambiamenti di vita.

    Scoprire di più su di voi aiuterà il medico o il terapeuta a escludere la possibilità di altre condizioni mediche o di salute mentale. L'intero processo di valutazione diagnostica viene in genere completato entro una o due visite. 

    Quando si determina la diagnosi, il medico o il terapeuta deciderà se si soddisfano i criteri diagnostici per il disturbo di panico. Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, 4a edizione, revisione del testo (DSM-IV-TR) è un manuale che contiene gli standard diagnostici per tutte le condizioni di salute mentale. Il medico o il terapeuta farà riferimento al DSM-IV-TR nel determinare le diagnosi.

     

     

    Criteri diagnostici

     

    Secondo il DSM-IV-TR, per ricevere una diagnosi di disturbo di panico, una persona deve sperimentare attacchi di panico spontanei. Questi attacchi si verificano in genere indipendentemente dallo stato d'animo del momento e comportano una combinazione di sintomi fisici, emotivi e cognitivi.

    Gli attacchi di panico raggiungono spesso un picco in circa 10 minuti prima di diminuire gradualmente.

    Come descritto nel DSM-IV-TR, gli attacchi di panico sono vissuti attraverso quattro o più dei seguenti sintomi:

     

  •     Palpitazioni cardiache o battito cardiaco accelerato

  •     Sudorazione eccessiva

  •     Tremori

  •     Mancanza di respiro

  •     Sensazione di soffocamento

  •     Dolore al petto

  •     Nausea o dolore addominale

  •     Sensazione di vertigini, instabilità, stordimento o svenimento

  •     Derealizzazione o depersonalizzazione

  •     Paura di perdere il controllo o impazzire

  •     Paura di morire

  •     Sensazioni di intorpidimento o sensazioni di formicolio

  •     Brividi o vampate di calore

  •  

     

    Disturbi correlati e co-occorrenti

     

    Le persone con disturbo di panico sono spesso a maggior rischio di sviluppare un disturbo aggiuntivo di salute mentale.

    Ad esempio, è stato stimato che circa il 50% di quelli con diagnosi di disturbo di panico sperimenterà un episodio di disturbo depressivo maggiore durante la loro vita. Il medico o il terapeuta saranno in grado di determinare se si verificano condizioni di salute mentale aggiuntive.

    Oltre alla depressione, i malati di disturbo di panico sono anche più propensi ad avere un disturbo d'ansia correlato. I disturbi più comuni sono il disturbo d'ansia sociale (SAD), il disturbo da stress post-traumatico (PTSD), il disturbo ossessivo-compulsivo (OCD) e il disturbo d'ansia generalizzato (GAD).

    Dato che queste condizioni condividono sintomi simili al disturbo di panico, è possibile che tu stia effettivamente vivendo uno di questi disordini separati. Il medico o il terapeuta saranno in grado di determinare se si dispone di una di queste condizioni correlate.

    Circa un terzo delle persone con diagnosi di disturbo di panico svilupperà anche una condizione nota come agorafobia.

    Questo disturbo è comune tra le persone con disturbo di panico, in quanto comporta la paura di avere attacchi di panico in situazioni da cui sarebbe impegnativo o imbarazzante fuggire. Questa paura porta spesso a comportamenti di evitamento in cui la persona evita determinate situazioni.

    In genere, gli evitamenti includono aree affollate, diverse modalità di trasporto e spazi aperti. I sentimenti di paura associati a questa condizione possono diventare così intensi che una persona potrebbe sentire anche a casa l'angoscia dell'agorafobia.

     

     

    Follow up e trattamento

     

    Considerando che l'agorafobia si sviluppa tipicamente entro il primo anno in cui una persona sperimenta attacchi di panico spontanei, è importante iniziare subito il trattamento. Una volta che hai ricevuto una diagnosi di disturbo di panico con o senza agorafobia, dovrai seguire il tuo piano di trattamento.

    Le opzioni di trattamento più comuni per il disturbo di panico includono farmaci prescritti, psicoterapia, tecniche di autoaiuto, tecniche di rilassamento e/o decondizionamento, pratiche di Mindfulness o una combinazione di questi approcci.

