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Disfunzione erettile: cura a Palermo



 

 


 
 

Di cosa ci occupiamo

Chi è lo psicoterapeuta

  Come si svolge la psicoterapia

Come procediamo

Organizzazione clinica

TARIFFARIO ORDINARIO

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PSICOTERAPIA CONVENZIONATA la nostra offerta

LA PSICOTERAPIA

Psicologo - Psicoterapeuta - Psichiatra - Neurologo

ELENCO DI PSICOLOGI E PSICOTERAPEUTI DI PALERMO consultazione gratuita delle schede dell' Albo

 

 

PRESENTAZIONE

Lo Studio PSIMED - Psicologia Medica Psicosomatica - è  uno Studio Specialistico di Psicologia e Medicina, ( psicologo - psicoterapeuta - neurologo - endocrinologo, dietologo e specialista del metabolismo - psichiatra - ginecologa ), altamente specializzato e operante a Palermo dal 1985.

Lo Studio PSIMED - Psicologia Medica Psicosomatica - è a Palermo, in Via Leonardo da Vinci, 111 - tel- 091.6820331 -

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Lo Studio PSIMED - Psicologia Medica Psicosomatica - eroga PSICOTERAPIA (individuale, di coppia, in gruppo), e MEDICINA SPECIALISTICA (neurologia, psichiatria, endocrinologia, dietologia, ginecologia, sessuologia). Queste specialistiche sono applicate ai "Disturbi e Disagi Psicologici", ad esempio (ansia, panico, fobie, depressione, disturbi dell'umore, disturbi di personalità, disturbi del comportamento alimentare, disturbi e malattie psicosomatiche, disturbi sessuali psicogeni maschili e femminili, disturbi da dipendenza, parafilie e perversioni sessuali, malattie psichiatriche).

Con le nostre metodologie specialistiche e specifiche, ci occupiamo, inoltre, della Consulenza e della Psicoterapia di Coppia e delle Problematiche Sessuali nella Coppia e nel Matrimonio.

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INFORMAZIONI SUI COSTI DELLA PSICOTERAPIA

Ci viene spesso richiesto se il "primo colloquio" con lo psicoterapeuta è gratuito.

Informiamo che:

  •  il primo colloquio con lo Psicoterapeuta è già una prestazione specialistica clinica e psicodiagnostica e come tale va remunerata.

  •  il livello di specializzazione, qualificazione, esperienza trentennale ed anzianità professionale degli psicologi, degli  psicoterapeuti e degli altri specialisti, non consente, nel nostro Studio, a differenza di come avviene altrove, di rendere disponibile il primo colloquio gratuitamente.

  •  tuttavia, negli ultimi anni abbiamo molto contenuto le nostre tariffe e rendiamo disponibili sia un Tariffario Agevolato e sia una offerta di "Psicoterapia Convenzionata".

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Cause dei disturbi

Diagnosi dei disturbi

Terapia dei disturbi

Disturbi d'Ansia e Panico

Depressione

Anoressia e Bulimia

Disturbi di Personalità

Disturbi del sonno

Disturbi sessuali

Disturbi Psicosomatici

Disturbi da Dipendenze

Terapia di Coppia

Cultura e Società

Psicologia Medica

 
 


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Disfunzione erettile

 

ORGANIZZAZIONE DELLA DIAGNOSI E DELLA CURA

(equipe medico-psicologica e modalità integrata)

 

  1. Introduzione alla "Disfunzione Erettile"

  2. Le cause psicologiche della disfunzione erettile

  3. Tabella delle cause psicologiche

  4. La psicodiagnosi della disfunzione erettile

  5. La terapia psicosessuale

  6. La disfunzione erettile da cause organiche

  7. Le cause organiche della disfunzione erettile

  8. La diagnosi medica andrologica

  9. La terapia medica

 

La disfunzione erettile ( quando l'uomo dichiara di non avere mai goduto di una piena e soddisfacente erezione peniena o di averne goduto raramente o comunque con modalità alterne e insoddisfacenti ), come molte altre condizioni psico-fisiche ( che nel loro esistere richiedono la convergenza di funzionamenti adeguati psicologici e organici ),  devono essere valutate simultaneamente dalle due angolazioni: psicologica e somatica. Quindi, nel caso della disfunzione erettile, occorre una sinergica coordinazione specialistica dello psicoterapeuta e dell'andrologo, innanzi tutto. Altre volte si rende necessaria una valutazione endocrinologica. 

