Studio di Psicologia Analitica e Medica

Psicoterapia   Counseling   Mindfulness

 

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 Dott.ssa Monica Cerri

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Dott. Sergio Angileri

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CHI SIAMO e COSA OFFRIAMO

 

Dott. Sergio Angileri

  • ESPERIENZA: Oltre 30 anni di esercizio clinico da Psicoterapeuta - Analista Transazionale - Psicoterapeuta e Analista di Gruppo - Psicosessuologo - Psicoterapeuta di Coppia - Counselor ( Psicoterapia Analitica Transazionale e Socio-Cognitiva; Sessuologia Psicosomatica; Counseling Analitico AT; Terapia di Coppia ).

  • FORMAZIONE e COMPETENZA: Studi universitari in Psicologia e Medicina. Specializzazioni, abilitazioni e qualificazioni post-universitarie in Psicologia Clinica, Medicina Psicosomatica, Psicoterapia Analitica Transazionale e Socio-Cognitiva, Ipnosi Medica, Mindfulness e tecniche meditative integrate con la psicoterapia e la Psicologia Medica - Qualificazione in Counseling Analitico AT.

  • METODOLOGIA APPLICATA: Analisi Transazionale e Socio-Cognitiva - Moduli integrati Mindfulness - (vedi scheda professionale)

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    Dott.ssa Monica Cerri

  • APPROCCIO INNOVATIVO e MODERNO:  integrazione specialistica fra Psicologia Transpersonale e trattamenti Bio-Transenergetici, applicata con un qualificato e giovanile approccio moderno e in costante aggiornamento

  • FORMAZIONE: Universitaria e post-universitaria; pluriennale esperienza e qualificazione nell'integrazione fra Psicologia, Counseling Transpersonale, BioTransEnergetica, Mindfulness e Yoga Mindfulness

  • COMPETENZA: Psicologia Clinica; Neuropsicologia; Mindfulness e Meditazione; BTE 

  • METODOLOGIA APPLICATA: Analisi Transpersonale BioTransEnergetica - Moduli integrati Mindfulness - (vedi scheda professionale)

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    Dal 1985 a Palermo
    Psicologia Medica | Psicoterapia | Counseling

     

    Dalla diagnosi alla risoluzione del problema

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    Una terza area di disagi e disturbi, diversa dalla "malattia" e dalla "non malattia": 

    la Terapia e i Trattamenti di Coppia

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    Neurologia Psicologia Medica

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    Psicologo; Counselor; Psicoterapeuta; Analista; Neurologo; Psichiatra

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    Dott. Sergio Angileri

    In PSIMED Palermo, alla Psicoterapia vengono integrati, quando necessario, le terapie mediche e/o medico-neuro-psichiatriche e in generale, per acquisire una maggiore efficacia e rapidità nel raggiungimento dei risultati, i protocolli Mindfulness e/o le applicazioni di Counseling -

    La Psicoterapia applicata in PSIMED Palermo, è:

    1. Psicoterapia Analitica

    2. Psicoterapia Transazionale

    3. Psicoterapia Cognitiva

    4. Psicoterapia Psicoanalitica

     

    ● vedi qui scheda professionale del Dott. Sergio Angileri

    ● vedi qui scheda professionale del Dott.ssa Monica Cerri

    vedi qui il team degli specialisti e degli psicoterapeuti in PSIMED

     

    La parcella per seduta di Psicoterapia da noi richiesta è esposta nel nostro Tariffario (vedi).

    Telefonare qui per prenotare il primo colloquio: 091 517187  oppure  334 3860561

     

     

    COSA E' LA PSICOTERAPIA e COSA PUO' FARE

     

    La Psicoterapia viene applicata, efficacemente e in autonomia (autonomia significa indipendentemente dalla terapia medica), in molte condizioni di disagio, disturbo e sofferenza della Persona, quando queste non sono causate da malattia.

    Le condizioni di disagio e di disturbo sono le condizioni di sofferenza sintomatica, ma in assenza di patologia medica/psichiatrica. Chiamiamo questa condizione sintomatica: "stati disfunzionali" della persona (vedi). Nella maggior parte di questi casi senza malattia, la Psicoterapia è autonoma e possiede la sua massima utilità di applicazione, così come la posseggono anche altre modalità di "aiuto alla persona" diverse dalla psicoterapia.

     

    Nei casi di malattie o psicopatologia neuro-psichiatrica, invece, la Psicoterapia viene applicata con discreta efficacia, in abbinamento e integrazione alla Terapia Medica.

    Le condizioni di malattia e/o psicopatologia sono quelle condizioni di sofferenza sintomatica in presenza di patologia medico/psichiatrica. Chiamiamo questa condizione: "stati psicologici strutturali" della persona (vedi). In questi casi -dove è presente patologia in quanto malattia- la Psicoterapia non è autonoma e viene applicata in supporto e integrazione alla Terapia vera e propria, cioè alla terapia medica e/o terapia neuro/psichiatrica.

     

    La Psicoterapia non va quindi confusa con una pratica medica di "cura di malattie": essa non è una attività medico/sanitaria e infatti può essere esercitata anche da professionisti che non sono laureati in medicina.

    La Psicoterapia è una attività intellettuale ed è un metodo distinto da psicologia o medicina (non medico e nemmeno psicologico). Il metodo della psicoterapia è specializzato per la "presa in cura della Persona". Le Persone -e non la malattia- vengono prese in cura dallo Psicoterapeuta, a volte in assetto di seduta individuale, altre volte in assetto di seduta di coppia o famiglia e altre volte in assetto di gruppo.

    Quando, invece, vi sono patologie/malattie, la terapia deve essere medico-psichiatrica e la Psicoterapia viene allora praticata in integrazione, quando necessario, con le terapie medico-psichiatriche. Infatti, sia dal punto di vista legale, che dal punto di vista delle competenze, le malattie di qualunque genere, quindi incluse quelle neuro-psichiatriche, possono essere curate esclusivamente dal medico. -

    Quando invece non vi sono patologie/malattie -pur essendovi la sofferenza sintomatica della persona- allora la Psicoterapia viene praticata anche in modalità autonoma rispetto alla Medicina e alla Psicologia. La presenza dei sintomi delle categorie psicologiche/esistenziali/emotive ed umorali, infatti, non indica di per sè la corrispondenza con una malattia. Ed è per questo motivo infatti, che le persone che soffrono di sintomi di quelle categorie, possono essere prese in cura anche da professionisti non laureati in medicina. Se quei sintomi fossero sempre segnali di malattia, questo non potrebbe essere possibile e sarebbe una violazione di legge.