    Farmaci per il disturbo di panico possono aiutare a ridurre l'intensità degli attacchi di panico e sentimenti di ansia, e la psicoterapia può aiutare a costruire abilità di coping per gestire la tua condizione. Le attività di auto-cura, come le tecniche di rilassamento e principalmente la Mindfulness, possono aiutarti a gestire i sentimenti  di stress e ansia. Ottenendo aiuto, una persona con disturbo di panico può imparare a far fronte alla propria condizione e migliorare la qualità della vita.

     

    per tornare all'Indice argomenti


     

    §

     

    Trattamento per il disturbo di panico
    Opzioni di trattamento efficaci per il disturbo di panico

    a cura del

    Dott. Sergio Angileri

     

    CLICCARE QUI PER ALTRE INFORMAZIONI SULLA CURA DEI DISTURBI DI PANICO

     

    Disturbo di panico e agorafobia sono condizioni molto curabili. La ricerca ha indicato che le persone a cui è stato diagnosticato un disturbo di panico possono essere trattate efficacemente attraverso farmaci, psicoterapia, applicazioni e tecniche mirate e principalmente integrazione con la Mindfulness. Il miglior trattamento risulta essere quello moderno, cioè integrato.

     

    TRATTAMENTO/TERAPIA

     

    Qualsiasi forma di Disturbo d'Ansia, Fobia o Panico, non va mai sottovalutata. La tempestività dell'intervento è fondamentale per aumentare le previsioni di risoluzione.

     

    DIAGNOSI

     

    Innanzi tutto occorre una completa Diagnosi, per inquadrare esattamente il disturbo.

    La Diagnosi in PSI.MED Palermo è altamente specializzata ed è sempre integrata: psicologica, esistenziale e medica.

    La Diagnosi corretta richiede un approccio completo e integrato (medico, situazionale e psicologico)

    La Diagnosi è, quindi, l'atto fondamentale per potere stabilire la corretta modalità di un trattamento.

     

     

    INTERVENTO e TERAPIA

    il "metodo integrato PSIMED Palermo"

     

    Dopo la diagnosi si deve intervenire con un adeguato intervento.

     

    La metodologia degli interventi, in PSIMED Palermo, è moderna, perchè applica metodi integrati con una modalità plurispecialistica.

     

    Integrazione quindi significa che -quando occorre- uno stesso caso, pur essendo preso in carico esclusivamente da un solo professionista -lo psicoterapeuta oppure lo psicologo, il counselor o lo psichiatra/neurologo- viene però osservato, riflettuto e discusso dallo psicologo, dal counselor, dal medico, insieme, nelle riunioni periodiche essi fanno per esaminare insieme lo sviluppo dei trattamenti per le diverse persone e situazioni, a tutto vantaggio dei pazienti e senza che questo implichi nessun costo ulteriore per essi.

    Questo approccio integrato/multidisciplinare, significa, per la tranquillità del paziente, che vengono ridotti di molto i possibili errori diagnostici oppure di applicazione delle terapie.

     

    Integrazione significa anche che i trattamenti raramente sono soltanto di esclusiva psicoterapia, analisi o terapia farmacologica, come si è fatto per decine di anni con un approccio ormai vecchio e sorpassato, ma applichiamo, invece, "moduli integrati", che dosano in misura e percentuali diverse, a secondo la persona, caso per caso, i metodi della psicologia, della analisi o psicoterapia, del counseling, della medicina e della Mindfulness, costituendosi così protocolli innovativi e moderni di intervento, che si stanno dimostrando molto efficaci e risolutivi, incidendo anche per una relativa riduzione dei tempi necessari per portare a termine l'intervento e dei costi per la persona.

    ▪▪▪

    Nei disturbi, in genere, si possono riconoscere tre parti che lo compongono.

    L'intervento integrato, per essere efficace e risolutivo, deve essere completo e deve poter agire sulle tre parti che compongono il disturbo.

    Le tre parti che compongono il disturbo sono:

    1. i sintomi (biologia del disturbo);

    2. le cause (malattie o eventi di vita personale);

    3. il modo personale di sentire il proprio disturbo (le caratteristiche uniche di ogni persona e i suoi significati esistenziali).

     

    Vediamo in dettaglio come noi interveniamo su ciascuna parte che costituisce il disturbo.