L'uomo che si presenti per diagnosi e cura della sua condizione erettiva, sarà subito accolto dallo psicoterapeuta per la condivisione dei disagi emotivi e psicologici collegati a quella condizione e per l'immediata psicodiagnosi sessuologica del problema.

Nei casi in cui la condizione rientra nelle disfunzioni francamente psicogene, si avvierà subito il procedimento della "Terapia Sessuale Psicologica". Spesso, comunque, verrà consigliata la visita e la diagnosi differenziale medica-andrologica.  Quando ritenuto indispensabile, invece, tale visita verrà non solo consigliata, ma prescritta. L'intervento dello specialista andrologo avverrà in alcuni casi presso lo studio clinico di psicoterapia, oppure presso il nostro Centro Medico dove normalmente visitiamo e diagnostichiamo per la medicina generale e valutiamo le funzioni endocrinologiche per le diagnosi psicosomatiche o presso lo specialista andrologo, a noi collegato, oppure presso l'altro nostro Centro collegato, per la ginecologia e la sessuologia clinica.

In tutti i casi, comunque, la prima visita e valutazione sarà effettuata dallo psicologo, il quale sulla base della sua psicodiagnosi avvierà il paziente ai successivi interventi specialistici, se necessari.

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INDICE DEGLI ARGOMENTI

  1. Introduzione alla "Disfunzione Erettile"

  2. Le cause psicologiche della disfunzione erettile

  3. Tabella delle cause psicologiche

  4. La psicodiagnosi della disfunzione erettile

  5. La terapia psicosessuale

  6. La disfunzione erettile da cause organiche

  7. Le cause organiche della disfunzione erettile

  8. La diagnosi medica andrologica

  9. La terapia medica




INTRODUZIONE

La disfunzione erettile (De), patologia dal crescente impatto sociale, affligge in Europa occidentale circa 35 milioni di individui, di cui 3 milioni soltanto in Italia. E il disturbo, che colpisce soprattutto dopo i 40 anni, sarebbe destinato a crescere nei paesi industrializzati, anche per l'aumento dell'età media. A sottolinearlo è Andrea Fabbri, endocrinologo all'Università La Sapienza di Roma, in occasione della campagna informativa "Quando la sessualità delude", presentata a Milano. Una campagna promossa con il sostegno di Pfizer ( società farmaceutica ) nell'ambito del progetto "Uomo e donna in salute", il cui obiettivo è diffondere maggiori informazioni sulle patologie sociali. Secondo dati recenti, infatti, il 90 per cento degli italiani ignora che, spesso, il disturbo dell'erezione sottende altre patologia: nel 60 per cento dei casi si tratta di malattie circolatorie, arteriosclerosi, ipertensione e diabete, più frequenti con l'avanzare dell'età; mentre nei giovani risultano più diffuse le cause psicogene, principalmente la depressione. I disturbi di natura psicologica possono insorgere anche dopo un esordio di natura organica: stress e ansia da prestazione sono un corollario inevitabile della De, che può coinvolgere anche la partner.

Alla luce di tali considerazioni il medico di famiglia emerge come interlocutore ideale per la maggior parte di questi pazienti, malgrado disinformazione e vergogna spesso ostacolino la diagnosi: non è raro che il problema sia riferito soltanto dietro esortazione della compagna. Occorre ricordare che anche l'equilibrio psicologico di quest'ultima dipende dal trattamento scelto. Sì, quindi, a un accurato iter diagnostico preventivo, seguito dalla scelta delle terapie di prima, seconda o terza linea; delle prime fanno parte i farmaci per os (tra i più usati il sildenafil), anche coadiuvati da psicoterapia. Terapie di seconda linea comprendono agenti erettogenici per via trans o intrauretrale,.quali le prostaglandine; quelle di terza linea, ultime, prevedono l'inserimento chirurgico di protesi peniene.

La disponibilità delle nuove opzioni, meno invasive, ha determinato un aumento di richieste da parte dei pazienti e ha indotto i Mmg all'aggiornamento continuo; da qui la nascita di istituzioni internazionali quali la "European society for impotence research" (Esir), che dal 1995 coinvolge specialisti e medici di base di paesi diversi in un confronto su questo disturbo che si configura sempre più come patologia sociale.  

 

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INSUFFICIENZA ERETTILE 

 trattata integralmente ( psicologico + organico )

 

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I disturbi dell'erezione la maggior parte delle volte non riconoscono cause organiche, come quelle descritte prima, ma cause psicologiche, talvolta insieme a concause organiche.