    La Psicoterapia può essere applicata esclusivamente da laureati in medicina e/o in psicologia e poi specializzati in "Psicoterapia" - (vedi art. 3 della Legge 56/89) -

     §- Gli Psicoterapeuti laureati in Psicologia non sono Medici e quindi praticando la Psicoterapia non possono curare e non stanno curando nessuna patologia o malattia, sia perchè non possono farlo da un punto di vista legale (la cura delle malattie è un esclusivo atto medico) e sia perchè non hanno la formazione richiesta per curare malattie (vedi qui gli approfondimenti su questo tema). Gli Psicoterapeuti con laurea in Psicologia possono solo "prendere in cura la Persona" e non possono invece farsi carico della terapia della malattia della persona.

     §- Gli Psicoterapeuti laureati in Medicina sono Medici, e praticando la Psicoterapia possono e sanno anche curare patologie o malattie, oltre che "prendere in cura la Persona" come fanno gli Psicoterapeuti-Psicologi.

     §- Gli Psicologi -cioè i laureati in Psicologia non specializzati in Psicoterapia- non sono psicoterapeuti e non possono assumere in cura nessuna persona con i metodi della Psicoterapia.

     §- I Medici -cioè i laureati in Medicina non specializzati in Psicoterapia- non sono psicoterapeuti.

     §- Gli Psichiatri -cioè i laureati in Medicina specializzati in Psichiatria- non sono psicoterapeuti, ma -in Italia- sono lo stesso autorizzati ad esercitare la psicoterapia anche se non si sono ulteriormente specializzati in essa.


     

    Sulla base di quanto su precisato, in PSIMED Palermo, alla Psicoterapia (così come anche al Counseling e al trattamento psicologico)vengono integrati, quando necessario le terapie mediche e/o medico-neuro-psichiatriche e in generale, per acquisire una maggiore efficacia e rapidità nel raggiungimento dei risultati, i protocolli Mindfulness e/o le applicazioni di Counseling - (vedi qui il team degli specialisti PSIMED).

    La Psicoterapia applicata in PSIMED Palermo, è:

    1. Psicoterapia Analitica

    2. Psicoterapia Transazionale

    3. Psicoterapia Cognitiva

    4. Psicoterapia Psicoanalitica

    (vedi qui il team degli specialisti e degli psicoterapeuti in PSIMED)

    La parcella per seduta di Psicoterapia da noi richiesta è esposta nel nostro Tariffario (vedi).

    Telefonare qui per prenotare il primo colloquio: 091 517187  oppure  334 3860561


     

    Per chi è interessato ad approfondire, segue adesso uno sviluppo e approfondimento del tema suddetto e una dettagliata e documentata argomentazione che riguarda la Psicoterapia e gli Psicoterapeuti

     


     

     

    PSICOTERAPIA

    che cosa è; che cosa non è; chiarezza e precisione sugli specialisti

     

    §.1 - PSICOTERAPIA: è essa una "terapia", cioè un intervento scientifico che "cura le malattie"?

    La Psicoterapia - per quanto includa la parola "terapia" - non è una procedura che può curare alcuna malattia.

     

    L'equivoco sulla Psicoterapia, si fonda su quanto segue:

    1. ormai da tempo definiamo quali malattie la Depressione, l'Ansia, le Fobie, il Panico, ecc.

    2. poi affermiamo che Psicologi e Psicoterapeuti con laurea in Psicologia, possono assumere "pazienti" ai quali fare "terapia" di tali "malattie" e per questo essi si presentano quali professionisti "sanitari"

    3. la Legge però proibisce a chiunque non sia medico di applicare terapie alle malattie

    4. questo evidente paradosso è generato e alimentato da una sconcertante ambivalenza normativa da parte dei sistemi governativi e da una imbarazzante ambivalenza informativa da parte degli psicologi, quando essi, dato che sono professionisti con formazione umanistica e non medica, biologica o sanitaria, e dato che svolgono attività intellettuale e non medica, non sono del tutto chiari nell'informare che possono soltanto farsi carico del "prendersi cura della persona ammalata", ma "non attuano nessuna terapia capace di guarire malattie", altrimenti -per ovvia consecuzione logica- agirebbero un abuso di attività medica.

     

    In sostanza Psicologi e Psicoterapeuti con laurea in Psicologia possono soltanto "prendere in cura le persone" e non applicare "terapia alle loro malattie", così come fanno gli altri professionisti non medici che svolgono attività di "aiuto professionale alle Persone". Tutti questi professionisti e non solo gli psicoterapeuti psicologi, si prendono cura della Persona, per quanto ognuno lo fa con metodi e competenze diverse, a secondo il tipo di formazione e specializzazione che possiede.

     

    Se quindi definiamo innanzi tutto uno stato di sofferenza della persona come malattia (depressione=malattia; stati di ansia=malattia; panico=malattia; ossessioni e compulsioni=malattia; fobie=malattia; ecc.), allora effettivamente laddove c'è malattia occorre terapia medica.

    E' anche fuori luogo chiamare "pazienti" le persone di cui si prende cura lo psicoterapeuta con laurea in psicologia: essi possono essere solo suoi "clienti" o "assistiti".

    Dobbiamo essere chiari su cosa fanno gli Psicologi e gli Psicoterapeuti laureati solo in Psicologia. (vedi approfondimenti).

     

     

    *Nota - vedi approfondimenti e dettagli:

  • LA "NON MALATTIA" PSICOLOGICA - (quando la sofferenza e i sintomi non sono derivanti da una malattia)

  • Le professioni Psicologo e Psicoterapeuta - (precisazioni, chiarimenti e riferimenti normativi e legali su queste professioni)

  • PSICOLOGO PSICOTERAPEUTA PSICOANALISTA PSICHIATRA - (specificazioni differenziali fra queste professioni)

  • Il COUNSELOR - (specificazioni e riferimenti legali e normativi sulla attività del Counselor e del Counseling)

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    LA PSICOTERAPIA

    -definizione-

     

    Nonostante quanto chiaramente su precisato, Psicoterapia, formalmente e per definizione giuridica, è più o meno ragionevolmente considerata una  "terapia"  e di conseguenza, formalmente per decreto, si rivolge alla "malattia".

    Psicoterapia si riferisce dunque, per definizione formale, ad un procedimento sanitario, che in quanto tale sarebbe presumibilmente destinato a curare e guarire malattie mentali e psicopatologie. Psicoterapia è considerata "attività sanitaria", formalmente in virtù di decreti.

