date: Thu, 22 Jan 2009 12:36:02 +0100
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<HTML><HEAD><TITLE>Pedofilia: diagnosi e terapia</TITLE>
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1>--&gt; <A=20
            href=3D"http://www.psychomedia.it/index1.htm">HOME PAGE ITALIA=
NA</A>=20
            --&gt; <A=20
            href=3D"http://www.psychomedia.it/pmindex/areas1.htm">ARGOMENT=
I ED=20
            AREE</A> --&gt; <A=20
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/A> --&gt;=20
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INOLOGIA</A>=20
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c=20
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            <CENTER>Sezione: <FONT color=3D#0000ff size=3D3>SCIENZE E=20
            PENSIERO</FONT> <BR>Area: <FONT color=3D#ff0000=20
            size=3D5>Criminologia</FONT> </CENTER></TD></TR></TBODY></TABL=
E></CENTER>
      <DIV align=3Dcenter>
      <P><BR><B><FONT size=3D4>La diagnosi clinica e la terapia della=20
      pedofilia</FONT></B><BR><BR><B>M. Strano, P. Germani, V. Gotti, G.=20
      Errico</B><BR><BR></P></DIV>
      <HR>

      <P><BR><B>Premessa</B><BR><BR>In medicina la diagnosi =E8 la valutaz=
ione dei=20
      sintomi avvertiti dal paziente e degli elementi oggettivi a disposiz=
ione=20
      dei medico, specialmente attraverso analisi di laboratorio, al fine =
di=20
      determinare la natura dei processo morboso in atto e la sua sede=20
      nell'organismo. Molti clinici hanno una certa riluttanza a formulare=
 una=20
      diagnosi di pedofilia, perch=E9 l'individuo porterebbe per tutta la =
sua vita=20
      un marchio tremendo. Spesso quando incontra una situazione che prese=
nta=20
      delle caratteristiche della pedofilia, il professionista preferisce =
usare=20
      un'altra diagnosi come ad esempio una forte depressione. (Hollin, Ho=
well,=20
      1991). Proponiamo in questo saggio integralmente i criteri psichiatr=
ici=20
      assunti per convenzione dall'A.P.A., per la formulazione della diagn=
osi di=20
      pedofilia e di seguito altri approcci diagnostici di origine psicolo=
gica.=20
      Descriviamo infine una serie di tecniche terapeutiche normalmente ad=
ottate=20
      per pazienti affetti da pedofilia.<BR><BR><BR><B>CRITERI DIAGNOSTICI=
 DEL=20
      DSM-IV</B> (American Psychiatry Association)<BR><BR>(testo integrale=
=20
      tratto dal manuale)<BR><BR><BR><B>F65.4 Pedofilia (302.2)</B><BR><BR=
>La=20
      focalizzazione parafilica della Pedofilia comporta attivit=E0 sessua=
le con=20
      bambini prepuberi (generalmente di 13 anni o pi=F9 piccoli). Il sogg=
etto con=20
      Pedofilia deve avere almeno 16 o pi=F9 anni, e deve essere di almeno=
 5 anni=20
      maggiore del bambino. Per i soggetti tardo-adolescenti con Pedofilia=
, non=20
      viene specificata una precisa differenza di et=E0, e si deve ricorre=
re alla=20
      valutazione clinica; bisogna tenere conto sia della maturit=E0 sessu=
ale del=20
      bambino che della differenza di et=E0. I soggetti con Pedofilia di s=
olito=20
      riferiscono attrazione per i bambini di una particolare fascia di et=
=E0.=20
      Alcuni soggetti preferiscono i maschi, altri le femmine, e alcuni so=
no=20
      eccitati sia dai maschi che dalle femmine. Quelli attratti dalle fem=
mine=20
      di solito preferiscono quelle tra 8 e 10 anni, mentre quelli attratt=
i dai=20
      maschi di solito preferiscono bambini un po' pi=F9 grandi. La Pedofi=
lia che=20
      coinvolge vittime di sesso femminile si riscontra pi=F9 spesso di qu=
ella che=20
      coinvolge vittime di sesso maschile. Alcuni soggetti con Pedofilia s=
ono=20
      attratti sessualmente solo da bambini (Tipo Esclusivo), mentre altri=
 sono=20
      talvolta attratti da adulti (Tipo Non Esclusivo). I soggetti con Ped=
ofilia=20
      che sfogano i propri impulsi con bambini possono limitarsi a spoglia=
re il=20
      bambino e a guardarlo, a mostrarsi, a masturbarsi in presenza del ba=
mbino,=20
      a toccarlo con delicatezza e a carezzarlo. Altri, comunque, sottopon=
gono=20
      il bambino a fellatio o cunnilingus, o penetrano la vagina, la bocca=
 o=20
      l'ano del bambino con le dita, con corpi estranei, o col pene, e usa=
no=20
      vari gradi di violenza per fare ci=F2. Queste attivit=E0 sono di sol=
ito=20
      giustificate o razionalizzate sostenendo che esse hanno valore educa=
tivo=20
      per il bambino, che il bambino ne ricava piacere sessuale, o che il=
=20
      bambino era sessualmente provocante - argomenti comuni anche nella=20