     

    1- la parte neurobiologica: i sintomi (ci si riferisce a quelle aree nel corpo e nel sistema nervoso, dove si organizzano i sintomi di ansia o panico: ai sintomi, sempre, corrispondono alterazioni biochimiche). Qualunque sia la causa del disturbo, infatti, essa si esprime sempre alterando alcuni processi neurochimici, che si traducono nei sintomi che la Persona sente.

     

    Di conseguenza, frattanto che si individua la causa e si organizzi il miglior trattamento per guarirla, se intanto si vogliono attenuare i sintomi, allora la parte neurobiologica richiede tempestivamente il rimedio neurobiologico più efficace finora conosciuto per migliorare la sintomatologia, vale a dire gli Psicofarmaci, ansiolitici, antidepressivi e altri, oppure tecniche e pratiche non farmacologiche di intervento sui sintomi (il rimedio di miglioramento sintomatico grazie agli psicofarmaci, però non va però confuso come se fosse una "guarigione eziologica", cioè risoluzione della causa. Gli psicofarmaci non posseggono nessuna possibilità rispetto alle cause del disturbo).

     

    La nostra procedura di trattamento alcune volte può condurre ad una rilevante diminuzione o risoluzione dei sintomi anche senza psicofarmaci.

    Questi sono quei casi dove la persona dimostra di rispondere bene e presto alle tecniche e alle metodiche Mindfulness, oppure Biotransenergetiche (BTE), o alle tecniche di rilassamento e/o decondizionanti.

    In questi casi la persona può evitare di assumere psicofarmaci e giovarsi di un netto miglioramento sintomatico senza dovere assumere medicine.

     

     

    Nei casi di necessità di prescrizione farmacologica, la nostra metodologia prevede comunque la personalizzazione della prescrizione farmacologica: non ci limitiamo, infatti, alla datata e più comune e ordinaria prescrizione di un ansiolitico+antidepressivo, ma, dopo avere inquadrato il disturbo nella personalità dell'individuo e nella sua situazione di vita, stabiliamo di volta in volta i farmaci, che spesso non sono uguali da una persona all'altra, anche quando i sintomi sono identici. E questo perchè il disturbo è spesso espressione del disagio della persona e non è espressione di una malattia inesistente.

     

    2- la parte eziologica (ci si riferisce  alla causa e/o alla sorgente dei sintomi e del disturbo): questa parte richiede tempestivamente il rimedio eziologico, che abbia, cioè, efficacia risolutiva a livello causale.

     

    Le cause dei disturbi d'ansia o panico, possono essere:

     

    1- Patologia Medica (in questi casi di malattia medica, l'ansia o il panico, è uno dei sintomi per mezzo dei quali si esprime quella data malattia, la quale va curata in quanto tale, aggiungendo alla terapia specifica della malattia, anche gli psicofarmaci  per controllare i sintomi)

     

    2- Struttura/Architettura/Organizzazione della Mente (in questi casi l'ansia/panico è la risposta disfunzionale primaria prodotta dalla mente, direttamente provocata a causa della organizzazione della mente dell'individuo e in questi casi non è sintomo di una malattia, ma è una risposta primaria della mente)

     

    I rimedi risolutivi sulle cause del disturbo, possono allora essere di due tipi:

     

    a) quando la causa è della categoria della Patologia Medica, vale a dire quando il disturbo è causato da una malattia del corpo, allora il rimedio causale deve essere di Terapia Medica diretta sulla malattia in corso (da non confondere con gli psicofarmaci, perchè questi hanno potere esclusivamente sui sintomi e non sulle cause);

     

    b) quando invece la causa è della categoria mentale e quindi non c'è nessuna malattia medica in corso, allora il rimedio deve essere di trattamento omologo alla causa, cioè deve essere un rimedio orientato alla riformulazione della forma e dell'architettura della mente, di tipo psicologico, psicoterapico, sociologico, consulenziale o di altro ambito affine, che abbia comunque efficacia sulla riorganizzazione mentale, decisionale, comportamentale, della persona. Anche in questi casi comunque si abbinano quasi sempre gli psicofarmaci per la gestione dei sintomi dell'ansia e/o del panico.