    Esistono, però, "attività sanitarie primarie" e "attività sanitarie serventi".

    L' attività e professione sanitaria "primaria" vera e propria (l'attività sanitaria primaria, cioè quella medica, si differenzia dalle altre attività sanitarie serventi, cioè di supporto all'attività medica), infatti, è definita primaria perchè non può prescindere dal saper fare diagnosi clinica, anamnesi, semeiotica e prognosi e non può prescindere dal possedere competenza per decidere la terapia delle malattie, e questi sono esclusivamente atti medici.

    Esistono, come già detto, "attività sanitarie cosiddette serventi", perchè sono di supporto alla attività sanitaria primaria, la quale è soltanto quella medica. Per la precisione, infatti, va chiarito che le competenze diagnostiche dello Psicologo non sono cliniche, perchè lo psicologo non è formato per fare diagnosi clinica. La formazione e le qualificazioni dello Psicologo sono attinenti alla psicodiagnosi, che si espleta a mezzo della somministrazione di tests psicologici, questionari, inventari, colloquio e osservazione. La psicodiagnosi è un parere professionale e non è equivalente alla diagnosi clinica, la quale compete esclusivamente al medico. La diagnosi clinica  infatti è la procedura che fondandosi su semiologia, anamnesi, esame di dati obiettivi e competenze mediche, rende possibile giungere alla prognosi e poter stabilire e prescrivere la terapia: e ancora una volta questo, è esclusivamente un atto medico. - vedi qui approfondimenti sulla diagnosi -

    Lo Psicologo e lo Psicologo Psicoterapeuta, a causa dei loro corsi universitari teorici e nozionistici, non posseggono formazione e competenza per la diagnosi clinica e per prescrivere la terapia di una malattia. In caso di malattia mentale o psicopatologia, infatti, la psicoterapia è un elemento complementare alla terapia medica, stabilita e prescritta dal medico psichiatra o neurologo, il quale supervisiona lo Psicoterapeuta-Psicologo - (vedi approfondimenti e dettagli su questo argomento)

     

    LA PSICOTERAPIA

    -come funziona-

    Vediamo adesso che cosa è e cosa fa la Psicoterapia e sulla base di cosa può funzionare apportando un qualche beneficio alle persone che la richiedono.

    Psicoterapia è un termine generico che si riferisce ad un processo relazionale, all'interno di un rapporto professionale con uno specialista psicoterapeuta, durante il quale si applicano alcune teorie, metodi e tecniche di indagine, psicodiagnosi e cura alla persona, complementari alla terapia dei disturbi psicopatologici e delle malattie mentali.

    E' bene sapere che nel corso dello svolgimento della psicoterapia, non sono le teorie, i metodi e le tecniche ad avere efficacia. L'efficacia della psicoterapia è determinata principalmente dalla specifica dinamica relazionale che si costituisce fra due persone che si relazionano nel rapporto professionale: lo psicoterapeuta e il cliente (altrimenti chiamato "paziente", prendendo in prestito il linguaggio medico). Ciò significa che identiche applicazioni teoriche, di metodo e tecniche, applicate da psicoterapeuti diversi e in un contesto diverso, possono risultare più o meno efficaci o del tutto inefficaci, come dimostrato da numerose ricerche sul tema.

    Ciò contribuisce a dimostrare come ciò che chiamiamo "psicoterapia" è evanescente in se stessa, non è dimostrabile scientificamente e non ha nulla di oggettivo. Ciò che si fa e accade durante una seduta di psicoterapia, è unico e irripetibile e non si può nè sostanziare, nè misurare. Niente di ciò che accade in psicoterapia è oggettivabile o ripetibile, nè dallo stesso terapeuta, nè da uno psicoterapeuta all'altro.  La psicoterapia assume sostanza più nella persona che esercita la psicoterapia (lo psicoterapeuta), piuttosto che nei metodi e nelle tecniche. Dunque è la "persona psicoterapeuta" ad essere "terapeutica", più che la psicoterapia. E questa caratteristica "terapeutica" dello psicoterapeuta dipende dalla persona che egli/ella è, dalla sua personalità, dalle sue caratteristiche caratteriali, dalla sua intelligenza, esperienza, perizia empirica, intuizione, empatia, sensibilità ed esperienza di vita, oltre che professionale.

    Diverso è per la professione dello Psicologo, che è professionista assolutamente diverso dallo Psicoterapeuta. Infatti l'attività psicologica è visibile e sostanziabile, in quanto spesso si concretizza in tests psicologici, relazioni, certificazioni e perizie, che ovviamente, essendo documenti sottoscritti dallo Psicologo, non sono astrazioni come gli atti dello psicoterapeuta.

    Nella vita di ogni giorno infatti accade spesso, anche se casualmente, che una persona possa risultare molto "terapeutica", anche se non possiede titoli da psicologo o psicoterapeuta e non esercita quella professione (vedi casi di ottimi sacerdoti, amici, parenti, consiglieri, ausiliari volontari, a volte infermieri, gli stessi medici di famiglia o di base, maestri di scuola, ecc).

     

    LA PSICOTERAPIA

    -cosa la distingue dagli altri interventi professionali di aiuto-

     

    La psicoterapia, allora, per potersi identificare e differenziare dalle altre simili relazioni di aiuto alla persona, è determinata non dalle tecniche che si applicano, ma:

    • dalle dinamiche del processo relazionale, spontanee ma anche gestite dallo psicoterapeuta (transfert; controtransfert; proiezioni; ecc)

    • dalla struttura (setting) dello specifico rapporto professionale con uno specialista psicoterapeuta

    • dalle motivazioni e richieste della persona (cliente; paziente)

    • dal contratto inequivocabile stabilito fra persona e psicoterapeuta

    • dagli scopi, obiettivi e mète pattuite e da conseguire

    • dalle teorie, metodi e metodologie di riferimento, che caratterizzano il rapporto di psicoterapia

     

    Nelle relazioni di salutogenesi e aiuto alla persona, diverse dalla psicoterapia, praticate dai professionisti qualificati non psicoterapeuti, come già detto più volte, si possono applicare molte delle tecniche presenti anche in psicoterapia, però con riferimento a teorie, metodi e metodologie diverse. Per cui, nelle diverse ma simili professioni di aiuto alle persone, a parità di tecniche applicate, si avrà una diversità di contratto fra il professionista e la persona e una diversità di obiettivi da conseguire. Le motivazioni e richieste della persona, in tutti i casi, saranno certamente di ottenere aiuto e risoluzione di disturbi, disagi e sofferenze, ma non saranno di terapia e ristrutturazione psicologica, se non nella psicoterapia. L'intervento sulla struttura della mente, è di esclusiva pertinenza della psicoterapia e l'unico professionista specializzato in questo, è lo psicoterapeuta. Gli altri professionisti (psicologi e counselors) che validamente aiutano le persone a curarsi di sè e a risolvere le loro sofferenze e disturbi, si occupano delle situazioni di vita e delle funzioni mentali (e non della struttura) che le persone adoperano in quelle situazioni.