 

§.1-  LE CAUSE PSICOLOGICHE DEI DISTURBI DELL'EREZIONE

La più frequente causa psicologica del disturbo erettivo, è l' ansia anticipatoria. Questa, a sua volta, è causata dalla più complessiva struttura psicologica dell'uomo, sia a livello caratteriale che di personalità. A sua volta, la struttura psicologica dell'uomo, è stata determinata dalle numerosissime variabili formative, come per tutte le persone, che hanno partecipato alla crescita psicologica negli anni evolutivi ( orientativamente dalla nascita ai 16 anni).

Quello che di solito si riscontra nei maschi che presentano disturbi erettivi con ansia anticipatoria, è uno o più episodi pregressi, nei quali quella persona ha esperimentato la penosa frustrazione nel percepirsi insoddisfacente, per la donna e per se stesso, nell'atto sessuale. Praticamente ha già sperimentato il fatto di non avere ottenuto una buona erezione o di averla persa e, in seguito, nei successivi incontri sessuali, involontariamente anticiperà con ansia ciò che ha già sperimentato con frustrazione, perpetuando così l'esperienza per lui penosa e alimentandola nella spiacevolezza.

Quando il disturbo erettivo è determinato dall'ansia anticipatoria, gli interventi terapeutici devono essere quelli propri per risolvere questa causa, come viene descritto oltre.

Tuttavia in molti casi più di un fattore determina il problema sessuale. Di conseguenza, durante il primo colloquio che il paziente avrà con lo psicologo sessuologo, verranno esaminate diverse angolature e prospettive della situazione personale, per potere stabilire la migliore terapia per quella data persona.  Quando necessario si farà un secondo o un terzo incontro preliminare, per perfezionare l'individuazione delle cause psicologiche, giovandosi anche della somministrazione di tests o questionari psicologici. In linea del tutto indicativa, si è constatato, nella nostra esperienza di psicologia sessuologica, che le cause psicologiche, la maggior parte delle volte, rientrano nelle seguenti categorie:

Tabella delle cause psicologiche

FATTORI DI PREDISPOSIZIONE

I "fattori di predisposizione" sono quelli che riguardano la formazione psicologica dell'individuo e la sua storia personale, ontologica.

Educazione etica-morale repressiva

 

Tensioni/disturbi nelle relazioni familiari negli anni di formazione

 

Inadeguata informazione sessuale

 

Esperienze sessuali precoci e/o traumatiche

 

Insufficiente sviluppo della identità psicosessuale

 

FATTORI DI PRECIPITAZIONE

I "fattori di precipitazione" sono quelli che coincidono con eventi, fatti e situazioni, nella vita recente o attuale dell'individuo

Nascita di un figlio

 

Disaccordi significanti nella coppia

 

Infedeltà, gelosia invasiva, incapacità di gestire bigamia o poligamia

 

Complessi di aspettative irrealistiche

 

Casuale "fallimento" interpretato in modo distimico

 

Reazioni improprie a fattori organici

 

Invecchiamento naturale o precoce

 

Stati depressivi/ansiosi generici

 

Recenti esperienze sessuali traumatiche

 

FATTORI DI MANTENIMENTO

I "fattori di mantenimento" sono quelli che, nella vita recente o attuale dell'individuo, fungono da attivatori, alimentatori o di rinforzo, rispetto al problema

Ansia anticipatoria di performance ideale

 

Ansia anticipatoria del "fallimento"

 

Invasivi sensi di colpa

 

Diminuzione fisiologica dell'attrazione per il partner

 

Cessazione dell'attrazione per il partner

 

Stile comunicativo disturbato fra i partners

 

Generici disaccordi che ricadono nel momento sessuale

 

Paura dell'intimità

 

Disturbi della rappresentazione dell'immagine di se stessi

 

Idee e/o informazioni improprie sulla sessualità

 

Idee mitologiche sulla sessualità

 

Preliminari impropri

 

Presenza di veri disturbi psichiatrici

 
   

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§.2- LA PSICODIAGNOSI ( con riferimento alla valutazione delle cause psicologiche )

Nella nostra organizzazione, il paziente con disturbo erettile, viene ascoltato nel primo colloquio dallo psicologo sessuologo. In quella occasione si svolge la prima indagine per valutare l'incidenza delle cause psicologiche (vedi sopra) e delle cause organiche (vedi sotto).

Se da parte dello specialista viene individuata una condizione che suggerisce la necessità dell'accertamento organico, il paziente viene avviato alla visita medica/andrologica. Altrimenti la procedura di psicodiagnosi del disturbo erettile viene conclusa e viene spiegata al paziente la procedura di terapia.