     

    3- la parte personologica/esistenziale (ci si riferisce a quella sofisticata parte della mente, dove si organizzano i significati esistenziali personali e soggettivi della persona che sta soffrendo la propria condizione): questa parte richiede rimedi analitici, Mindfulness e meditativi, a volte anche profondi, che consentano alla persona il conseguimento di una riorganizzazione evolutiva della propria visione e attribuzione di significati applicati alla sofferenza e alle dimensioni esistenziali che caratterizzano la natura della realtà entro la quale si deve trascorrere la propria vita. Nella depressione ansiosa, in genere, tale visione è oscura e involuta - Nemmeno durante l'applicazione di questa speciale e sofisticata metodologia, per quanto molto efficace già in se stessa, si esclude la possibilità di dover gestire i sintomi con gli psicofarmaci.


     
    Per potere curare questi disturbi, servono dunque i seguenti passaggi, che caratterizzano l'intervento:
     
    1. fare un primo colloquio
    2. quando occorre, fare la visita medica
    3. iniziare il percorso di trattamento che è strutturato in un incontro (seduta) settimanale in Studio PSIMED
    4. avere costanza e pazienza nello svolgere tutto il percorso, il quale mediamente richiede dalle 15 alle 25 sedute complessive
    5. quando occorre, assumere la copertura psicofarmacologica prescritta
      Applicare, a casa, con costanza, i protocolli Mindfulness che vengono spiegati e prescritti

    Quando la persona si attiene ai punti suddetti, la risoluzione del disturbo (o la netta diminuzione del disturbo) è a livello di altissima probabilità di successo

     

     

    Farmaci per trattare il disturbo di panico

     

    Ci sono molti farmaci che hanno dimostrato di essere un modo sicuro ed efficace per trattare il disturbo di panico. I farmaci per il disturbo di panico rientrano in una delle due categorie: antidepressivi e farmaci anti-ansia.

    Questi farmaci possono essere prescritti per ridurre la gravità degli attacchi di panico e ridurre i sentimenti generali di ansia.

     

     

    Antidepressivi

     

    Come suggerisce il nome, gli antidepressivi sono stati originariamente usati per trattare i disturbi dell'umore, come la depressione e il disturbo bipolare. In seguito si è scoperto che gli antidepressivi possono aiutare a trattare i disturbi d'ansia, compreso il disturbo di panico. Questi farmaci sono stati efficacemente sperimentati per ridurre efficacemente l'intensità degli attacchi di panico e l'ansia generale. Gli antidepressivi sono spesso usati anche quando una persona ha una condizione concomitante, come PTSD o depressione.

    I farmaci più comunemente prescritti per il disturbo di panico appartengono a una classe popolare di antidepressivi noti come inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). Come tutti gli antidepressivi, gli SSRI influenzano i messaggeri chimici nel cervello, chiamati neurotrasmettitori.

    In particolare, gli SSRI bersagliano il neurotrasmettitore chiamato serotonina, che è associato all'umore. Gli SSRI aiutano a bilanciare i livelli di serotonina di una persona, che possono quindi aiutare a regolare l'umore, ridurre l'ansia e migliorare il sonno.

    Gli SSRI sono spesso prescritti a persone con disturbo di panico a causa della loro efficacia a lungo termine e della quantità limitata di effetti collaterali.

    La ricerca ha scoperto che gli SSRI possono aiutare a ridurre l'intensità e la frequenza degli attacchi di panico. Alcuni degli SSRI più comuni includono fluoxetina, sertralina, paroxetina e citalopram.

     

     

    Farmaci anti-ansia

     

    I farmaci ansiolitici, o tranquillanti, sono raccomandati per il loro sollievo ad azione rapida e l'effetto sedativo. Questi farmaci rallentano il sistema nervoso centrale, e questo può far sì che una persona si senta più tranquilla e rilassata.

    Aiutando una persona a sentirsi meno timorosa e ansiosa, i farmaci anti-ansia possono ridurre notevolmente i sintomi del disturbo di panico.

    Le benzodiazepine sono una classe di farmaci ansiolitici comunemente prescritti che possono aiutare a ridurre la gravità degli attacchi di panico. Questi farmaci hanno un effetto sedativo che può aiutare a ridurre rapidamente i sintomi di panico e suscitare uno stato più rilassato.

    Alcune delle benzodiazepine più popolari includono alprazolam, clonazepam, diazepam, lorazepam.

    Ci sono alcuni rischi e potenziali effetti collaterali associati a questi farmaci. Tuttavia, le benzodiazepine sono state sperimentate per essere un farmaco sicuro ed efficace nel trattamento del disturbo di panico.

