Anorgasmia femminile


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ANORGASMIA FEMMINILE  (di Tullio Ferrante)


Quando una donna, descrivendo le sue esperienze sessuali dice che le procurano alti livelli di eccitazione e tensione, seguite da un massimo di sensazioni e poi da un rilassamento, la diagnosi di orgasmo è probabile.
L'anorgasmia è l'incapacità di raggiungere l'orgasmo.

Notizie e basi scientifiche

L'orgasmo nelle donne è una risposta da apprendere. Non si sa se realmente vi è un fondamento biologico oppure se è necessario apprendere per superare le inibizioni culturali della società moderna.
Alcune donne riferiscono di avere risposta orgasmica al bacio, alle semplici carezze sul corpo, all'allattamento al seno. Qualcuna è orgasmica con la sola contrazione pelvica.
L'orgasmo è stato riferito come risposta a stimolazioni visive, uditive così come a quelle tattili.
In effetti una donna può essere orgasmica in assenza di mammelle, utero, tube, ovaie, vagina o vulva. L'orgasmo senza diretto coinvolgimento genitale è più facile da capire quando si ricordi che uomini e donne possono essere orgasmici durante il sonno soltanto per sogni erotici.
Per essere orgasmica una persona deve avere il cervello relativamente integro.

Clinica

L'anorgasmia può essere primitiva, secondaria, casuale.
E' primitiva quando una donna non ha mai avuto un orgasmo; secondaria quando c'è perdita della capacità di avere orgasmo; casuale, quando è dovuta a circostanze occasionali.
La capacità di avere orgasmi è ritenuta da molte donne un segno di maturità e competenza sessuali. L'incapacità di raggiungere l'orgasmo, invece, è considerata talora come prova di inadeguatezza.
Tali donne possono provare tristezza, angoscia depressiva, frustrazione, stizza, senso di colpa .
Altre donne possono non considerare la loro anorgasmia come una importante disfunzione e, quindi accettano come appropriata la loro modesta risposta; tali donne possono ritenere sufficienti altre compensazioni del comportamento sessuale (abbracciare, accarezzare, procurare gratificazione al partner).

Eziologia

Tra i fattori relativi all'anorgasmia i più importanti sono:

  • restrizioni culturali che generalmente reprimono la sessualità delle donne
  • mancanza di un'adeguata tipologia del ruolo per il quale una donna adulta dovrebbe essere sessualmente preparata. Quando la madre della paziente ed altri importanti, modelli del ruolo femminile non hanno provveduto, durante gli anni formativi, ad un'immagine adatta di donna calda, amorosa, sessualmente positiva, lo sviluppo personale della paziente può essere significativamente menomato.
  • l' ignoranza, la mancanza di un'effettiva conoscenza della sessualità, dell'anatomia, della fisiologia, le sensazioni ed i comportamenti sessuali di altre persone e\o la mancanza di esperienza.
  • valutazioni sessuali irrazionali
  • un partner che abbia eiaculazione precoce
  • un partner che abbia una difficoltà di erezione.

Piano terapeutico

La terapia dipende dai tipi e dai fattori causali. La forma primitiva è la più facile da curare. La terapia consiste nella rimozione di inibizioni sessuali, nel fornire istruzioni, nell'autorizzare ad imparare e nell'incoraggiare un'atmosfera di fiducia e di interesse tra la paziente e il suo partner sessuale.
L'anorgasmia secondaria, quando cioè una donna, sessualmente sensibile in precedenza, perde la capacità di essere orgasmica, si manifesta di solito se sono stati perduti alcuni stimoli fisici o psicologici di cui la donna ha bisogno. Le donne che sono orgasmiche in alcune situazioni e non in altre, possono essere capaci di allargare la loro risposta usando la cosiddetta "manovra a ponte" che consiste nel combinare la tecnica, attraverso la quale rispondono, con la situazione nella quale non reagiscono. Ad esempio le donne che sono anorgasmiche col rapporto pene-vagina, possono imparare a diventare orgasmiche, combinando la spinta peniena con una stimolazione manuale della clitoride.
Le donne con anorgasmia irregolare sono talvolta orgasmiche, ma desiderano aumentare la frequenza della loro risposta orgasmica.
Queste donne sono spesso difficili da aiutare. Molte di queste pazienti trovano difficoltà ad abbandonare il controllo.
Per ottenere il massimo piacere dalle esperienze sessuali, è fondamentale che una persona abbandoni il controllo e lasci regnare liberamente le sensazioni erotiche. Le donne che hanno paura di perdere il controllo nella loro vita sessuale sono spesso rigidamente controllate in altri aspetti della vita.
Il cambiamento di questo modello può talora richiedere una prolungata psicoterapia.