      pornografia pedofilica.<BR><BR>I soggetti possono limitare le loro=20
      attivit=E0 ai propri figli, a figliastri, o a parenti oppure possono=
=20
      scegliere come vittime bambini al di fuori della propria famiglia. A=
lcuni=20
      soggetti con Pedofilia minacciano il bambino per evitare che parli. =
Altri,=20
      specie coloro che abusano spesso dei bambini, sviluppano complicate=
=20
      tecniche per avere accesso ai bambini, che possono includere guadagn=
are la=20
      fiducia della madre del bambino, sposare una donna con un bambino=20
      attraente, scambiarsi bambini con altri soggetti con Pedofilia, o, i=
n casi=20
      rari, adottare bambini di paesi sottosviluppati o rapire bambini ad=
=20
      estranei. Tranne i casi in cui il disturbo =E8 associato a Sadismo S=
essuale,=20
      il soggetto pu=F2 essere attento ai bisogni del bambino per ottenere=
=20
      l'affetto, l'interesse, e la fedelt=E0 del bambino stesso, e per evi=
tare che=20
      questi riveli l'attivit=E0 sessuale. Il disturbo inizia di solito=20
      nell'adolescenza, sebbene alcuni soggetti con Pedofilia riferiscano =
di non=20
      essere stati eccitati da bambini fino alla mezza et=E0. La frequenza=
 del=20
      comportamento pedofilico varia spesso a seconda dello stress psicoso=
ciale.=20
      Il decorso =E8 di solito cronico, specie in coloro che sono attratti=
 dai=20
      maschi. Il tasso di recidive dei soggetti con Pedofilia con preferen=
za per=20
      i maschi =E8 all'incirca doppio rispetto a coloro che preferiscono l=
e=20
      femmine.<BR><BR><BR><B>Criteri diagnostici per F65.4 Pedofilia=20
      (302.2)</B><BR><BR>- Durante un periodo di almeno 6 mesi, fantasie,=
=20
      impulsi sessuali, o comportamenti ricorrenti, e intensamente eccitan=
ti=20
      sessualmente, che comportano attivit=E0 sessuale con uno o pi=F9 bam=
bini=20
      prepuberi (generalmente di 13 anni o pi=F9 piccoli).<BR><BR>- Le fan=
tasie,=20
      gli impulsi sessuali o i comportamenti causano disagio clinicamente=
=20
      significativo o compromissione dell'area sociale, lavorativa, o di a=
ltre=20
      importanti aree del funzionamento.<BR><BR>- Il soggetto ha almeno 16=
 anni=20
      ed =E8 di almeno 5 anni maggiore del bambino o dei bambini di cui al=
=20
      Criterio A.<BR><BR>Nota:<BR>Non includere un soggetto tardo-adolesce=
nte=20
      coinvolto in una relazione sessuale perdurante con un soggetto di 12=
-13=20
      anni.<BR><BR>Specificare se:<BR><BR>- Sessualmente Attratto da=20
      Maschi<BR><BR>- Sessualmente Attratto da Femmine<BR><BR>- Sessualmen=
te=20
      Attratto da Entrambi<BR><BR>Specificare se:<BR><BR>- Limitato=20
      all'Incesto<BR><BR>Specificare il tipo: <BR><BR>- Tipo Esclusivo (at=
tratto=20
      solo da bambini) <BR><BR>- Tipo Non Esclusivo<BR><BR><BR><B>I criter=
i=20
      diagnostici di Lanning</B><BR><BR>Un'interessante classificazione=20
      diagnostica, basata sull'esperienza investigativa dell'autore, =E8 s=
tata=20
      proposta da Ken Lanning, (agente dell'FBI e tra i maggiori esperti a=
l=20
      mondo di reati contro i minori) nella quale vengono delineate quattr=
o=20
      tipologie di pedofili: il represso, l'indifferente sul piano morale,=
=20
      l'indifferente sul piano sessuale, l'inadeguato.<BR><BR>- Il repress=
o,=20
      avendo una bassa autostima, ha rapporti con minori in sostituzione d=
ei=20
      soggetti adulti, per lui inavvicinabili. In questo genere di soggett=
i, gli=20
      episodi di pedofilia sono da collegarsi a qualche evento traumatico =
della=20
      propria vita.<BR><BR>- L'indifferente sul piano morale, essendo un=20
      individuo privo di coscienza che spesso agisce di impulso, non perce=
pisce=20
      come grave l'abuso e tende a molestare sia i propri figli che altre=
=20
      vittime.<BR><BR>- L'indifferente sul piano sessuale (definito da Ken=
=20
      Lanning "sperimentatore sessuale") abusa sessualmente di un bambino =
perch=E9=20
      si annoia e l'esperienza gli sembra nuova, eccitante, diversa. E' un=
=20
      individuo disposto a provare tutto.<BR><BR>- L'inadeguato =E8 una pe=
rsona=20
      socialmente emarginata che spesso continua a vivere con i genitori o=
 con=20
      un parente pi=F9 anziano. Pur non essendo naturalmente attratto dai =
bambini=20
      (anzi la curiosit=E0 sessuale lo spinge verso gli adulti), sono ques=
te le=20
      vittime scelte in sostituzione dei coetanei nei confronti dei quali =
si=20
      sente insicuro.<BR><BR>Nell'ambito della pedofilia, infine, Lanning=