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§.3- LA TERAPIA PSICOSESSUALE ( con riferimento alle cause psicologiche ).

La terapia sessuale della disfunzione erettile ad eziologia psicogena - cioè quando le cause sono esclusivamente psicologiche - sarà diversa a secondo di quale cause psicologiche sono prevalentemente responsabili del disturbo.

In generale si può dire che:

  1. quando sono prevalenti i "fattori di predisposizione", la terapia sarà formata necessariamente da una parte di psicoterapia analitica, oltre che dalle tecniche comportamentali proprie della terapia sessuale.

  2. quando sono prevalenti i "fattori di precipitazione", la terapia sarà formata in parte da sedute con la coppia (quando possibile), da tecniche di terapia cognitiva/comportamentale breve e situazionale, dalla somministrazione di psicofarmaci (quando necessario), tecniche decondizionanti, oltre che dalle tecniche comportamentali specifiche della terapia sessuale.

  3. quando sono prevalenti i "fattori di mantenimento", si interverrà su di essi con le modalità e le tecniche specifiche, a secondo di quali dei fattori di mantenimento sono più attivi.

  4. quando insieme alle cause psicologiche sono state individuate dall'andrologo anche cause organiche, la terapia medica sarà affiancata e coordinata alla terapia psicosessuale. In questi casi lo psicologo sessuologo e l'andrologo lavorano coordinati nell'interesse del paziente.



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LA DISFUNZIONE ERETTILE DA CAUSE ORGANICHE

-diagnosi, cause e terapia-

 

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L'IMPOTENZA: disturbo maschile dell'erezione, (nei casi esclusivamente organici

L'impotenza, intesa come "incapacita' dell'uomo nel raggiungere e mantenere l'erezione, al fine di iniziare e portare a termine con soddisfazione il rapporto sessuale", é il sintomo di una alterazione organica o di natura psicologica del meccanismo erettivo. Colpisce circa l'8 -10 % della popolazione maschile tra i 18 e i 60 anni ed è un sintomo sempre risolvibile alle soglie del terzo millennio.

La maggiore informazione e la caduta di vecchi tabù "medioevali" ha fatto si' che tali pazienti non popolino più un sottobosco buio, facile preda di medici-stregoni e falsi terapeuti o di intriganti messaggi promozionali, ma che si rivolgano con crescente disinvoltura agli specialisti della materia: andrologi o urologi. D'altra parte, la possibilità di avere a disposizione un elevato numero di pazienti, ha consentito ai ricercatori la standardizzazione di nuovi metodi di diagnosi e di terapia.

LE CAUSE ORGANICHE (nell'impotenza primaria determinata da malattie o abitudini di vita)

 
La ricerca applicata ha permesso l'identificazione di quelli che vengono definiti i fattori di rischio-impotenza:

  • il fumo

  • l'alcolismo

  • l'uso di alcuni farmaci

  • alcune malattie croniche come il diabete o l'insufficienza renale

  • interventi chirurgici particolarmente demolitivi sul piccolo bacino, etc.

Inoltre, l'aumento della vita media, ha fatto si' che il desiderio di vivere una sessualita' integra si protragga anche nella cosiddetta terza età, per cui alcune patologie tipiche dell'invecchiamento (aterosclerosi, deficit ormonali, etc.) possono divenire fattori di rischio per la funzione sessuale maschile.
 

Fumo

Che il fumo sia un fattore di rischio nell'impotenza è stato confermato già nei primi anni 80 da alcuni ricercatori statunitensi. Nel 44% dei fumatori si ha infatti una riduzione della velocità del flusso ematico nelle arterie che irrorano i corpi cavernosi del pene. Tale riduzione di flusso potrebbe, nei casi più gravi, essere così marcata da mandare in tilt il meccansimo erettivo.

Alcol

L'alcol ha un effetto disinibente e socializzante, ma in realtà deprimente sulla funzione sessuale. Spesso, una prestazione avuta sotto l'effetto dell'alcol può sembrare "eccezionale" in quanto esaltata dallo stato di alterazione sensoriale. In effetti si tratta della "solita performance" . L'importante è far bere anche la partner!

Farmaci

Alcuni farmaci impiegati per la cura di altre malattie possono, talvolta, riportare tra gli effetti collaterali l'impotenza. Gli anti-ipertensivi beta-bloccanti, gli anti H2 (cimetidina e ranitidina) impiegati per la cura dell'ulcera gastrica, la finasteride usata nella terapia dell'adenoma prostatico, i tranquillanti minori, gli anti-epilettici, alcuni antidepressivi, sono tra i più noti appartenenti a questo gruppo.