    Vedi anche:

  • Approfondimenti normativi, legali e storici delle professioni di Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista, in Italia

  • Psicologo Psicoterapeuta Psicoanalista Psichiatra Neurologo Counselor: differenze e similitudini

  • Il Counseling

  • Analisi Transazionale | Protocollo MBTA

  • Mindfulness

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    Analista Transazionale nel Counseling Sanitario, individuale, di coppia, di gruppo

  • specializzato in Psicoterapia Analitica Transazionale

  • qualificato in Psicoterapia applicata alla Medicina Psicosomatica

  • Laureato in Psicologia Clinica Applicata

  • qualificato in Consulenza Psicologica

  • Mindfulness Treatments Trainer


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    TEORIE, METODI E TECNICHE DELLA PSICOTERAPIA

    Dire che vi sono alcune o diverse teorie, metodi e tecniche, tuttavia, non corrisponde al dire che vi sono diverse psicoterapie. Infatti l'assunto fondamentale e la mèta fondamentale della psicoterapia, qualunque sia la teoria, il metodo o la tecnica adoperata per eseguirla, non cambiano. 

    Dire che il disturbo psichico si "cura" con la psicoterapia, è come dire che la malattia infettiva batterica si cura con l'antibiotico, per il quale vi sono diverse case farmaceutiche e dunque diversi marchi e diverse molecole di composizione. Nonostante ciò la malattia infettiva deve curarsi con l'antibiotico e l'antibiotico, nei suoi meccanismi  di azione fondamentali, è unico, a prescindere dal diverso marchio commerciale e dalla diversa molecola di cui è composto: presumendo, cioè, che vi sia un agente infettivo, lo si vuole eliminare, per curare. Questo processo e meccanismo di azione è comune in tutti gli antibiotici, per cui si può dire che dal punto di vista del " per mezzo di quale processo e meccanismo funziona l'antibiotico ", l'antibiotico è uno e le sfumature sono tante. Nonostante questo fondamentale comune a tutti gli antibiotici, tuttavia, essi si differenziano non solo per un diverso marchio, ma anche per diverse caratteristiche intrinseche, per cui uno è migliore contro un certo tipo di agente batterico e l'altro è migliore con un altro tipo di agente batterico. Sarà il medico a decidere di volta in volta quale antibiotico prescrivere a secondo la tipologia infettiva. 

    In campo psicologico-clinico, la psicoterapia ha, come nell'esempio dell'antibiotico, un comune fondamentale processo e meccanismo di azione e diversi particolari differenziali. E questo è vero a prescindere da quale "tipo di psicoterapia" si stia parlando. Sarà lo psicoterapeuta -se specialista con una formazione eclettica- a decidere quale "tipo di psicoterapia" applicare, quale metodo e tecnica adoperare, a secondo la diagnosi e la valutazione che si sarà fatta della condizione del paziente. Per questo è indispensabile che vi siano diversi metodi e tecniche psicoterapeutiche ed è indispensabile che lo psicoterapeuta ne sappia maneggiare più di una, così come il medico deve sapere destreggiarsi fra le diverse specialità antibiotiche. Un medico sarà migliore anche a secondo di quanto sarà versatile e duttile con i vari farmaci e così lo psicoterapeuta sarà migliore anche a secondo di quanto sarà versatile e duttile con le varie teorie, metodi e tecniche psicoterapeutiche. 

    Molti utenti e pazienti, informati (oppure disinformati?) da tanto "psicologismo di massa" oggi così diffuso, nel momento in cui hanno necessità di ricorrere allo specialista psicoterapeuta per curarsi, si pongono preventivamente addirittura la questione di quale "scuola psicoterapeutica" deve scegliere per la sua cura: quello è freudiano? jungiano? lacaniano? comportamentista? gruppoanalista? e così via, anzichè occuparsi, magari, di scegliere "quello specifico" psicoterapeuta, in quanto "quella" persona che esercita la psicoterapia. Ciò è paradossale come lo sarebbe se un paziente con una malattia infettiva, anzichè occuparsi di scegliere il medico che gli ispira maggiore fiducia, si occupasse di sapere quale marca di antibiotico prevalentemente prescrive quel dato medico. 

    La psicoterapia è unica, perchè con qualunque teoria, metodo e tecnica, assume comunque i seguenti fondamentali comuni a "qualsiasi psicoterapia" e principalmente comuni ad ogni persona che può trarre vantaggio dalla psicoterapia e comuni al funzionamento e procedimento della psicoterapia:

    1. - la persona disturbata o in una condizione di disagio psicologico, lo è anche a causa di anomalie formative evolutive della propria organizzazione   psicologica, per lo più verificatesi durante gli anni che vanno dalla nascita alla fine dell'adolescenza

    2. - la persona non è consapevole e/o comunque non è in grado, autonomamente, di intervenire su queste anomalie

    3. - le anomalie sono potenzialmente rimediabili o guaribili, ( quindi non nel significato semplicemente sintomatico ), per mezzo di cambiamenti che devono avvenire nella mente della persona, specificatamente nell'area della mente preposta alla organizzazione del pensiero, per mezzo del quale ogni persona rappresenta in sè, soggettivamente e in modo unico per ciascuno, la percezione degli stimoli provenienti da ciò che si usa chiamare "realtà oggettiva"

    4. - la guarigione coincide con questi cambiamenti

    5. - questi cambiamenti possono avvenire con la partecipazione della persona stessa e non passivamente

    6. - questi cambiamenti possono avvenire se c'è un altro, esperto, che interagisce con la persona per favorire che i cambiamenti avvengano

    Dato il comune assunto fondamentale della psicoterapia in generale, appena descritto nei sei punti precedenti, ne consegue che la mèta, in generale, consiste, in psicoterapia, nell'ottenere nella persona i cambiamenti necessari per il suo bene. Quindi possono cambiare le teorie di riferimento, i metodi e le tecniche, così come anche le "scuole di psicoterapia", ma con qualunque teoria, metodo e tecnica, se infine la persona in psicoterapia non riuscirà ad ottenere nella propria mente una modificazione adeguata per reinterpretare il "mondo" con un assetto cognitivo più emancipato sul piano della "realtà", quella persona anche dopo anni di psicoterapia, essendo rimasta immodificata nel proprio modo di rappresentarsi la "realtà", sarà così rimasta anche immodificata nel proprio modo di sentirsi nei confronti della realtà stessa. Quindi non avrà risolto i propri disturbi, i quali discendono proprio dal soggettivo modo di rappresentarsi la realtà.