Prevenzione

Si attua attraverso quanto segue:

  • permettendo ai bambini di provar piacere da soli ed incoraggiandoli ad accettare il loro corpo
  • fornendo dettagliate informazioni circa l'anatomia, e la fisiologia sessuale ivi compresi i rapporti sessuali, la gravidanza, a bambini e adolescenti, ad un livello e ad un grado di complessità conformi alla loro capacità di comprensione.
  • riconoscendo da parte degli adulti la necessità di servire come buoni modelli del ruolo per i bambini
  • insegnamento da parte dei genitori di valori sessuali positivi invece di mettere a fuoco soltanto aspetti negativi o restrizioni
  • con l'abitudine da parte del medico di raccogliere informazioni dell'attività sessuale, dimostrando così la volontà di occuparsi anche dei problemi sessuali nella vita dei pazienti.

Conclusioni

In assenza di restrizioni sociali, la maggior parte delle adolescenti perverrebbe probabilmente ad un orgasmo iniziale nei sogni, oppure come risultato di una propria stimolazione manuale. Esse poi trasferirebbero, eventualmente questa capacità nel rapporto sessuale vero e proprio.
Quando si ha la volontà di imparare a compiacere se stessi, migliora la probabilità di essere orgasmici col partner. Imparare ad essere orgasmici da soli è assai meno complicato che imparare attraverso una reciproca azione con il partner. La masturbazione quindi è una scorciatoia terapeutica.

Riferimento:   http://www.salus.it/paziente/anorg.html

 

 DISTURBO DELL' ORGASMO FEMMINILE

 

Secondo il DSM IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), la caratteristica principale del Disturbo dell'Orgasmo Femminile è il persistente e ricorrente ritardo, o assenza, dell'orgasmo, dopo una fase normale d'eccitazione sessuale. Bisogna in ogni caso tener conto che le donne mostrano un'ampia variabilità nel tipo e nell'intensità di stimolazione sessuale che scatena l'orgasmo. La diagnosi dovrebbe basarsi sulla valutazione, da parte dell'esperto, che la capacità d'orgasmo della donna sia minore di quanto ci si aspetterebbe per età, esperienza sessuale e adeguatezza della stimolazione. L'anomalia deve inoltre causare notevole disagio e difficoltà interpersonali.Non deve infine dipendere da una condizione medica generale (per es., lesioni del midollo spinale), dagli effetti fisiologici di una sostanza (per es., antidepressivi, benzodiazepine, neurolettici, antiipertensivi, oppioidi etc.) o da un altro disturbo clinico (ad eccezione di un'altra disfunzione sessuale).

 

TIPOLOGIA

 

Il Disturbo dell'Orgasmo Femminile può essere suddiviso nei seguenti sottotipi:

 

1. Permanente - (Se la disfunzione sessuale è presente fin dall'inizio dell'attività sessuale)

2. Acquisito - (Se la disfunzione si sviluppa dopo un periodo di funzionamento normale)

3. Generalizzato - (Se la disfunzione non è limitata a particolari attività, situazioni o partners)

4. Situazionale - (Se la disfunzione è limitata a particolari attività, partners o situazioni)

 

Rispetto all'etiologia è importante specificare riguardo al disturbo se:

 

Dovuto a Fattori Psicologici - (Se si ritiene che i fattori psicologici abbiano un ruolo predominante nell'insorgenza, gravità, esacerbazione o mantenimento del sintomo e le condizioni mediche generali o delle sostanze non abbiano alcun ruolo nell'origine della disfunzione).

Dovuto a Fattori Combinati - (Se si ritiene che i fattori psicologici abbiamo un ruolo nell'insorgenza, gravità, mantenimento, aggravamento del sintomo e si ritiene che anche una condizione medica generale o l'uso di sostanze contribuiscano, ma non siano comunque sufficienti a giustificare la disfunzione sessuale.) Non si pone una diagnosi aggiuntiva di Disturbo dell'Orgasmo Femminile se la difficoltà d'orgasmo è meglio attribuibile ad un altro disturbo, come ad es. un Disturbo Depressivo Maggiore. Questa diagnosi può essere posta quando la difficoltà d'orgasmo è antecedente al disturbo oppure richiede di per sé attenzione clinica.Saltuari problemi d'orgasmo, non persistenti o ricorrenti, oppure non accompagnati da notevole disagio e difficoltà interpersonali, non sono considerati Disturbo dell'Orgasmo Femminile. Questa diagnosi non è corretta neppure se i problemi sono dovuti ad una stimolazione inadeguata per localizzazione, intensità e durata.Tra le manifestazioni e i disturbi associati del Disturbo d'Orgasmo Femminile, troviamo la possibile compromissione dell'immagine corporea, dell'autostima, o della soddisfazione nelle relazioni. Non si è trovata una relazione tra caratteristiche specifiche di personalità o psicopatologia e disfunzioni dell'orgasmo femminile.Le donne acquisiscono la capacità d'orgasmo con l'aumento dell'età: questo tipo di disturbo può essere pertanto più diffuso nelle ragazze giovani. Nella maggior parte dei casi il disturbo è di tipo permanente: raramente una donna che ha acquisito la capacità orgasmica potrà perderla, sempre che non subisca un'esperienza traumatica (come uno stupro) o subentrino una scarsa comunicazione sessuale, un conflitto relazionale, un disturbo dell'umore o una condizione medica generale. Quando questa disfunzione si manifesta solo in certe situazioni, oltre al disturbo dell'orgasmo, sono spesso presenti difficoltà nel desiderio sessuale e nell'eccitazione.Molte donne accrescono la capacità orgasmica quando sperimentano una maggiore varietà di stimolazioni e acquisiscono maggiore conoscenza del proprio corpo. (DSM IV)