=20
      distingue tra pedofili preferenziali, ovvero individui che, preferen=
do=20
      avere rapporti sessuali con bambini, li fanno oggetto delle proprie=
=20
      fantasie e pedofili situazionali, ovvero individui che molestano un =
minore=20
      non perch=E9 sia la vittima ideale bens=EC quella pi=F9 facile, a po=
rtata di=20
      mano al momento opportuno.<BR><BR><BR><B>La fallometria</B><BR><BR>L=
a=20
      fallometria viene utilizzata in ambito sperimentale per valutare le =
varie=20
      parafilie. Attraverso tale metodica viene misurata l'eccitazione ses=
suale=20
      dei soggetto in risposta a stimoli visivi e uditivi. La diagnosi=20
      differenziale fra le varie preferenze erotiche pu=F2 essere stabilit=
a=20
      attraverso il test fallometrico, che usa la registrazione continua d=
ei=20
      cambiamento dei volume dei pene quando un soggetto vede figure=20
      potenzialmente eccitanti sullo schermo o ascolta racconti di questo =
tipo=20
      (Murphy et Flanagan, 1981).<BR><BR>Durante gli ultimi due decenni, s=
ono=20
      state realizzate numerose varianti di questo test dai laboratori di=
=20
      psicologia. Dovunque venga usato il test fallometrico per la pedofil=
ia si=20
      somministrano stimoli rappresentanti adulti e bambini nudi attravers=
o=20
      pezzi di film mostrati su schermo, diapositive o grazie all'immagina=
zione=20
      dovuta alla narrativa verbale. Ci sono, comunque, grandi differenze =
nella=20
      presentazione degli stimoli tra i vari laboratori, sia nei tipi di s=
ensori=20
      per il pene, che nella valutazione dei risultati dei test. Per tale=
=20
      motivo, sono frequentemente svolti degli studi comparativi nel tenta=
tivo=20
      di stabilire il potenziale diagnostico dei test. Vi ad esempio delle=
=20
      ricerche che sostengono che l'attendibilit=E0 e la validit=E0 di que=
sta=20
      procedura per la valutazione clinica non sono state chiarite appieno=
 e=20
      l'esperienza clinica suggerisce che i soggetti possono simulare reaz=
ioni=20
      manipolando immagini mentali controllando cos=EC l'eccitazione. Un p=
unto a=20
      sfavore dei test fallometrico =E8 infatti, rappresentato dalla suppo=
sizione=20
      che tale tecnica potrebbe non essere obiettiva con soggetti anziani =
o con=20
      soggetti che non hanno un adeguata risposta=20
      peniena.<BR><BR><BR><B>Prognosi della pedofilia</B><BR><BR>La progno=
si si=20
      sa =E8 la previsione dei decorso, della durata e dell'esito di una m=
alattia,=20
      della quale =E8 stata fatta la diagnosi. La prognosi sfavorevole per=
 le=20
      parafilie =E8 associata con l'et=E0 di insorgenza precoce, l'alta fr=
equenza=20
      degli atti, assenza di senso di colpa o vergogna riguardo all'atto e=
 abuso=20
      di alcool o di droga. La prognosi =E8 solitamente favorevole quando =
quando=20
      c'=E8 un'alta motivazione al cambiamento e quando il paziente si riv=
olge=20
      spontaneamente a cercare aiuto, piuttosto che per intervento legale=
=20
      (Kaplan 1993). Dal DSM-IV rileviamo alcune tra le fantasie e i=20
      comportamenti associati con le parafilie possono iniziare nella=20
      fanciullezza o nella prima adolescenza, ma divengono meglio definiti=
 ed=20
      elaborati durante l'adolescenza e la prima et=E0 adulta. L'elaborazi=
one e la=20
      modificazione delle fantasie parafiliche possono continuare per tutt=
a la=20
      vita del soggetto. Per definizione, le fantasie e gli impulsi associ=
ati=20
      con questi disturbi sono ricorrenti. Molti soggetti riferiscono che =
le=20
      fantasie sono sempre presenti, ma che ci sono per=F2 dei periodi in =
cui la=20
      frequenza delle fantasie e l'intensit=E0 degli impulsi variano notev=
olmente.=20
      I disturbi tendono ad essere cronici e a permanere per tutta la vita=
, ma=20
      negli adulti sia le fantasie che i comportamenti spesso diminuiscono=
 con=20
      l'avanzare dell'et=E0. I comportamenti possono aumentare in risposta=
 a=20
      fattori psicosociali stressanti, in relazione ad altri disturbi ment=
ali, o=20
      quando si accrescono le possibilit=E0 di "dedicarsi" alla loro=20
      parafilia.<BR><BR><BR><B>Strategie terapeutiche per la=20
      pedofilia</B><BR><BR>Di tutte le perversioni, la pedofilia =E8 quell=
a che=20
      pi=F9 facilmente pu=F2 creare nei terapeuti sentimenti d=EC disgusto=
 (Gabbard,=20
      1995). Nel gratificare i suoi desideri sessuali, il pedofilo pu=F2=20
      irrimediabilmente danneggiare dei bambini innocenti. Tuttavia una qu=