Malattie croniche

Tra le malattie croniche predisponenti all'impotenza vanno ricordate il diabete e l'insufficienza renale. I pazienti diabetici, infatti, specie se ammalati da più di 10 anni e insulino-dipendenti , vanno incontro ad impotenza nel 50% dei casi. Le cause vanno ricercate nelle alterazioni nervose periferiche e vascolari che caratterizzano le complicanze dei diabetici di lunga data. L'insufficienza renale è causa di una condizione definita "uremia cronica". L'impotenza da uremia cronica ritrova la sua causa in una molteplicita' di fattori: dal calo degli ormoni androgenici circolanti ad una aterosclerosi precoce che provoca un ipoafflusso sanguigno ai corpi cavernosi. Il deficit di zinco e l'intossicazione da alluminio sono valide concause di impotenza nei dializzati. Ogni uomo affetto da una malattia cronica debilitante vive spesso un grave stato depressivo che può a sua volta essere causa di scarse prestazioni sessuali che a loro volta esasperano lo stato depressivo: si viene cosi' a creare un circolo vizioso autoalimentato. Solo la ripresa di una funzione sessuale soddisfacente riuscirà a spezzare tale circolo ridando all'ammalato una maggiore dignità di maschio nei confronti della propria partner.

 
La sessualita' nella terza eta'

La sessualita' nella terza età é oggi una realtà molto spesso messa da parte da una società maggiormente protesa verso un modello di maschio-macho giovane ed atletico. In realtà circa il 10% degli uomini oltre gli ottanta anni hanno un rapporto sessuale alla settimana.
Il sensibile allungarsi della vita media contemporaneamente all'abbattimento degli ultimi tabu' sessuali e ad una sempre maggiore liberalizzazione del comportamento femminile ha fatto sì che la richiesta di una normale funzione sessuale sia sempre più frequente da parte di arzilli ultrasettantenni spesso accompagnati da giovani partners. Il 55% dei maschi oltre i 75 anni è però affetto da una spesso insopportabile impotenza. Molte delle patologie che accompagnano un invecchiamento fisiologico possono essere causa di una sensibile riduzione della potenza sessuale nel maschio: un ruolo rilevante hanno sia l'insufficienza arteriosa peniena legata a fenomeni aterosclerotici che modificazioni microstrutturali del tessuto erettivo. Inoltre, l'anziano, fa spesso uso, per la cura di malattie concomitanti, di alcuni di quei farmaci che presentano tra gli effetti collaterali una depressione sia della libido che della potenza erettiva.
 

DIAGNOSTICA ORGANICA (senza la psicodiagnostica)

 
La diagnostica dell'impotenza ha avuto un sorprendente sviluppo negli ultimi venti anni. Si è passati quindi progressivamente dal considerare il 90% dei casi di impotenza di tipo psicologico all'inizio del '900 fino alle soglie del terzo millennio, dove il rapporto si è praticamente invertito. Possiamo affermare infatti che, malgrado ogni caso di impotenza abbia una indiscussa sovrapposizione psicologica, la maggior parte dei casi oggi studiati ritrovano in una causa organica l'eziologia (la causa) del loro problema.
La diagnostica strumentale ci offre un test standardizzato, praticato ormai in tutto il mondo, capace di distinguere con una elevata attendibilità un caso di impotenza psicogenica da uno di natura organica: la rigidometria notturna con Rigiscan. Il rationale di questo test si basa sul fenomeno fisiologico, a cui vanno incontro tutti gli uomini, dalla nascita in poi (addirittura dalla vita fetale), delle erezioni notturne durante il sonno. Tali episodi erettivi, che si verificano nella fase R.E.M. (rapid eyes moviments) del sonno, cioè nella fase di sogno, non dipendono dal tipo di sogno che si sta facendo e sono assolutamente indipendenti dallo stato emotivo.
 