Riferimenti:  http://www.sosdonna.it/sessuologia/anorgasmia.html

 

Cos'è quella cosa che dura solo pochi secondi, causa una perdita di coscienza ma non è una malattia, non costa nulla eppure non ha prezzo, e riesce a fare la differenza tra un rapporto sessuale "normale" e uno "memorabile"? Risposta facile: è l'orgasmo femminile.

Secondo l'ultimo sondaggio effettuato dall'istituto Asper ben il 12,2 per cento delle donne, però, non l'ha mai provato, il 33,6 per cento non riesce a raggiungerlo durante il coito (il mitico orgasmo vaginale) e il 47,2 per cento lo finge regolarmente. Insomma, sembra che l'orgasmo sia più un problema che un piacere. E così le sale d'attesa degli istituti di sessuologia (ma anche. degli studi di ginecologia sono affollati di donne che lamentano la mancanza di quello che, secondo i guru dell'erotismo, è un diritto, Chi è il colpevole?   Spesso un eccesso di razionalità: la mente prende il sopravvento sul corpo e sulle sue sensazioni, e... addio all'abbandono che è l'ingrediente indispensabile del piacere. Ma mentre un tempo si dava la `colpa" dell'anorgasmia solo alla psiche, oggi si riconosce che molti problemi possono essere causati da disfunzioni organiche. Nascono così le grandi aspettative nei confronti del "Viagra al femminile", con il risultato che, se non si riesce a ottenere l'orgasmo neppure con questi aiuti esterni. l'ansia da prestazione cresce anche nelle donne, che vanno a far il paio con i loro stressatissimi compagnì. Abbiamo cercato di sbrogliare la matassa con l'aiuto di quattro esperti: Alessandra Graziottin, ginecologa sessuologa. responsabile del Centro sessuologia medica femminile e ginecologia dell'ospedale San Raffaele Resnati di Milano, Giuseppe Rescaldina, responsabile del servizio psicologico del Centro studi coppia di Milano, Adele Fabrizi, psicoterapeuta dell'istituto di Sessuologia clinica di Roma, e Giancarlo Balzano, ginecologo a Roma e presidente della Associazione italiana di ginecologia olistica. A loro abbiamo rivolte le nostre domande.

CHE COSA E' L'ORGASMO?

Giancarlo Balzano: «Da un punto di vista fisiologico, è costituito da una serie di contrazioni dei muscoli perivaginali che seguono la fase eccitatoria».

LA FASE ECCITATORIA E' INDISPENSABILE?

Alessandra Graziottin: «La stimolazione della clitoride del seno, del perineo, attiva migliaia di fibre nervose da cui dipende una serie di effetti vascolari ed endocrini che contribuiscono alla formazione della "piattaforma orgasmica".  Le carezze fanno infatti aumentare la vasocongestione genitale che fa da "base" al piacere. Più intensa è la congestione maggiore è l'intensità dell'orgasmo e la probabilità di orgasmi multipli ripetuti e forti".

QUALI SONO LE ZONE PIU' SENSIBILI?

Alessandra Graziottin: «La stimolazione clitoridea è la via più rapida. Può avvenire in modo diretto (con le dita, il pene, la lingua) indiretto (carezze sui vestiti, docce, idromassaggi) o persino durante il sonno per effetto dei sogni. Anche la stimolazione del seno, specie la zona dell'areola, può, per alcune donne, essere eccitante. La stimolazione dell'ano è più rara, ma può dare buoni risultati».

E L'ORGASMO VAGINALE?

Alessandra Graziottin: «Ignoriamo ancora i motivi che lo fanno scatenare. Si ritiene che esistano alcuni punti "caldi" in grado di attivarlo, per esempio il Punto G(nella parte interna anteriore della vagina), lo sbocco dell'uretra, che viene stimolata durante il coito, la prima parte della vagina (se il muscolo pubococcigeo è tonico), le strutture vaginali profonde.

CHE RUOLO HA IL CLITORIDE?

Giancarlo Balzano: «È fondamentale perché permette di raggiungere un alto livello di eccitazione. Questo accade non solo con la stimolazione indiretta che si ottiene durante il coito. Ma al momento dell'orgasmo  si fa "da parte", ossia non subisce le contrazioni che danno il via al piacere orgasmico».

 

 

COME SI FA A VEDERE L'ORGASMO?