     

    Psicoterapia nel trattamento del disturbo di panico

     

    La psicoterapia è stata anche sperimentata per trattare efficacemente il disturbo di panico e l'agorafobia.

    Attraverso la psicoterapia, uno specialista di salute mentale può aiutare un cliente a lavorare su problemi e sentimenti irrisolti. Inoltre, un terapeuta può aiutare un cliente a sviluppare modi di pensare e comportamenti più sani che li aiuteranno a gestire i loro sintomi di panico.

    Due forme comuni di psicoterapia per il disturbo da attacchi di panico includono la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) e la psicoterapia psicodinamica focalizzata sul panico (PFPP).

    Dalle più recenti ricerche si è sperimentato che sono tuttavia particolarmente efficaci le metodologie della Psicologia Transpersonale, della Socio-Cognitiva, specialmente se integrate con le applicazioni di ultima generazione che discendono dalle ricerche neuroscientifiche sulla Mindfulness.

     

     

    Terapia cognitivo-comportamentale (CBT)

     

    La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è una forma di psicoterapia che si è dimostrata efficace nel trattamento del disturbo di panico. Uno degli obiettivi principali della CBT è sviluppare capacità di coping modificando i modelli di pensiero negativo e i comportamenti non salutari. Ad esempio, molte persone con disturbo di panico possiedono credenze negative o distorsioni cognitive su se stessi e sul mondo che li circonda.

    Questo errato modo di pensare spesso contribuisce a comportamenti disadattivi, come evitare situazioni di paura. La CBT può aiutare una persona a superare schemi di pensiero negativi e sviluppare modi più sani di gestire la propria condizione.

    La desensibilizzazione è una tecnica CBT classica utilizzata per aiutare le persone a superare la paura e l'ansia che spesso è associata agli attacchi di panico. Attraverso la desensibilizzazione sistematica, un terapeuta introduce gradualmente il paziente a stimoli che provocano ansia, insegnando loro come riprendere il controllo della loro ansia. Gradualmente, la persona viene introdotta in più situazioni che inducono paura, imparando come gestire il proprio panico attraverso ogni situazione temuta.

    Attraverso questa tecnica CBT, una persona disimpara la paura e assume nuovi modi di pensare e di comportarsi.

    Ad esempio, una persona che ha paura di volare inizierà la desensibilizzazione lavorando su tecniche di rilassamento mentre si affronta uno stimolo che causa solo una piccola quantità di nervosismo, come le immagini di aeroplani. Possono eventualmente avanzare verso altre situazioni che inducono paura, come andare all'aeroporto o salire su un aereo. Con ogni situazione, la persona impara a gestire i loro sintomi di panico. Attraverso la pratica continua, la desensibilizzazione può aiutarli a superare la paura di volare.

     

     

    Psicoterapia psicodinamica focalizzata sul panico (PFPP)

     

    La psicoterapia psicodinamica focalizzata sul panico (PFPP) è un altro metodo terapeutico popolare usato nel trattamento del disturbo di panico. Questa forma di psicoterapia mira a scoprire esperienze passate e problemi emotivi che possono aver influenzato lo sviluppo di panico e ansia della persona. PFPP aiuta un cliente a riconoscere le emozioni represse e dolorose, consentendo alla persona di risolvere questi problemi attraverso il supporto di un terapista qualificato. Si ritiene che venendo a patti con disordini emotivi, il cliente può quindi superare i loro problemi con il disturbo di panico.

     

    CLICCARE QUI PER ALTRE INFORMAZIONI SULLA CURA DEI DISTURBI DI PANICO

     

    per tornare all'Indice argomenti


     

     

     

    Trattamento integrato con le applicazioni Mindfulness (MBTA)

     

    Cliccare qui per leggere sul trattamento integrato misto MBTA

     

     

    Fonti:

    American Psychiatric Association. “Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders,4th ed. “1994 Washington, DC: American Psychiatric Association.

    Gladding, S. T. “Counseling Theories: Essential Concepts and Applications” 2005 Upper Saddle, NJ: Merrill Prentice Hall.

    Silverman, Harold M. “The Pill Book. 14th ed.” 2010 New York, NY: Bantam Books.