    Vediamo allora qualcosa di più specifico circa le teorie, i metodi e le tecniche, in psicoterapia.

     

     

    TEORIE

     

     

    Le teorie di riferimento in psicoterapia, sono raggruppabili in tre categorie, brevemente descritte qui di seguito:

     

    1- psicoanalitica/psicodinamica, è la categoria delle teorie che presuppongono che le anomalie si formano negli anni evolutivi, come esito dell'interazione fra ambiente e temperamento della persona e che le stesse anomalie hanno una rilevante quota di inconscio, che se non viene profondamente trattato, continuerebbe a provocare l'anomalia e quindi impedirebbe il cambiamento, detto anche guarigione.

    2- cognitiva, è la categoria delle teorie che presuppongono che le anomalie si formano negli anni evolutivi, come esito dell'interazione fra ambiente e temperamento della persona e che le stesse anomalie hanno una indeterminata quota di automatismo, anche inconscio, che non sempre è indispensabile dover trattare. Infatti per lo più, dicono queste teorie, è più che sufficiente trattare direttamente (senza "passare" necessariamente dall'inconscio) e modificare l'organizzazione del pensiero della persona, l'assetto cognitivo appunto, per ottenere ottimi e stabili risultati.

    3- comportamentale/esperenziale, è la categoria delle teorie che presuppongono che in qualunque modo si siano formate le anomalie, incluse le esperienze degli anni evolutivi, esse devono essere trattate sul piano attuale, qui-e-ora, in termini di cambiamenti comportamentali e di abitudini, o in termini di cambiamenti somatici, di atteggiamenti e posture, o in termini di cambiamenti relazionali, sistemici e situazionali. Queste teorie ammettono che si possa giungere al cambiamento cognitivo senza interessarsi direttamente del pensiero della persona, o tanto meno del suo inconscio, considerando che questo cambiamento cognitivo avverrà spontaneamente nella persona, se si tratteranno principalmente le sue emozioni, il suo soma, le sue abitudini e modalità relazionali e la sua "anima".

     

    Comparazione fra le tre teorie

     

    Le teorie psicoanalitiche e psicodinamiche producono metodi e tecniche di intervento dirette all'intrapsichico profondo e inconscio della persona. 

    Le teorie cognitive producono metodi e tecniche dirette all'intramentale automatico cognitivo, emotivo, somatico e comportamentale, dove emozione, soma e comportamento vengono trattati come conseguenze ed effetti del pensiero. 

    Le teorie comportamentali ed esperenziali producono metodi e tecniche dirette all'extra-psichico-mentale, cioè a ciò che è "fuori" della persona, come i comportamenti ed atteggiamenti, le relazioni, la famiglia, l'ambiente e le situazioni generali, per giungere comunque ad occuparsi della psiche della persona in modo strettamente correlato alle situazioni stesse. Alcune teorie considerano anche l'extra-psichico-mentale, con un approccio molto speciale, chiamato "transpersonale".

    Un'altra differenza fra i tre gruppi di teorie è che le prime due intervenendo nell'intrasoggettivo, tendono a trattare significativamente la funzione mnestica (la memoria) e dunque il passato dell'individuo, mentre la terza elude sostanzialmente il trattamento diretto delle variabili del passato e tratta prevalentemente l'attuale e il qui-e-ora, sia come situazioni presenti di vita, che come emozione ed esperienza vissuta nell'immediato.

    Nessuna di queste teorie è migliore o peggiore delle altre. Ciascuna di esse è valida ed utile, a secondo la persona e il caso a cui si applica. E' compito dello psicoterapeuta sapere capire, decidere e scegliere l'approccio migliore per la singola persona.

    Il problema si forma quando si pretende di sostenere che una teoria, metodo e tecnica, sia esaustiva e valida per tutte le persone, in tutti i casi e per tutti i disturbi. Il problema sopravviene anche quando uno psicoterapeuta si cristallizza in una sola cosidetta "scuola", con una sorta di ideale di appartenenza scolastica corporativa, anchilosando così l'elasticità che deve invece possedere, se vuole essere un bravo clinico operativo e concreto, prima ancora che teorico.

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    METODI

     

    I metodi discendono dalle teorie, per cui in psicoterapia vi sono metodi diversi per teorie diverse:

     

    1- psicoanalitici/psicodinamici, sono i metodi che, coerentemente con la teoria di riferimento, tendono a trattare fondamentalmente l'inconscio della persona e i suoi meccanismi intrapsichici più profondi. Sono quindi i metodi che discendono dalla psicoanalisi ortodossa freudiana, poi storicamente diramatosi nelle varie forme psicoanalitiche, dove si distinguono svariate varianti di metodo, fino ai più recenti metodi della psicoterapia analitica.

    2- cognitivi, sono i metodi che, data la teoria di riferimento, tendono a trattare l'anomalia innanzi tutto al livello conscio, aiutando la persona a divenire sempre più edotta su se stessa circa gli automatismi dei suoi pensieri e circa le conseguenze spiacevoli e disturbanti, che da quel tipo di organizzazione cognitiva, ne conseguono. Questi sono metodi più recenti rispetto a quelli psicoanalitici/psicodinamici e discendono più direttamente dalla psicologia sperimentale, dalla neurobiologia e dalla psicofisiologia.

    3- comportamentali/esperenziali, sono i metodi che tendono a trattare l'anomalia al livello situazionale, anzichè inconscio o cognitivo. Quindi sono metodi che servono ad analizzare il comportamento, le abitudini somatiche, le relazioni, i sistemi familiari, lavorativi o sociali, di appartenenza, per cercare di aiutare la persona a cambiare rispetto, appunto, ai suoi comportamenti, abitudini, relazioni e stili sociali. Altri metodi (ad esempio transpersonali), tendono a trattare le profondità non mentali della persona e la "Coscienza" che osserva la mente stessa.