Alessandra Graziottin: «Il piacere dell'orgasmo è unico, e può variare molto di intensità, arrivando persino a un'esperienza di godimento così totale da far perdere coscienza per qualche attimo. La sensazione varia molto in relazione allo stimolo di partenza. Per esempio, nell'orgasmo clitorideo è acuta, localizzata, superficiale eppure intensissima. Nell'orgasmo vaginale è meno nitida, poco localizzata,  profonda,  con  irradiazioni concentriche ed emotivamente molto coinvolgente. La differenza è dovuta alle fibre nervose: quelle clitoridee sono finissime, quelle perivaginali più grossolane e meno discriminanti (sono contenute nel muscolo). Indipendentemente dallo stimolo di partenza, la risposta motoria è la stessa. ed è caratterizzata dalle contrazioni ritmiche e involontarie del muscolo che controlla la vagina».

COME SI FA A CAPIRE SE UNA DONNA HA AVUTO UN ORGASMO?

Alessandra Graziottin: «Aumenta, temporaneamente, la soglia del dolore. E il criterio obiettivo per dimostrare la realtà di un'esperienza soggettiva».

COSA SERVE PER AVERE UN ORGASMO?

Alessandra Graziottin: «Salute fisica e coinvolgimento emotivo. Un problema sessuale femminile può non essere legato alla sfera psicologica, ma a quella organica. Troppo spesso capita di vedere donne che hanno passato anni seguendo generiche psicoterapie quando in realtà soffrono di problemi sessuali con chiara base organica. In questi casi L'unica risposta efficace è una corretta diagnosi e una pertinente terapia. Non si nega il valore della psiche, ma la salute del corpo è necessaria per una buona vita sessuale. Certo, da sola non è sufficiente per avere orgasmi memorabili: per quelli occorre capacità di comvolgimento emotivo e una misteriosa alchimia di pelle e odore, oltre che dan'anima. Ma senza un corpo che risponda a dovere, gli orgasmi memorabili restano irraggiungibili anche con il più magico dei partner Consiglio a tutte le donne con problemi sessuali di eseguire un checkup. Ma. soprattutto, le invito a mirare a una diagnosi integrata, attenta alle componenti mediche ed emotive.

QUALI SONO I CONTROLLI DA FARE IN CASO DI MANCATO ORGASMO?

Alessandra Graziottin: Bisogna verificare che la situazione ormonale sia ben equilibrata e proporzionata. Gli estrogeni sono necessari per "tradurre" il desiderio sessuale in lubrificazione vaginale e per permettere la congestione vaginale dalla quale dipende molto del piacere femminile (possono essere in carenza di estrogeni le ragazze senza mestruazioni per diete o altri problemi, le donne che allattano o quelle in post-menopausa). Gli androgeni, invece, migliorano l'eccitazione mentale. Attivano i centri cerebrali dell'orgasmo e sollecitano la risposta del capezzolo e della clitoride (hanno pochi androgeni le donne che hanno subito una riduzione dell'ovaio, che produce piccole ma preziose quantità di estrogeni). Un eccesso di prolattina. infine, frequente nelle donne sotto stress o che assumono psicofarmaci,può bloccare desiderio e orgasmo. Non solo: bisogna poi valutare le condizioni del pavimento pelvico, ossia dell'insieme di muscoli, vasi, nervi e tessuti connettivi che chiudono in basso il bacino e che circondano uretra, vagina e ano; controllare che non esistano problemi vascolari o neurologici e quali farmaci si assumono, In particolare, gli antidepressivi cosiddetti triciclici e gli SSRI (inibitori della ricaptazione della serotonina) possono rallentare l'orgasmo fino a bloccarlo, a seconda della dose e della sensibilità individuale».

COME SI PUO' MIGLIORARE LA SENSIBILITA'?

Giuseppe Rescaldina:  Diminuendo le aspettative e imparando a rilassarsi. Solo così è possibile, per la donna, godere di tutte le sensazioni. Dove non agiscono gli stimolanti agiscono le tecniche di rilassamento,

perché l'orgasmo è frutto di un delicato equilibrio che lo stress e la paura di non farcela possono alterare. Le tecniche di rilassamento aiutano poi ad diminuire le inibizioni, abbassano il livello di ansia e fanno sì che tutto sia più naturale».

E' PIU' IMPORTANTE IL CORPO O LA MENTE?

Giuseppe Resealdina: .La proporzione ideale è 50 per cento corpo. 50 per cento mente. Ma oggi la mente ha preso il sopravvento: per questo consiglio di abbandonarsi di più all'istinto, alle sensazioni».

COS'E' L'ORGASMO MULTIPLO?

Adele Fabrizi: E la capacità di provare ondate successive di piacere intenso nel corso dello stesso incontro sessuale. Contrariamente agli uomini, che hanno bisogno di una pausa tra un orgasmo e l'altro, le donne possono sperimentare, in parti colari condizioni (grande eccitazione, coinvolginiento emotivo, particolari posizioni), più orgasmi distinti tra loro, caratterizzati da contrazioni muscolari».

E L'ORGASMO SIMULTANEO?