     

    per tornare all'Indice argomenti


    §

     

    Meditazione consapevole per il disturbo di panico
    Come la meditazione può aiutare con i sintomi di panico

    a cura del

    Dott. Sergio Angileri

     

    Le persone con disturbi d'ansia sono spesso soggette a frequenti preoccupazioni, sensazioni di nervosismo e pensieri negativi. Ad esempio, molte persone con disturbo di panico trascorrono del tempo preoccupandosi del futuro o sottolineando il passato.

    Fortunatamente, le tecniche di rilassamento e principalmente la Mindfulness possono aiutare a contrastare questi sintomi.

    Le tecniche di rilassamento e della Mindfulness sono pratiche che puoi imparare con la guida di un professionista qualificato. Queste attività sono mirate ad aiutarti a rallentare i tuoi pensieri, a lasciarti andare dissolvendo lo stress e ad aprirti al rilassamento profondo. 

    Tali tecniche possono aiutare a contrastare molti dei sintomi cognitivi e fisici del disturbo di panico e dell'ansia.

    Le comuni tecniche di rilassamento comprendono la respirazione profonda, lo yoga, la visualizzazione, il massaggio e il rilassamento muscolare progressivo (PMR).

    La meditazione consapevole Mindfulness è una attività che potremmo paragonare alle tecniche di rilassamento, ma è qualcosa di diverso. Essa può aiutare con la riduzione dello stress e dell'ansia. Per comodità qui la chiamiamo "tecnica di rilassamento".

     

    Cos'è la meditazione consapevole?

     

    La meditazione consapevole è una tecnica di rilassamento che riporta la consapevolezza al presente. Durante la pratica della consapevolezza, il meditatore permette ai pensieri di sorgere senza cercare di fermarli o giudicarli. Ad esempio, possono sorgere pensieri spiacevoli legati alla paura, al giudizio, alla colpa e alla preoccupazione. La consapevolezza è l'atto di riconoscere questi pensieri e permettere loro di passare.

    La tecnica per ottenere questo, viene insegnata durante il trattamento.

    La meditazione di consapevolezza si basa sull'idea che la maggior parte delle persone respinge o ignora i propri pensieri e sentimenti presenti. Molti credono che se ignorano i pensieri negativi, quei pensieri andranno semplicemente via.

    Ma la consapevolezza in realtà ti permette di distaccarti dal pensiero negativo affrontando pensieri senza reazione. Lasciando passare pensieri scomodi senza reagire, puoi sviluppare una nuova risposta alla paura e all'ansia. Col tempo e con la pratica, la meditazione di consapevolezza può aiutare a creare armonia interiore, chiarezza e pace.

     

     

    Iniziare con la meditazione consapevole

     

    Quando inizi a praticare la meditazione di consapevolezza per la prima volta, può essere utile farlo in un'area tranquilla e priva di distrazioni.

    L'ora del giorno in cui decidi di meditare può essere determinata dalle tue particolari esigenze. Ad esempio, alcune persone preferiscono iniziare il giorno libero con la meditazione, riducendo l'ansia mattutina e impostando un tono chiaro e positivo per la giornata. Altri preferiscono meditare di notte, lasciando andare lo stress della giornata e preparandosi per un buon riposo notturno.

    Cerca di mettere da parte almeno 5 o 10 minuti per sederti in meditazione, aumentando gradualmente la durata man mano che diventi più a tuo agio con la pratica. Inizia seduta o sdraiati in una posizione comoda. Per aiutare a mettere a fuoco, inizia la tua meditazione con un esercizio di respirazione e con gli occhi chiusi. Quindi, osserva semplicemente i tuoi pensieri, consentendo a qualsiasi idea di venire in mente. Mantieni un atteggiamento non giudicante quando ti lasci rimanere nel presente con la tua voce interiore. Quando la tua meditazione si sente completa, fai alcuni respiri profondi e apri gli occhi.

    La meditazione consapevole può sembrare abbastanza semplice, ma anche i meditatori di routine trovano difficile ogni tanto. In effetti, molte persone provano ansia intensa quando si siedono per la prima volta a meditare.

    La motivazione e il desiderio possono anche diminuire di giorno in giorno, quindi cerca di essere paziente con te stesso e la tua pratica di meditazione. Se familiarizzi con la pratica della meditazione, imparerai a sederti con pensieri scomodi. Solo attraverso la pratica regolare la meditazione della consapevolezza diventa meno impegnativa, ti aiuta ad abbassare l'ansia e ti porta un senso di pace interiore.