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    TECNICHE

     

    Per quanto riguarda alcune tecniche che si applicano nel setting psicoterapeutico, queste tuttavia non sono dominio esclusivo della psicoterapia. Alcune di esse, infatti, possono essere applicate anche in contesti diversi dalla psicoterapia, ma quando non sono applicate all'interno di un processo e rapporto psicoterapeutico, assumono valenza completamente differente. Le tecniche in se stesse, infatti, non sono psicoterapia e non sono psicoterapeutiche. Esse possono apportare vantaggi e risoluzioni circoscritte, anche quando applicate in un contesto diverso dalla psicoterapia. Queste tecniche vengono chiamate "psicoterapeutiche" quando vengono applicate all'interno di un percorso e processo relazionale chiamato "psicoterapia". Ma possono essere applicate anche al di fuori del processo e del percorso psicoterapeutico e da operatori che non sono psicoterapeuti, con scopi diversi dagli scopi della psicoterapia.

    Alcuni esempi sono:

    • tecniche ipnotiche applicate al di fuori del contesto psicoterapeutico (relazioni professionali di aiuto non finalizzate alla terapia), comunque rigorosamente applicate da professionisti qualificati e formati, anche se non psicoterapeuti, producono diversi benefici, per esempio nei percorsi finalizzati alla cessazione di comportamenti indesiderati (per esempio il training di disassuefazione dal fumo non è un intervento psicologico o psicoterapeutico e un operatore che sia esperto in ipnosi e abbia una qualificazione in ipnosi, può applicare quelle tecniche; oppure nei training di preparazione a competizioni sportive o altre competizioni; ecc). E così pure nella conquista di sblocco di inibizioni di vario genere, nel recupero di elementi mentali in amnesia e altro ancora.

    • tecniche di rilassamento di vario genere applicate al di fuori del contesto psicoterapeutico (relazioni di aiuto non finalizzate alla terapia), sempre rigorosamente applicate da professionisti qualificati e formati anche se non psicoterapeuti, producono diversi benefici nelle situazioni di stress, tensione, ansia anticipatoria situazionale, non patologica, ad esempio in vista di un impegno, esami, competizioni e prove, tests, stress,  necessità di conquista della capacità di controllo e molto altro. Queste tecniche, con questi scopi e al di fuori del setting di psicoterapia, nulla hanno a che vedere con la psicologia o la psicoterapia e possono essere applicate da professionisti formati, esperti e qualificati.

    • tecniche mindfulness e meditative applicate al di fuori del contesto psicoterapeutico (come nelle relazioni professionali di aiuto non finalizzate alla terapia), comunque rigorosamente applicate da professionisti qualificati e formati anche se non psicoterapeuti, producono diversi benefici in diverse situazioni dove, come per le tecniche di rilassamento, la persona necessita di acquisire calma mentale, rilassamento muscolare, maggiore capacità di consapevolezza e concentrazione, sblocco delle tensioni e dello stress e molto altro. I protocolli Mindfulness sono un esempio formidabile di trattamenti di aiuto non psicologici e tanto meno psicoterapeutici e possono essere applicati da operatori e professionisti, formati e qualificati.

    • tecniche EMDR applicate al di fuori del contesto psicoterapeutico (relazioni professionali di aiuto non finalizzate alla terapia), comunque rigorosamente applicate da professionisti qualificati e formati, producono diversi benefici simili a quelli che si ottengono con le tecniche ipnotiche. Le tecniche EMDR in particolare trovano applicazioni cliniche specifiche nei disturbi postumi da traumi, stress e shock, ma dato che implicano il recupero di ricordi e memoria, possono essere impiegate in situazioni non cliniche diverse dalla terapia, laddove la persona può giovarsi appunto del recupero di ricordi e per aumentare i livelli di consapevolezza, con lo scopo di ottenere maggiore performance decisionale nelle varie situazioni di vita.

    • tecniche bioenergetiche, psicodrammatiche ed espressive corporee, tecniche specifiche delle costellazioni familiari, sono altri esempi, fra altri ancora, di tecniche che possono essere usate in psicoterapia, ma anche in contesti non clinici e diversi dalla psicoterapia.

    •  tecniche PNL (Programmazione Neurolinguistica) non sono esclusiva della psicologia o psicoterapia e apportano un grande aiuto ai disagi generati da pensieri disfunzionali. Apportano, inoltre, notevoli benefici e contributi nei percorsi di perfezionamento nella gestione del personale o nell'efficacia alle vendite, entro aziende ed enti diversi. Utilissime anche nei training di acquisizione di assertività.

    Quelli di cui sopra, sono soltanto alcuni esempi di tecniche. Ma si potrebbe continuare, per comprendere come nell'universo delle "Professioni di Aiuto alle Persone" (psicologia; counseling; psicoterapia; psicoanalisi; coaching; relazioni sociologiche e/o psicopedagogiche, ecc),  il fulcro dell'aiuto da parte di un professionista qualificato ed esperto, ad una persona che ne abbia bisogno - a condizione che non sia un malato mentale, perchè in questo caso ha bisogno dello psichiatra - coincida con la persona/professionista, con la sua formazione e con la sua esperienza e non con le etichette e le definizioni formali e teoriche.

    Tutta l'altra enorme quantità di disagio, sintomatologia e sofferenza umana, che esiste purtroppo diffusa nella popolazione e che non è malattia mentale o psicopatologia, non è di competenza esclusiva della psicologia, della psicoanalisi o della psicoterapia e può efficacemente essere trattata da qualificati altri operatori della salutogenesi, diversi dagli psicologi e dagli psicoterapeuti, quali ad esempio i Counselors ed altri operatori professionisti adeguatamente formati e qualificati.

    Quello che è importante capire, dunque, è che la psicoterapia non è determinata dalle tecniche applicate, perchè esse possono essere applicate sia in psicoterapia che in contesti di relazione di aiuto diversi dalla psicoterapia, da psicoterapeuti e da professionisti non psicoterapeuti, ma a condizione che il professionista che le applica sia indubbiamente in possesso di titoli e diplomi di specializzazione e qualificazione in esse, a prescindere dal fatto che sia o non sia uno specialista psicoterapeuta.

    §

    Le tecniche, quando applicate nel setting psicoterapeutico, sono le modalità e le procedure per mezzo delle quali si applica la psicoterapia. Le tecniche psicoterapeutiche sono conseguenti la teoria e il metodo di riferimento.