alche=20
      cornice concettuale o formulazione psicodinamica pu=F2 permettere ai=
 clinici=20
      di mantenere una sembianza di empatia e di comprensione quando si ce=
rchi=20
      di curare questi pazienti (Gabbard, 1995). Queste poche frasi ci bas=
tano a=20
      far capire il reale stato delle "cose", lo stato d'animo con il qual=
e i=20
      clinici affrontano la pedofilia e le ricerche relative alla scoperta=
 di un=20
      adeguato trattamento, per questa parafilia cos=EC comune ma allo ste=
sso=20
      tempo cos=EC sconosciuta. Adams (1980) ha notato che il trattamento =
della=20
      pedofilia =E8 spesso difficile; a parte le reazioni emozionali forti=
, molti=20
      pedofili reputano la loro attivit=E0 come innocua ed entrano in trat=
tamento=20
      presso i servizi legali solo per evitare la prigione. Alcune di ques=
te=20
      difficolt=E0 risiedono nel fatto che tutte le attivit=E0 perverse ha=
nno la=20
      caratteristica di essere piacevoli e impulsive. Questo doppio aspett=
o pu=F2=20
      entrare in antitesi poich=E9 l'impulsivit=E0 imprime alle sensazioni=
 piacevoli=20
      l'urgenza di compiersi, non lasciando spazio a ripensamenti=20
      (Piscelli,1994). Durante la loro vita, i pedofili ed altri parafilic=
i,=20
      sviluppano una ben congegnata soluzione erotica ai loro problemi e s=
ono=20
      raramente interessati a rinunciare ad essa (McDougall, 1986; Usuelli=
,=20
      1989). Generalmente le perversioni sono egosintoniche, per questo mo=
tivo,=20
      solo una minima parte di questi pazienti richiede volontariamente un=
=20
      trattamento, e quando lo fanno, quasi sempre sono spinti all'ansia o=
 dalla=20
      depressione connessi alla perversione (Lorand, 1968). Pu=F2 tuttavia=
=20
      accadere che tali pazienti richiedano l'intervento anche per conferm=
are a=20
      loro stessi e agli altri di essere "malati", cercando cos=EC di indu=
rre=20
      l'analista ad ammettere la superiorit=E0 dell'organizzazione pervers=
a. La=20
      restante parte dei pazienti parafilici, invece, giunge in terapia so=
tto=20
      pressioni esterne, quando cio=E8 il paziente reputa le conseguenze s=
ociali=20
      alle sue "attivit=E0 perverse" peggiori della rinuncia ai suoi istin=
ti, come=20
      ad esempio crisi coniugali o cause giudiziarie pendenti (Gabbard, 19=
95).=20
      Nei casi di pedofilia, la terapia viene prescritta in sede giudiziar=
ia=20
      come indispensabile per ottenere la libert=E0 condizionata e ci=F2=20
      contribuisce a rendere qualsiasi tipo di trattamento di difficile=20
      risoluzione. Tuttavia, come dimostrano alcune ricerche negli USA, =
=E8=20
      possibile ottenere risultati soddisfacenti nonostante l'assenza di=20
      un'iniziale motivazione del paziente (Roccia et Foti, 1994). Questi=
=20
      pazienti, infatti, finirebbero comunque per rinunciare alle cure, an=
che se=20
      vi sono sottoposti volontariamente (Renvoize, 1987). Un ulteriore as=
petto=20
      da tenere in considerazione, =E8 il tipo di risposta controtransfera=
le che=20
      questo tipo di pazienti evocano. Di tutte le perversioni, infatti, l=
a=20
      pedofilia =E8 quella che pi=F9 facilmente pu=F2 far nascere nei tera=
peuti=20
      sentimenti negativi a causa del coinvolgimento di bambini nella=20
      gratificazione sessuale. Per il clinico, cos=EC, sar=E0 facile assum=
ere un=20
      atteggiamento punitivo, moralistico o giudicante nei confronti del=20
      pedofilo in terapia. Ma cosa ancora pi=F9 deleteria sarebbe colluder=
e con il=20
      paziente che cerca di evitare di prendere in esame la perversioni,=20
      focalizzando la terapia su altri sintomi (Bonafiglia, 1996). Malgrad=
o ci=F2=20
      alcuni rapporti testimoniano il successo di alcuni trattamenti. <BR>=
<BR>In=20
      maniera molto generale, come risulta chiaramente in molti manuali di=
=20
      psichiatria, nel trattamento delle parafilie, la psicoterapia orient=
ata=20
      all'insight =E8 l'approccio pi=F9 comune; i pazienti hanno l'opportu=
nit=E0 di=20
      capire le loro dinamiche e gli eventi che hanno fatto s=EC che la pa=
rafilia=20
      si sviluppasse. I pedofili diventano coscienti degli eventi quotidia=
ni che=20
      li hanno indotti ad agire sui loro impulsi (per esempio dopo un rifi=
uto=20
      reale o fantasticato). La psicoterapia, inoltre permette a questi pa=
zienti=20
      di recuperare l'autostima, di migliorare le capacit=E0 interpersonal=
i e=20
      trovare metodi di gratificazione sessuale=20