     

    Fonti:

    Chen, K. W., Berger, C. C., Manheimer, E., Forde, D., Magidson, J., Dachman, L., & Lejuez, C.W. (2012).

    Meditative Therapies For Reducing Anxiety: A Systematic Review and Meta-Analyis of Randomized Controlled Trials. Depression and Anxiety, 29, 545-562.

     

    Kabat-Zinn, J. (2005). Full Catastrophe Living: Using the Wisdom of Your Body and Mind to Face Stress, Pain, and Illness. New York: Bantam Dell.

    Miller, J. J., Fletcher, K., & Kabat-Zinn, J. (1995). Three Year Follow Up and Clinical Implications of a Mindfulness Meditation-Based Stress Reduction Intervention

    in the Treatment of Anxiety Disorders. General Hospital Psychiatry, 17, 192-200.

     

    per tornare all'Indice argomenti


     

    LA IMPORTANTE COOPERAZIONE DEL PAZIENTE

     

    Il trattamento integrato su esposto, affinchè abbia successo, richiede attiva cooperazione da parte della persona, sia durante le sedute, che dedicandosi alcuni momenti durante la settimana per effettuare alcune pratiche che vengono spiegate e insegnate.

    E' necessario effettuare in studio una seduta settimanale.

    Ciascuna seduta ha una durata di 50 minuti.

    La parcella per ogni seduta viene concordata personalmente ed oscilla fra un minimo di € 30 ad un massimo di € 60 per ciascuna seduta di trattamento o terapia - ( vedi qui TARIFFARIO )

     

    Il trattamento prevede che la persona si impegni con se stessa ad eseguire a casa delle pratiche che verranno insegnate e spiegate.

    Anche per questo la nostra metodologia di cura include il fatto che sia il Dott. Sergio Angileri che la D.ssa Monica Cerri e i loro assistiti, durante tutto il tempo necessario per la terapia/trattamento, possano restare in contatto per eventuali momenti di assistenza, chiarimenti, supporto e altro, anche al di fuori del momento della seduta settimanale vera e propria. In pratica tutte le persone/pazienti vengono seguite e assistite con delle modalità personalizzate e continua disponibilità.

     


    Psicologia Counseling Mindfulness

    Dott.ssa Monica Cerri    Dott. Sergio Angileri

    Palermo

    Via Resuttana, 367  ▪  Via Abruzzi, 15/a

    091 517187 334 3860561

    Neuropsichiatria Psicologia Medica

    Dott. Luigi Pastore    D.ssa Maria Inguanta

    Palermo

        Via Monti Iblei, 31    Via Pietro D' Asaro, 23

    091 517187 334 3860561

     

    Psicologo? Counselor? Psicoterapeuta? Analista? Neurologo? Psichiatra?

    "Per il mio caso, chi devo consultare?"

     

    Tariffario Parcelle Agevolazioni

    Il pagamento può essere effettuato contanti o con carte

          


     
     

      Studio

    Psicologia Medica | Psicoterapia | Analisi Transazionale e Mindfulness Based | A.T. Socio-Cognitiva | Counseling

     

    Le sedi a Palermo

    Via Resuttana, 367  ●  Via Abruzzi, 15/a

    vedi dove siamo

     

      091 517187   ~  334 3860561

     

       Contattaci in Whatsapp

     

    La prenotazione del primo colloquio si effettua solo telefonicamente

    Giorni e orari di ricevimento:

    da Lunedi a Venerdì - dalle ore 9:00 alle ore 20:00

     

    Dott. Sergio Angileri

    Analista Transazionale - Counselor - Specializzato in Psicoterapia Analitica Transazionale

    MBTA (Mindfulness Based Transactional Analysis)

     

     

     

    Copyright © 2000 [Dott. Sergio Angileri] Palermo - tel.  091 517 187  -  334 386 0561

    Specializzato in Psicoterapia Analitica Transazionale - Counselor Analista AT - Mindfulness I° - Laureato in Psicologia Clinica Applicata

    Esercizio professionale ai sensi della Legge n. 4 del 14 gennaio 2013, pubblicata nella G.U. n. 22 del 26/01/2013

    Mail

     Tutti i diritti riservati