Adele Fabrizi: «Si realizza quando i partner raggiungono il picco del piacere nello stesso momento. E piacevole e appagante, ma non indispensabile per una buona vita sessuale! Anzi, può essere bello ed emotivamente coinvolgente ammirare  il piacere del proprio compagno».

LE CONTRACCEZIONE PUO' INFLUIRE?

Giancarlo Balzano: «Una buona contraccezione, sicura, accettata serenamente da lei e da lui, è un elemento a favore del piacere. Privata del timore di una gravidanza indesiderata, la donna puo lasciarsi andare. Ma alcuni metodi possono avere effetti spiacevoli. Per esempio, il profilattico, che e un metodo di barriera, puo essere vissuto come un ostacolo, una separazione, senza contare che a volte gli uomini lo infilano non alla penetrazione, ma poco prima di eiaculare, interrompendo cosi la fase eccitatoria di lei in un momento delicato. La pillola, invece, puo influire sul desiderio, ma non credo che possa cambiare la capacita orgasmica. A meno che non muti, a livello non percepibile consciamente, l'odore della pelle e delle secrezioni, con ripercussioni anche sulle sensazioni di piacere».

CI SONO POSIZIONI PIU' FAVOREVOLI DI ALTRE PER OTTENERE L'ORGASMO?

Adele Fabrizi: <La "manovra di ponte", cioè la stimolazione clitoridea durante la penetrazione, viene consigliata nella terapia contro l'anorgasmia, ma puo rivelarsi utile anche alle coppie che vogliono provare qualcosa di nuovo. Può essere la donna stessa a toccarsi o chiederlo al suo uomo. Il risultato? Una doppia stimolazione che, amplificata dal coinvolgimento emotivo, dovrebbe portare al piacere».

ANOGASMIA E FRIDIGITA' SONO LA STESSA COSA?

Adele Fabrizi: "No. La frigidità è una condizione grave e, per fortuna, abbastanza rara, in cui la donna non prova alcun desiderio sessuale. L'anorgasmia può invece riguardare donne anche molto "calde con una vita sessuale piena e soddisfacente per altri versi, ma che non riescono a raggiungere la pienezza del piacere. L'anorgasmia può essere di due tipi. Quella primaria riguarda le donne che non hanno mai provato un orgasmo nel corso della loro vita, ne con la stimolazione diretta, nè con il coito, ne con altre "tecniche". Quella coitale, invece, è tipica delle donne che ottengono normalmente l'orgasmo con la stimolazione dell clitoride, o con altri giochi erotici, ma non durante la penetrazione».

E' UN PROBLEMA GRAVE?

Giuseppe Rescaldina: «Lo puo diventare se la donna si sente defraudata di un suo diritto, o se il suo compagno le fa pesare questa sua presunta "mancanza". In quest'ultimo caso, pero, direi che il problema non è della donna, ma della coppia».

PERCHE' SI FINGE L'ORGASMO?

Giuseppe Rescaldina: «Credo che tutte le donne, prima o poi, lo facciano o lo abbiano fatto: per sentirsi più femminile, per non deludere il partner, per concludere in fretta un rapporto,  perche è difficile spiegare a lui che le cose non vanno bene... Non è un problema grave, se capita ogni tanto. Diventa invece un dramma se la donna ha sempre finto, e la finzione è una copertura per la sua anorgasmia».

COME SI "CONFESSA" LA FINZIONE?

Adele Fabrizi: «Può essere un trauma per il partner, specie se lui è sempre stato convinto che tutto andasse nel migliore dei modi. Quindi direi innanzitutto di evitare le confessioni plateali e drammatiche, che fanno male a entrambi e rischiano di bloccare per sempre la voglia di "darsi da fare", e di puntare invece su una graduale "rieducazione" del rapporto d'amore, facendo capire al proprio compagno, con amore, le cose che ci piacerebbero, quali sono i nostri ritmi, proponendo magari anche qualche variante».

Riferimenti:  http://digilander.libero.it/angelgreg/

 

 

INCHIESTE

 

Orgasmo femminile, questo sconosciuto

Una donna su dieci non l¿ha mai provato. Il 70 per cento delle donne lo raggiunge solo con stimolazioni aggiuntive. Ma l¿anorgasmia è solo una delle disfunzioni sessuali femminili. Che hanno cause organiche e psicologiche. E che si possono curare
di Paola Coppola"

Circa il 10 per cento delle donne adulte non ha mai avuto un orgasmo nella vita. Il 70 per cento invece raggiunge il piacere solo grazie a stimolazioni aggiuntive. Ma questo è solo uno degli aspetti delle cosiddette disfunzioni sessuali femminili. Se il termine di paragone è il sesso vissuto come scambio del piacere, allora rientrano tra i disturbi della sessualità quelli che riguardano ogni fase del rapporto: dal desiderio, all¿eccitazione, alla fase terminale, la cosiddetta risoluzione.