      accettabili.<BR><BR><BR><B>Terapie farmacologiche</B><BR><BR>La tera=
pia=20
      farmacologica, che comprende farmaci antipsicotici o antidepressivi,=
 =E8=20
      indicata per il trattamento della pedofilia se questa =E8 associata =
alla=20
      schizofrenia e alla depressione. Gli antiandrogeni, come il ciproter=
one=20
      acetato (CPA) in Europa e il medrossiprogesterone (MPA) acetato negl=
i=20
      Stati Uniti, sono stati usati sperimentalmente nelle perversioni da=
=20
      ipersessualit=E0, e in alcuni casi (accuratamente selezionati), ci s=
ono=20
      state segnalazioni di diminuzione del comportamento ipersessuale. Il=
=20
      medrossiprogesterone acetato sembra giovare a questi pazienti la cui=
=20
      spinta ipersessuale (per esempio la pratica costante della masturbaz=
ione,=20
      il contatto sessuale ad ogni occasione, la sessualit=E0 compulsivame=
nte=20
      aggressiva) =E8 fuori controllo oppure pericolosa (Kaplan, 1993). Di=
 fronte=20
      a pazienti parafilici, non rispondenti ad alcun intervento terapeuti=
co,=20
      l'impiego di farmaci dotati di attivit=E0 antiandrogena sembra che a=
bbia=20
      evidenziato da tempo una notevole efficacia nel loro trattamento. Il=
=20
      ciproterone acetato =E8 stato a questo riguardo il farmaco utilizzat=
o con=20
      maggiore frequenza, nonostante la sua somministrazione sia soggetta =
ad=20
      effetti collaterali (Delle Chiaie, et Picardi, 1994). Bench=E9 non s=
i hanno=20
      delle prove dell'esistenza di qualche nota correlazione tra il=20
      comportamento parafilico e la funzione endocrina, sia negli uomini c=
he=20
      nelle donne, in alcuni pedofili potrebbe tuttavia esistere un'altera=
zione=20
      della funzionalit=E0 dell'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, e si segnal=
a=20
      inoltre anche l'esistenza di una correlazione positiva tra la presen=
za di=20
      elevati livelli plasmatici di testosterone e un comportamento sessua=
le=20
      violento (Delle Chiaie, et Picardi, 1994). L'utilizzo di una terapia=
=20
      farmacologica non implica per=F2 una rinuncia al trattamento psicote=
rapico,=20
      che anzi rimane consigliabile. La riduzione degli impulsi sessuali=20
      devianti con mezzi farmacologici conduce il paziente a beneficiare i=
n=20
      maggior misura della psicoterapia. L'obiettivo dei trattamento=20
      farmacologico =E8 quello di ridurre la libido e l'eccitazione sessua=
le. I=20
      neurolettici non sembrano possedere una grande efficacia in tal sens=
o,=20
      mentre sono stati descritti dei casi di pazienti trattati efficaceme=
nte=20
      con fluoxetina (Delle Chiaie, et Picardi, 1994). Appare comunque=20
      preferibile cercare d=EC interferire con le basi ormonali dell'eccit=
azione=20
      sessuale: infatti, nell'uomo adulto gli androgeni svolgono un ruolo =
molto=20
      importante nella genesi dei comportamento erotico (Delle Chiaie, 199=
4). In=20
      tale ottica, due sono i farmaci che sono stati finora maggiormente=20
      impiegati nella terapia delle parafilie: il ciproterone acetato e il=
=20
      medrossiprogesterone acetato. Comunque per diverse ragioni sia etich=
e che=20
      legali, l'uso di taloi farmaci rimane relativamente ristretto e solo=
 in=20
      alcune nazioni. Queste cure ormonali sembrano riscuotere successo ne=
i=20
      risultati terapeutici; comunque si deve tenere conto dell'elevata=20
      frequenza con cui si manifestano fastidiosi effetti collaterali, alc=
uni=20
      dei quali potenzialmente dannosi anche a lungo=20
      termine.<BR><BR><BR><B>Terapia chirurgica</B><BR><BR>Appare interess=
ante=20
      notare che in passato la castrazione chirurgica =E8 stata largamente=
=20
      impiegata nel trattamento di pazienti con comportamento sessuale cri=
minale=20
      e che tale trattamento =E8 risultato efficace nel tentativo di ridur=
re=20
      sensibilmente la frequenza dei recidivismo. Tale terapia =E8 stata s=
pesso=20
      utilizzata nei casi di pedofilia, praticata in Svizzera, nella regio=
ne di=20
      Zurigo, dove pi=F9 di 10.000 pazienti sono stati sottoposti a tale p=
rocedura=20
      per varie ragioni psichiatriche dal 1910 (Plenge, 1961). Nel 1979,=20
      comunque, il governo tedesco dichiar=F2 la castrazione illegale per =
il=20
      trattamento di pazienti istituzionalizzati. Pi=F9 recentemente, di t=
ale=20
      tecnica si =E8 occupato Heim che, insieme ad Hursch (1979), ha riesa=
minato=20
      la letteratura europea a riguardo. Molti studi empirici mettono in=20