    Ecco alcuni esempi di tecniche di categoria:

    1- psicoanalitiche/psicodinamiche, sono le tecniche che l'analista adopera, coerentemente con la teoria e il metodo di riferimento, per tentare di giungere all'inconscio della persona. Una di queste tecniche è quella di stare con il paziente in modo poco o nulla direttivo, in modo da costituire nell'assetto delle sedute una situazione il più possibile stimolante verso l'emersione dei contenuti casuali e spontanei e presumibilmente inconsci. Un' altra tecnica è l'interpretazione che l'analista fornisce alla consapevolezza e alla Coscienza della persona, in modo che la persona possa assumere in essa, rivelazioni sul suo inconscio. L'interpretazione può riguardare i sogni, i fatti della vita reale, le fantasie, i modi espressivi della persona ecc. Un tipo di interpretazione molto particolare, in questo ambito, è quella diretta alla relazione paziente-analista. Altre tecniche riguardano l'associare, nel decorso dell'analisi, elementi emersi qui e là, in modo da cercare di dar loro un significato utile per la persona (esempi: tecniche psicoanalitiche freudiane, jungiane, lacaniane, gruppoanalitiche, analitiche transazionali, ecc).

    2- cognitive, sono le tecniche adoperate, coerentemente con la teoria e il metodo di riferimento, per fornire alla persona occasioni coscienti di consapevolezza sui propri assetti di pensiero, i quali funzionano automaticamente, spesso al di fuori della scelta volontaria e come tali producono effetti emotivi, somatici e comportamentali. Queste tecniche sono usualmente fornite secondo una metodologia che si svolge gradualmente durante il trattamento psicoterapeutico. Infatti si tende a condurre il paziente verso consapevolezze progressive circa il proprio sistema di convinzioni e di interpretazioni della realtà. L'assunto di base che si segue è che la persona deve divenire consapevole del fatto, che dipende da come "vede" il mondo, che poi "sente le emozioni coerentemente con come vede", ma che, dall'altro lato, questa consapevolezza, da sola, non può determinare il cambiamento del sistema di convinzioni. Di conseguenza lo psicoterapeuta vigila e accompagna la persona, durante lo svolgersi del trattamento, attento a come, soggettivamente, riesce a gestire la progressiva presa di coscienza della propria responsabilità nella propria patologia. La differenza fondamentale fra le tecniche cognitive e quelle più propriamente psicoanalitiche/psicodinamiche, sta in due punti fondamentali: 1) lo psicoterapeuta si comporta in modo più direttivo, reale e partecipe, con il paziente, trattando di cose concrete constatabili nella presa d'atto immediata dello stile di pensiero del paziente. 2) l'oggetto di analisi è appunto l'organizzazione del pensiero del paziente constatabile spesso all'istante nella seduta e invece gli elementi inconsci vengono trattati in via subordinata al fatto che comunque la mèta da raggiungere è al livello dell'organizzazione cosciente del pensiero. (esempi: cognitivismo strutturalista, costruttivismo, gestalt, RET, terapia transazionale, ecc).

    3- comportamentali/esperenziali, sono le tecniche adoperate per tentare di intervenire al livello della situazione, privilegiando ciò rispetto all'analisi dell'inconscio o all'analisi dell'assetto cognitivo. Praticamente si tratta di tecniche che tendono ad aiutare il paziente a modificare quei suoi comportamenti ritenuti patologici, nel senso di cessare o diminuirne alcuni, oppure acquisirne altri. Alcune di queste tecniche riguardano l'addestramento al decondizionamento, oppure l'addestramento al rilassamento, oppure l'addestramento all'acquisizione progressiva di nuove abitudini e/o atteggiamenti. Alcune di queste tecniche sono mirate principalmente ai comportamenti veri e propri, mentre altre sono mirate al soma, come il training autogeno, le tecniche di rilassamento, le tecniche bioenergetiche, il biofeedback e così via. Altre tecniche mirano invece all'analisi sistemica, cioè all'analisi dei comportamenti individuali nei gruppi sociali, come la famiglia, il lavoro ecc. Anche queste tecniche mirano ad ottenere il cambiamento comportamentale individuale, però analizzandolo in rapporto all'andamento del gruppo di riferimento, dove il comportamento individuale si svolge. In questo ambito si svolge la psicoterapia con le tecniche che si applicano alla coppia, o all'intera famiglia, che viene in seduta. Tecniche più recenti, che tengono in conto studi e ricerche scientifiche e neuroscientifiche multidisciplinari, riguardano nell'ambito della psicoterapia transpersonale, la meditazione applicata in psicoterapia, tecniche di aggancio ed espressione di risvolti celati della profondità della memoria, tecniche espressive catartiche, ecc.

    4- ipnosi:  una considerazione a parte merita l'ipnosi, la quale va considerata una tecnica applicabile in ciascuna delle tre categorie suddescritte, ma particolarmente nelle prime due, in quanto la tecnica ipnotica va considerata valida sia come tecnica diagnostica, che come tecnica mutativa, cioè provocativa il cambiamento. Così come per tutte le altre tecniche, comunque, dovrà essere lo psicoterapeuta a valutare, caso per caso, l'opportunità dell'applicazione dell'una o dell'altra, pur essendo ovviamente reale che ciascun psicoterapeuta, sia per formazione professionale, che per scelta e attitudine personale, finisce per praticare abitualmente un determinato e privilegiato repertorio di metodi e tecniche, rispetto alle quali finisce per essere più specializzato.

     

    La psicoterapia è un'unica cosa nel suo fondamentale, inteso come meccanismo di azione e mèta da conseguire, anche se si diversifica in una moltitudine di metodi e tecniche, che è possibile applicare, con il medesimo intento. 

    Il meccanismo di azione unico e comune a tutte le teorie e modelli psicoterapeutici, è quello di facilitare una modificazione nella mente della persona. La mèta è quella di stabilizzare il cambiamento ottenuto e tutto ciò, ripeto, a prescindere dalla teoria, dal metodo e dalla tecnica usata. In tutta la psicoterapia si vuole modificare ciò che si ritiene, persona e psicoterapeuta insieme, non buono, e si vuole stabilizzare il cambiamento che si ritiene consensualmente buono. In pratica ci si rende conto che la persona così come è strutturata nella mente, deve purtroppo stare e sentirsi male e per rimediare a questo male non può continuare a rimanere esattamente così come è, nel funzionamento e nel'organizzazione della propria mente. Per questo assunto, guarire psichico corrisponde a cambiamento, che deve avvenire nella mente della persona. In sostanza il disagio, disturbo, malessere, della persona, è sempre coerente con la propria struttura e funzionamento mentale e non può guarire o "scomparire", a prescindere da cambiamenti che devono avvenire nell'organizzazione della mente della data persona.