Si tratta di patologie che hanno sia cause organiche che psicologiche. Ma sono proprio queste ultime le responsabili della maggior parte delle disfunzioni sessuali femminili. Per esempio i pregiudizi culturali, l¿assenza di emozioni o la presenza di emozioni troppo intense. In alcuni casi il desiderio può semplicemente diminuire, e allora per la donna che riesce a consumare il rapporto: l¿esperienza risulterà poco gratificante o addirittura indifferente. In altri casi il desiderio può essere troppo elevato e influenzare negativamente il rapporto. In realtà si tratta di un problema solo apparentemente sessuale, è piuttosto un disturbo d'ansia che spinge la donna ad avere rapporti non per raggiungere il piacere ma per ridurre la tensione.

Anche nel caso dell¿anorgasmia o frigidità i fattori psicologici sono molto rilevanti. Il raggiungimento del piacere infatti dipende dalla capacità di abbandono e di rilassamento. Se però c¿è l¿incapacità di comunicare al partner le proprie fantasie, o la paura di non riuscire a raggiungere l¿orgasmo, o ancora un¿attegiamento ipercritico nei confronti, allora raggiungere l¿orgasmo diventa un¿impresa. Ma nella diagnosi di anorgasmia, soprattutto se non è di tipo temporaneo, contano anche fattori come la scarsa informazione o un¿educazione molto rigida. E persino alcune malattie: dalle disfunzioni di tipo renale, polmonare, epatico, a quelle endocrine.

Tra i disturbi della sessualità femminili rientrano anche le cosiddette fobie sessuali. Si tratta di patologie molto diffuse, come la dispareunia, cioè il dolore genitale ricorrente sperimentato durante e dopo la penetrazione, e il vaginismo, responsabile della maggior parte dei matrimoni non consumati, che consiste in una contrazione involontaria dei muscoli pelvici che impedisce la penetrazione. A causarle è l¿ansia eccessiva, che si trasforma in paura incontrollata e sproporzionata rispetto alla situazione. Spesso il problema è proprio l¿accettazione del pene. Anzi, nel caso del vaginismo si tratta di una vera e propria fobia della penetrazione. Tra i principali sintomi, il rifiuto nei confronti di qualsiasi attività sessuale oppure la paura del coito. In alcuni casi all¿origine ci possono essere traumi dovuti a un tentativo di stupro. Ma anche il vaginismo può avere cause organiche: per esempio la rigidità dell'imene o eventuali malformazioni vaginali.
Per risolvere questi problemi è consigliabile un intervento sessuologico e psicoterapeutico. In molti casi il disturbo si può curare con esercizi fisici da fare individualmente o in coppia. Ma spesso basta la cosiddetta biblioterapia: documentarsi su libri specializzati per sfatare le false credenze e acquisire le nozioni basilari di educazione sessuale.

Riferimento:   http://www.espressonline.it/ESW_stampa_articolo/1%2C2400%2C11362%2C00.html

 

 

Anorgasmia

È l'incapacità o impossibilità di raggiungere l'orgasmo dopo una normale fase di eccitazione sessuale, tramite masturbazione (a. masturbatoria) o durante un coito (a. coitale). Non dev'essere confusa con la frigidità, la mancanza di desiderio e l'impotenza. Può essere primaria, se il soggetto non ha mai sperimentato l'orgasmo; o secondaria, se non riesce più a raggiungerlo. Si parla anche di a. assoluta, o di a. situazionale. Nonostante l'anorgasmia possa riguardare uomini e donne, è molto più frequente tra queste ultime, in rapporto a cause inibitorie di ordine psicologico e culturale. Alcuni distinguono l'a. femminile in a. clitoridea (la donna non riesce a raggiungere l'orgasmo mediante stimolazione della clitoride) e a. vaginale (la donna non riesce a raggiungere l'orgasmo con la penetrazione). Ma quest'ultima è talmente frequente da essere considerata da molti come una variante fisiologica della normale sessualità femminile. L'anorgasmia può avere un'origine psicologica o più raramente organica (malattie neurologiche, farmaci, ecc.). Il trattamento è di tipo psicologico e psicoterapico.

Cause organiche

-Aderenze clitoridee
-Cappuccio del clitoride stretto
-Rilassamento del muscolo pubococcigeo
-Fibrosi
-Affezione del sistema neurologico inferiore
-Sclerosi amiotrofica laterale
-Malnutrizione e deficienza vitaminica
-Siringomielia
-Spina bifida
-Chirurgia o trauma del midollo sacrale o lombare, cauda equina, nervi pelvici parasimpatici in conseguenza di tumori, ernie del disco ecc.