      evidenza come il comportamento sessuale dei soggetti castrati venga=
=20
      modificato. Tuttavia, in un lavoro di Heim (1980) viene chiaramente=
=20
      dimostrato come le manifestazioni sessuali conseguenti la castrazion=
e si=20
      modificano notevolmente, ma tali variazioni non sono prevedibili con=
=20
      sistematica certezza. Per questo motivo, la castrazione chirurgica n=
on=20
      sembra essere pi=F9 raccomandata come procedura terapeutica attendib=
ile=20
      negli aggressori sessuali istituzionalizzati ( Bonafiglia,=20
      1996).<BR><BR><BR><B>Terapia ipnotica</B><BR><BR>Un esame degli abst=
ract=20
      di psicologia nei passati 25 anni evidenzia poche pubblicazioni=20
      sull'efficienza dell'uso delle tecniche ipnotiche nel trattamento de=
lla=20
      pedofilia. Solo un breve caso =E8 descritto in un articolo di Caprio=
 (1972),=20
      ma senza fornire elementi precisi per comprendere il tipo di trattam=
ento=20
      che =E8 stato applicato. Lawrence Stava (1984) testimonia l'uso di t=
ecniche=20
      ipnotiche con una struttura psicodinamica. Le tecniche usate sono i =
"sogni=20
      indotti", descritte da Sacerdote (1967), e la "tecnica dell'effetto=
=20
      ponte", descritta da Watkins (1971). Il materiale ipnotico preso in =
esame=20
      =E8 rappresentato da immagini di esperienze sessuali dirette o indir=
ette o=20
      rappresentazioni simboliche conflittuali. Secondo alcuni autori, nel=
 caso=20
      di un pedofilo che =E8 stato da bambino molestato sessualmente, rivi=
vere il=20
      trauma della molestia sessuale =E8 un'importante elemento nel proces=
so di=20
      cambiamento (nei pedofili di sesso maschile); Il paziente inizia a=20
      sviluppare una consapevolezza, fino ad allora oscurata, di una conne=
ssione=20
      tra gli abusi sessuali commessi e le sue esperienze sessuali sperime=
ntate=20
      da bambino da parte di persone adulte. Dunque, nonostante la scarsa=
=20
      diffusione dell'ipnosi nel trattamento della pedofilia il tentativo =
di un=20
      approccio psicodinamico ipnoterapeutico per i pedofili sembra=20
      possibile.<BR><BR><BR><B>Terapia comportamentale e tecniche=20
      cognitive</B><BR><BR>La terapia comportamentale viene usata per romp=
ere il=20
      modello disadattivo appreso. Stimoli nocivi, come scosse elettriche =
e=20
      cattivi odori, vengono accoppiati con l'impulso, che pertanto diminu=
isce.=20
      Gli stimoli possono essere autosomministrati e usati dai pazienti=20
      ogniqualvolta sentono che agiranno sotto impulso. Per quanto concern=
e=20
      l'approccio psicoterapeutico, una psicoterapia individuale pu=F2 riv=
elarsi=20
      molto utile, soprattutto nei soggetti motivati al cambiamento. I=20
      self-report di interventi basati sull'uso di tecniche comportamental=
i o di=20
      terapie cognitivo-comportamentali sono i pi=F9 frequentemente rileva=
bili in=20
      letteratura, anche se i risultati appaiono spesso incerti. In realt=
=E0 la=20
      maggior parte degli psicoterapeuti sente una scarsa fiducia nel rius=
cire=20
      ad offrire un trattamento a soggetti pedofili. Maletzky (1973), ha=20
      mostrato che l'efficacia della terapia comportamentale aumenta se si=
 usa=20
      contemporaneamente alla terapia, l'"acido valerianico", una sostanza=
 non=20
      corrosiva e di cattivo odore; l'associazione del cattivo odore al=20
      desiderio sessuale indotto durante la terapia dovrebbe garantire la=
=20
      diminuzione dei desiderio stesso. Comunque il trattamento della pedo=
filia=20
      non dovrebbe mirare solo ad una riduzione della stimolazione dei=20
      comportamenti sessuali devianti, ma anche al cambiamento di altre=20
      componenti del comportamento sociale e sessuale deviante per tentare=
 il=20
      mantenimento dei risultati a lungo termine (Barlow, 1974) <BR><BR>-=
=20
      <I>Covert Sensitization</I><BR>Questa tecnica elaborata da Cautela (=
1967)=20
      prevede che il pedofilo immagini una scena rilevante nel suo atto=20
      offensivo e che a tali fantasie faccia seguito un'altra fantasia che=
=20
      contenga conseguenze spiacevoli, come ad esempio quella di essere=20
      arrestato. Callahan e Leitemberg (1973) hanno utilizzato questa tecn=
ica=20
      ottenendo buoni risultati con un gruppo di esibizionisti, omosessual=
i e un=20
      pedofilo; risultai simili sono stati ottenuti da Barlow (1969) con u=
n=20
      omosessuale e un pedofilo. Eventuali fallimenti di tale tecnica sono=
 stati=20
      invece giustificati da Christie e collaboratori (1979) imputandoli a=