     

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    La psicoterapia analitica transazionale e cognitiva

     

     

    Fornisco adesso alcune sintetiche informazioni preliminari più specificatamente transazionali e cognitive, le quali saranno trattate più dettagliatamente in altri documenti, in questo sito.

    La psicologia analitica transazionale nella sua teoria si riferisce al concetto che durante gli anni evolutivi la mente si forma, in seguito alle esperienze ambientali, in modo tale da immagazzinare in sè strati di memoria, i quali in gran parte rimangono attivi per tutta la vita, al di fuori della portata della consapevolezza dell'individuo e in gran parte con una dinamica automatica. 

    Questa memoria inconscia ed automatica, viene a costituire una sequela di atteggiamenti ed abitudini condizionanti reiteranti e ripetitivi. Il soggetto, in pratica, una volta adulto, risulta essere prigioniero della propria memoria inconscia ed automatica, la quale obbliga il soggetto stesso ad un involontario copione di vita, entro il quale egli è un personaggio, in gran parte involontariamente. Entro questo copione, automaticamente, egli finisce per reiterare abituali sequenze comportamentali, che vengono chiamate giochi, le quali hanno di solito esiti spiacevoli per sè e per gli altri e tali da riconfermare ripetutamente il proprio copione di vita, cioè il proprio stile patologico. 

    In questo ambito la psicoterapia , come in tutti casi, deve operare per far sì che il paziente possa divenire innanzi tutto consapevole dei propri meccanismi inconsci ed automatici, chiamati copione e giochi nel linguaggio transazionale, per potersene, con gli opportuni metodi e tecniche, liberarsene. La necessità dell' intervento psicoterapeutico, è data dal fatto clinico, che fino a quando una persona è significativamente schiava dei propri automatismi, specialmente se inconsciamente, sarà povera di potere di autodeterminazione e, principalmente, sarà nelle condizioni di non potere organizzare la propria vita coerentemente con i propri bisogni essenziali e naturali. 

    Questa condizione di povertà di autonomia ed autodeterminazione, si fonda, tra l'altro, sul fatto che la persona è, in questi casi, povera di autoconoscenza e autoaccettazione. 

    L'insieme di questo stato esita invariabilmente in disturbi psichici e sintomi psicopatologici, in quanto i disturbi e i sintomi hanno esattamente il significato e lo scopo di segnalare la sofferenza e l'emergenza individuale, così come il dolore fisico e la febbre emergono da un'anomalia dell'organo e servono a segnalare, nel contempo, quella anomalia. 

    Per rimediare e guarire dai disturbi in modo valido e definitivo senza limitarsi soltanto a controllare i sintomi con i farmaci, non c'è, in ambito psichico, altro mezzo che intervenire sulla sorgente del disturbo, che coincide con l'organizzazione disturbata della psicologia del soggetto, che risiede, dunque, nella mente dell'individuo. Ciò che ha causato la presenza della sorgente disturbante, nella mente dell'individuo, è ciò che l'individuo stesso ha esperimentato dalla nascita ai 18 anni circa, in interazione con la propria sensibilità costituzionale, geneticamente predeterminata. 

    In pratica bisogna poter rendere all'individuo, consapevolezza, autoconoscenza, autoaccettazione, autodeterminazione e capacità decisionale di scelta, in modo che possa liberarsi il più possibile dagli automatismi e possa appunto scegliere i propri comportamenti in base alla propria autenticità. Conseguendo questa mèta, la persona guarisce perchè in queste nuove condizioni la mente non ha più necessità di segnalare un'anomalia che non c'è più. L'anomalia, infatti, consisteva con il non essere armonizzato con se stesso, conducendo automaticamente una vita non coerente con la propria autenticità, e il guarire consiste, avendo eliminato l'anomalia, nell'avere consapevolezza e determinazione a condurre la vita secondo scelte autonome, consapevoli e sopratutto autentiche rispetto ai propri bisogni. Ripeto, infatti, che i sintomi esistono per segnalare l'anomalia (debolezza nell'identità e nell'individualità) e la necessità di intervenire su di essa e scompaiono solo quando l'anomalia non c'è più. Per questa ragione gli psicofarmaci, che possono intervenire solo a livello dei sintomi, non risolvono mai del tutto la situazione patologica: perchè non possono andare oltre i sintomi e non possono eliminare l'anomalia organizzativa della psicologia dell'individuo, specialmente al livello dello stile di pensiero dell'individuo. E' infatti inconcepibile che una compressa possa fare cambiare modo di pensare ad una persona e finchè la persona non modifica il proprio stile di pensiero, non può guarire, perchè continuando a vedere il mondo secondo i suoi occhi, deve pagarne le logiche conseguenze, coerenti con gli occhi che vedono in quel modo. 

    Questo risultato può essere ottenuto soltanto con la psicoterapia, che ha quindi una funzione praticamente rieducativa e riformativa, rispetto alla mente individuale ed essa, però, funziona solo con il consenso e la partecipazione attiva del paziente al training terapeutico fornito dallo psicoterapeuta. In ambito transazionale e cognitivo questo risultato si ottiene per mezzo di tecniche confrontative logiche che rendono il soggetto gradualmente decontaminato dagli automatismi. Vengono anche usate tecniche esperenziali-emotive, tese ad elicitare l'emersione di emozioni soppresse, le quali vengono poi trattate cognitivamente. Vengono anche usate tecniche somatiche-bioenergetiche, per sganciare dal soma le emozioni 'psicosomatizzate' e poterle, poi, armonizzare cognitivamente nella coscienza.

    Vedi anche:  Analisi Transazionale | Protocollo MBTA

    Vedremo in altri documenti, in questo sito, argomenti più dettagliati su quanto detto qui e sulle tecniche specifiche di tipo analitico transazionale e cognitivo.

    A cura di:

    Analista Transazionale nel Counseling Sanitario, individuale, di coppia, di gruppo

  • specializzato in Psicoterapia Analitica Transazionale

  • qualificato in Psicoterapia applicata alla Medicina Psicosomatica

  • Laureato in Psicologia Clinica Applicata

  • qualificato in Consulenza Psicologica

  • Mindfulness Treatments Trainer


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