Cause non organiche

-Attribuzione di valore negativo a livello simbolico riguardo l'orgasmo
-Rifiuto del proprio corpo
-Spavento per l'intensità di un orgasmo provato in precedenza
-Conflitti inconsci provocati dalle sensazioni erotiche
-Ambivalenza provata riguardo l'impegno nella relazione di coppia
-Auto osservazione
-Anticipazione mentale dell'insuccesso
-Paura di essere abbandonata
-Paura di rimanere incinta
-Paura inconscia di venire ferite dal pene
-Sentirsi incapaci, passivi, dipendenti nei confronti del partner
-Paura ad affermare la propria indipendenza
-Senso di colpa nei confronti della sessualità
-Senso di colpa e vergogna riguardo l'erotismo clitorideo
-Ostilità nei confronti del partner
-Problemi relazionali nella coppia
-Paura di perdere il controllo delle proprie sensazioni
-Paura di perdere il controllo del proprio comportamento
-Partner eiaculatore precoce
-Stimolazione inadeguata e/o insufficiente

Anorgasmia totale
Per anorgasmia totale si intende l'incapacità di raggiungere l'orgasmo in qualsiasi modo, compresa la masturbazione da sola. La terapia viene orientata a rimuovere le cause che possono impedire la percezione o l'accettazione del piacere. A questo scopo è utile una psicoterapia globale, come La Psicocorporeità Analitica, che permetta l'accettazione del proprio corpo e delle sensazioni che procura. Successivamente o contemporaneamente, l'interesse va diretto verso attività di autoerotismo per imparare a scoprire o recuperare la percezione del piacere. Ausili validi possono essere le fantasie erotiche, letture di romanzi, immagini non necessariamente erotiche ed anche l'uso del vibratore.

Anorgasmia con un partner
Quando l'anorgasmia si presenta nel rapporto con altre persone ma non nell'autoerotismo, la terapia deve essere incentrata sulla rimozione di tutte le cause legate ai problemi di relazione, di vergogna e di coinvolgimento del proprio corpo, di sensi di colpa, di proiezioni infantili ecc. A tale scopo è utile una psicoterapia globale come La Psicocorporeità Analitica. Inoltre è importante indurre la coppia a scoprire o ritrovare il piacere del contatto corporeo, della stimolazione dei genitali, attraverso una serie di esercizi graduati, fino a raggiungere l'orgasmo.

Anorgasmia coitale
Qualora l'orgasmo non venga raggiunto con la sola azione del pene, senza l'ausilio della stimolazione del clitoride, si dovrebbe parlare di anorgasmia coitale. Considerando che le donne vivono le sensazioni sessuali con tutto il loro corpo ed in modo particolare con il clitoride, la maggioranza di loro sarebbe da considerare affetta da questa disfunzione. Comunque, se la stimolazione del clitoride dovesse costituire un problema, è sempre possibile cercare posizioni che favoriscano lo sfregamento del clitoride al pube dell'uomo e per abituarsi a questo tipo di percezione è possibile ricorrere alla masturbazione con il dorso della mano. Se tutto questo non basta, si tratta di imparare ad accompagnare la stimolazione clitoridea, durante il coito, con manipolazioni meno staccate dal contesto fino ad interrompere la stimolazione, pochi attimi prima dell'orgasmo, per lasciare spazio alla sola sollecitazione dei movimenti del pene.

 

Tratto dall'Enciclopedia Medica dell'Istituto De Agostini.
Tratto da http://www.psicocorporeo.com/anorgasmia.htm

Riferimento:  http://www.sessok.it/disfunzioni/anorgasmia.shtml

 

Pindolol Augmentation
of
Selective Serotonin Reuptake Inhibitors

- a potential adverse reaction

Negro, Brannan & Zuelzer


Thirty to forty per cent of patients will not respond to their initial antidepressant treatment. The augmentation of antidepressants is an important strategy for these treatment resistant patients (Thase & Rush, 1995). A new augmentation strategy, the use of pindolol, has been reported to potentiate the clinical effects of the selective serotonin reuptake inhibitors (SSRIs) and monoamine oxidase inhibitors by enhancing serotonin function (Artigas et al, 1994, Blier & Bergeron, 1995). Pindolol, a known beta blocker, also blocks 5-HT1A receptors, thereby increasing the available amount of serotonin in the synaptic cleft (by preventing autoreceptor inhibitory regulation) (Hjorth & Auerbach, 1994).

There is also evidence of a role for serotonin in aggression (Mann, 1995). Perturbations in serotonergic system may exacerbate irritability and possibly trigger violent behavior. This could be a shortcoming of pindolol augmentation of SSRIs. We report a case of a patient who had an unexpected worsening of irritability after receiving pindolol to augment sertraline antidepressant action.

 

Case report

A 26-year-old male with a long history of dysthymic disorder presented for treatment after months of worsening of depressive symptoms (insomnia, anhedonia, irritability, poor concentration, low energy, and suicidal ideation), consistent with the diagnosis of major depression, -moderate. He also described episodes of physical aggression towards his spouse with increased irritability leading to violence. He was very regretful of his aggressive behavior, and reported a relation between irritability and proneness to violence. Despite the occurrence of violent behavior, the patient did not fill criteria for antisocial personality disorder. There was no evidence of alcohol or substance abuse during the treatment.