lla=20
      scarsa capacit=E0 immaginativa dei soggetti o alla loro immunit=E0 a=
lle=20
      conseguenze avversive immaginate. Recentemente si =E8 potuto assiste=
re anche=20
      all'impiego non solo di fantasie immaginate avversive ma anche=20
      all'utilizzo di fantasie di conseguenze positive. Secondo Salter, le=
=20
      conseguenze positive immaginate possono essere sociali, cognitive,=20
      materiali. Hallan e Rachman (1976) hanno contribuito con ulteriori=20
      modifiche a questa tecnica.<BR><BR>Impiegata nei programmi terapeuti=
ci per=20
      i pedofili, la Terapia Avversiva. si sviluppa dai principi dei=20
      Condizionamento Classico ma =E8 diversa nel paradigma per ci=F2 che =
riguarda i=20
      tipi e gli schemi di rinforzo, negli stimoli avversivi impiegati e n=
el=20
      materiale stimolo utilizzato. In tale paradigma rientra la Shame Avv=
ersion=20
      Therapy (Serber, 1970). La tecnica di Serber prevede che il trasgres=
sore=20
      sessuale attui la sua performance davanti a un gruppo di terapeuti c=
he=20
      pertanto lo derideranno e lo disapproveranno. Insieme a Wolpe (1972)=
,=20
      Serber ha riportato grande successo dopo sei mesi di trattamento con=
 circa=20
      sette pazienti su dieci. Limiti nell'impiego di tale procedura risie=
dono=20
      nella sua sconsigliata applicabilit=E0 a pazienti che oltre all'inte=
resse=20
      sessuale deviante mostrano impulsi ostili e/o immagini di s=E9=20
      negativa.<BR><BR>- <I>Ricondizionamento Orgasmico</I><BR>Tale proced=
ura fu=20
      introdotta da Marquis (1970). In questo paradigma il pedofilo =E8 in=
vitato a=20
      sostituire le fantasie masturbatorie devianti con fantasie non devia=
nti.=20
      Risultati positivi nell'impiego di questa tecnica sono tati riportat=
i da=20
      Abel e collaboratori (1973) e nello stesso anno da Marshall che l'as=
soci=F2=20
      alla terapia avversiva lavorando con un gruppo di stupratori=20
      istituzionalizzati.<BR><BR>- <I>Social Skills</I><BR>Oltre ai loro=20
      interessi sessuali e devianti, i pedofili possono presentare anche=20
      problemi di relazione sociale e sessuale. Molti pedofili possono ess=
ere=20
      socialmente ansiosi o presentare difficolt=E0 di relazioni con altri=
 adulti.=20
      Sarebbe proprio questo a spingere tali soggetti ad atteggiamenti e=20
      pensieri devianti (Baxter et al., 1986). A tale proposito =E8 stato=
=20
      suggerito un training di abilit=E0 sociali sia di gruppo che individ=
uali. La=20
      caratteristica di questo approccio =E8 rappresentata dal feed-back c=
he =E8=20
      dato dal pedofilo durante una situazione di role-play in cui il sogg=
etto =E8=20
      impegnato in un'attivit=E0 deviante.<BR><BR><BR><B>Psicoterapia e=20
      psicoanalisi</B><BR><BR>A causa delle molteplici difficolt=E0 di tra=
ttamento=20
      che si incontrano durante la terapia di pazienti pedofili, gli appro=
cci=20
      psicodinamici costituiscono la forma elettiva di trattamento (Kaplan=
,=20
      1991). Ma le aspettative di un terapeuta devono comunque essere mode=
ste.=20
      Anche se molti pazienti potranno guadagnare molto per ci=F2 che conc=
erne la=20
      razionalit=E0 oggettuale e il funzionamento dell'Io, le loro tendenz=
e=20
      perverse sottostanti potrebbero essere modificate in modo minore (Ga=
bbard,=20
      1995). I pazienti con organizzazione di pi=F9 alto livello hanno un =
esito=20
      migliore di quelli con livelli di organizzazione di carattere border=
line=20
      (Persoti, 1986). Allo stesso modo, =E8 possibile che pazienti con un=
a=20
      mentalit=E0 e con una certa motivazione, non egosintonici con l'orig=
ine dei=20
      loro sintomi, verso i quali provano disagio e curiosit=E0, traggano =
maggiori=20
      vantaggi di coloro che non mostrano di avere tali qualit=E0. Socarid=
es=20
      (1988) ha riportato che i pedofili fissati a un livello fallico-edip=
ico=20
      con una certa forza dell'Io, potrebbero avere buoni risultati con la=
=20
      psicoanalisi. Anche altri autori sono a favore di una terapia altame=
nte=20
      espressiva come la psicoanalisi in quanto questa sembra migliorare l=
a=20
      relazionalit=E0 oggettuale e il funzionamento dell'Io dei paziente c=
on il=20
      raggiungimento di un'adeguata sublimazione (McDougall, 1993; Rosen, =
1979).=20
      Tuttavia. non sono pochi i problemi che si incontrano con soggetti=20
      parafilici nel corso di una terapia psicodinamica. Questo tipo di=20
      pazienti, infatti, non ama focalizzare la loro attenzione sulla para=
filia=20
      in questione non considerandola un problema. Il compito dei terapeut=
a sar=E0=20
      allora quello di prendere in considerazione tale diniego fin dall'in=
izio=20
      (Matteucci et Bonafiglia, 1996). Come ha pi=F9 volte ricordato Kouht=
 (1971),=20
      le attivit=E0 e le fantasie perverse sono spesso in un'area scissa e=
=20
      copartimentalizzata della personalit=E0. Compito dei terapeuta =E8 p=
erci=F2=20
      quello di integrare la perversione con il funzionamento mentale dell=
a=20
      personalit=E0 del paziente in modo che la parafilia venga affrontata=
 tenendo=20
      in considerazione tutta la vita dei paziente.<BR><BR><BR><B>Psicoter=
apia=20
      psicodinamica di gruppo</B><BR><BR>La psicoterapia psicodinamica di =
gruppo=20
      costituisce un'alternativa o un'integrazione ad altre terapie nel=20
      trattamento dei pedofili. Anche se svolta in forma ambulatoriale, la=
=20
      psicoterapia di gruppo, sia con i pedofili che con gli aggressori=20
      sessuali, ha raggiunto spesso risultati positivi (Rappeport, 1974). =
In=20
      questo tipo di terapia, il gruppo costituisce un conforto e un soste=
gno ai=20
      componenti che hanno un'intima familiarit=E0 coi problema. Questo =
=E8 molto=20
      simile a quanto avviene coi gruppi di alcolisti o tossicodipendenti,=
 nei=20
      quali la pressione dei gruppo costituisce un supporto per tollerare =
il=20
      cambiamento dei comportamento distruttivo (Gabbard,=20
      1995).<BR><BR><BR><B>Trattamento Ospedaliero</B><BR><BR>Nella popola=
zione=20
      dei pazienti parafilici, coloro che fanno maggiormente ricorso a que=
sto=20
      trattamento sono i pedofili. Anche in questo tipo di terapia emergon=
o=20
      numerosi problemi controtransferali gi=E0 descritti in precedenza. I=
n molti=20
      casi, infatti, il paziente tende ad avere atteggiamenti di negazione=
 nei=20
      confronti della sua perversione e ci=F2 rappresenta il rischio di un=
a=20
      collusione per tutto lo staff ospedaliero. Tutto il personale pu=F2 =
infatti=20
      credere, ingannato dal pedofilo, che quest'ultimo stia seguendo i=20
      suggerimenti e il trattamento, mentre in realt=E0 molti pedofili "fa=
nno il=20
      gioco" del trattamento solo perch=E9 questo =E8 preferibile al carce=
re dove, i=20
      pedofili vengono spesso violentati. Un altro rischio di collusione =
=E8=20
      invece rappresentato dalla tendenza dei pedofilo, soprattutto quello=
 con=20
      tratti antisociali, a spostare il focus su altri problemi, cosicch=
=E9=20
      durante l'intero ricovero, la loro condotta deviante non verr=E0 mai=
 presa=20
      in esame. I pedofili in un reparto ospedaliero possono virtualmente=
=20
      bloccare, nel gruppo di pazienti le risposte di feedback che vendono=
=20
      invece date agli altri pazienti (Gabbard,=20
      1995).<BR><BR><BR>Conclusioni<BR><BR>Dalle esperienze scaturite=20
      dall'applicazione delle varie tecniche terapeutiche ci=F2 che emerge=
 in=20
      particolar modo =E8 che gli obbiettivi terapeutici non dovrebbero es=
sere=20
      focalizzati esclusivamente alle modificazione del comportamento sess=
uale=20
      deviante ma dovrebbero mirare ad aiutare il paziente a superare il d=
iniego=20
      rispetto al sintomo perverso, a sviluppare empatia per le sue vittim=
e a=20
      identificare i deficit sociali e le capacit=E0 di adattamento inadeg=
uate, a=20
      sviluppare un piano comprensivo per la prevenzione delle ricadute ch=
e=20
      comprenda l'evitamento delle situazioni che risultano particolarment=
e=20
      stimolanti per lui (Matteucci et Bonafiglia, 1996). D'altra parte,=20
      l'analista o il terapeuta in generale, dovr=E0 essere in grado di to=
llerare=20
      gli stretti limiti che il paziente impone alle sue capacit=E0 e al s=
uo=20
      potere e dovr=E0 sapere accettare di non essere in grado di promuove=
re delle=20
      trasformazioni strutturali nel paziente. "Se"- come ritiene Semi (19=
89)=20
      "questa rinuncia terapeutica da parte dell'analista =E8 l'espression=
e=20
      dell'accettazione autentica dei proprio limite, essa pu=F2 allora da=
re al=20
      paziente non solo una conferma dell'inaccettabilit=E0 delle sue stru=
tture,=20
      ma forse, pu=F2 anche fornirgli un nuovo modello di funzionamento=20
      intrapsichico e relazionale, al di fuori dello schema=20
      perverso".<BR><BR><BR><B>BIBLIOGRAFIA</B><BR><BR>A.A.V.V, 1984; La=20
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