The patient was begun on sertraline 50mg/day and trazodone 50mg at bedtime with disappearance of irritability, partial improvement of insomnia and energy level, but persistence of sadness and anhedonia. A sertraline blood level was 17ng/ml (normal range 10-100ng/ml for our laboratory) after three weeks. His sertraline dose was increased to 150mg/day and trazodone was increased to 150mg/night in the following two weeks without improvement of sadness, anhedonia or residual insomnia. The patient developed anorgasmia. His sertraline dose was then decreased over one week to 50mg/day. There were no complaints of irritability, but patient still reported some anxiety and had transient withdrawal symptoms (mainly a flu-like syndrome for two days) during the one-week taper of sertraline from 150mg/day to 50mg/day.

At that point the patient was started on pindolol 5 mg twice a day (in addition to 50mg/day of sertraline). The patient reported an exacerbation of irritability and anxiety after two days, but no worsening of sadness, loss of concentration, decrease of energy, appetite or sleep. He missed work for the first time in two months and asked his spouse to leave him alone because he was afraid of becoming violent. Pindolol was discontinued at the end of the second day. Resolution of the irritability and anxiety occurred within 24 hours. On 50mg/day of sertraline there was no further irritability. The patient remained on 150mg/day of trazodone throughout these events.

 

Discussion

Our patient’s irritability was stable for two months on sertraline prior to the addition of pindolol. As a result of the augmentation, there was an unexpected exacerbation of irritability and anxiety. Despite the good results of Artigas et al. and Blier & Bergeron, increasing irritability was one of the reported shortcomings of this treatment. In our patient increased irritability occurred soon after adding pindolol (to sertraline and trazodone) and rapidly dissipated after pindolol was discontinued. He did not report worsening of sadness or other depressive symptoms. This strongly implies that in this patient augmentation with pindolol was associated with increased irritability without affecting antidepressive activity. We hypothesize that pindolol’s role in changing the serotonergic system caused this occurrence.

The complexity of the serotonergic system precludes an easy explanation of these phenomena. In a recent review of the neurobiology of violence, Mann (1995) pointed at the inverse relation between CSF 5-HIAA and irritability and aggression. This implies decreases in serotonergic function may relate to irritability. This contradicts the association between irritability/aggressiveness and pindolol augmentation in our patient (which implies increased serotonergic function). We currently know of a multitude of serotonergic receptor subtypes. These subtypes likely correspond to different systems. Our patient was also receiving trazodone, which blocks 5-HT2 receptors. Trazodone inhibits serotonin reuptake and may have a serotonomimetic action through its major metabolite, m-chlorophenylpiperazine (m-CPP) and we could not rule out a putative fluctuation on anxiety and irritability due to the interaction of pindolol and trazodone (Hyman et al, 1996). Therefore, augmentation with pindolol altered the function of the serotonergic system in a complicated way and it is unlikely that simple increases or decreases of the serotonergic neurotransmitter system adequately explain these phenomena. We agree with Coplan et al. (1995) that dysfunction of interdependent 5-HT pathways, possibly secondary to pathological receptor sensitivities, might account for disparate aggressiveness, anxiety and mood effects of 5-HT related compounds.

 

Paulo Jácomo Negro, Jr., M.D.
Clinical Neuroendocrine Branch
National Institutes of Mental Health,
National Institutes of Health
10 Center Drive, Bldg.10, Rm 2D46
Bethesda, MD 20892

pjnegro@codon.nih.gov

Stephen Brannan, M.D.

Department of Psychiatry
The University of Texas Health Science Center at San Antonio.

Mary Zuelzer, M.D.

Department of Psychiatry
The University of Texas Health Science Center at San Antonio.

References

Artigas F, Perez V, Alvarez E. (1994) Pindolol induces a rapid improvement of depressed patients treated with serotonin reuptake inhibitors. Arch Gen Psychiatry 248(51):248-51.

Blier P, Bergeron R. (1995) Effectiveness of pindolol with selected antidepressant drugs in the treatment of major depression. Journal of Clinical Psychopharmacology 15(3):217-22.

Coplan JD, Wolk SI, Klein DF. (1995) Anxiety and serotonin 1A receptor. in Psychopharmacology: The Fourth Generation of Progress. Edited by Bloom FE, Kupfer DJ. New York, NY, Raven Press, 1301-10.

Hjorth S, Auerbach S.B. (1994) Further evidence for the importance of 5-HT1A autoreceptors in the action of the selective serotonin reuptake receptors. European Journal of Pharmacology 1994;260:251-5.

Hyman SE, Arana GW, Rosenbaum JF.(1995) Handbook of Psychiatric Drug Therapy, 3rd. edition. Boston, Little, Brown and Company, 81.

Mann JJ. (1995) Violence and aggression. in: Psychopharmacology: The Fourth Generation of Progress. Edited by Bloom FE, Kupfer DJ. New York, NY, Raven Press, 1919-28.

Thase ME, Rush AJ. (1995) Treatment-resistant depression. in Psychopharmacology: The Fourth Generation of Progress. Edited by Bloom FE, Kupfer DJ. New York, NY, Raven Press, 1081-97.

 

Riferimento:  http://www.priory.com/pindolol.htm

 
 

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