Le prime osservazioni in questo senso furono fatte negli anni 40 da Ohlme Yer che descrisse una sequenza erettiva ricorrente nel sonno che Aserinsky (1955) notò essere correlata alle fasi REM del sonno, quelle nelle quali, di solito, si producono i sogni. Le ricerche successive, fatte a cavallo tra gli anni 60 e 70 da Fisher (1965), Karakan (1966 e 1972) e Jovanovic (1972), dimostrarono poi che nel maschio normale, dalla nascita fino alla tarda età e con un massimo alla pubertà, sono presenti cicli di erezione associati in notevole percentuale alle fasi REM del sonno. In più, Fisher nel 1983, potè dimostrare che anche nella donna si verifica una simile correlazione, anche se con minore costanza, attraverso cicli di vasocongestione pelvica durante le stesse fasi del sonno.
Su queste basi teoriche si sono sviluppati vari tentativi di monitorare l'erezione durante il sonno. Il primo tentativo fu fatto con lo "stamp test" (testi dei francobolli). Al soggetto veniva infatti applicata una striscia di francobolli attorno al pene in stato di riposo. Durante la notte, se la zigrinatura che li divideva era lacerata significava che il pene aveva raggiunto l'erezione. Questa metodica piuttosto naif fu sostituita, alla fine degli anni 70, dal monitoraggio della tumescenza peniena notturna (NPTm). Tecnicamente l'esame consisteva nel collocare due anellini di gomma sul pene a riposo. Durante la notte, tramite il loro collegamento che un apparecchio di registrazione a penna, le variazioni di volume del pene inducevano le variazioni del tracciato. Il suo significato clinico era certamente superiore a quello di tutte le tecniche diagnostiche usate fino a quel periodo. Era possibile riconoscere soprattutto la patologia neurovascolare periferica e differenziarla dai disturbi su base psicogena. Tuttavia anche questa metodica, a causa dei molti falsi positivi e negativi non potè essere considerata attendibile. Il problema più grave era costituito dall'equivoco tra le registrazioni della rigidità, rispetto a quelle della tumescenza del pene, condizioni che esprimono un differente stato di eccitamento e di afflusso di sangue ai corpi cavernosi. Fu quindi messa a punto una nuova metodica, più raffinata e computerizzata, per lo studio delle erezioni notturne, la rigidometria. Basata sul medesimo principio e su una sostanziale identità tecnica con il NPTm ha avuto il pregio di monitorare la rigidità del pene.

 

Il test, di facile esecuzione, viene eseguito a domicilio del paziente per tre notti consecutive grazie all'impiego di un microcomputer collegato al pene tramite due anelletti sensoriali. Dopo tre notti, il paziente riporterà il microcomputer dal proprio medico che sarà in grado di decodificare la registrazione. Se per le tre notti di registrazione è presente almeno un fenomeno erettivo della rigidità superiore all'80% e della durata superiore a 12 minuti il test viene considerato normale. Si tratterà, infatti, di una impotenza psicogenica. In caso di assenza o deficit di rigidità dei fenomeni erettivi si potrà ipotizzare un problema di natura organica.

Studi condotti da ricercatori italiani e pubblicati sulle più autorevoli riviste scientifiche internazionali (F.Iacono e coll. J. Urol. 1993) hanno dimostrato che probabilmente anche alla base di una impotenza oggi definita psicogenica potrebbe esistere un substrato organico.

Tali studi hanno evidenziato come nei soggetti affetti da impotenza psicogenica si abbia un significativo decremento della velocità di circolazione sanguigna nelle arterie principali del pene. Lo stress del semplice test ecografico indurrebbe in taluni soggetti una così forte reazione emozionale in grado di stimolare la produzione di adrenalina e inibire la circolazione sanguigna. Lo stesso, se non peggio, potrebbe avvenire al momento del rapporto sessuale con ovvie conseguenze! Inoltre, gli stessi ricercatori hanno evidenziato, in un ulteriore studio, come anche in molti soggetti affetti da impotenza oggi definita psicogenica si abbiano delle alterazioni microstrutturali dei corpi cavernosi del pene.
Probabilmente alla base di alcuni casi di impotenza definita psicogenica esisterebbe una causa organica, forse lieve, e ancora al di sotto del potere di riconoscimento delle attuali procedure diagnostiche. Alcuni pazienti potrebbero spontaneamente compensare tali deficit lievi ipertrofizzando dei meccanismi compensativi e riuscire quindi a portare a termine l'atto sessuale, altri invece andrebbero inesorabilmente incontro a continui fallimenti.

La diagnostica strumentale prevede, una volta ipotizzata una causa organica, lo studio funzionale della vascolarizzazione arteriosa e venosa del pene. Ciò é possibile tramite l'impiego dell'ecocolordoppler, strumento che ci consente in un unico tempo sia la visualizzazione del ramo arterioso indagato che lo studio della velocità del sangue nel suo interno. Possono così essere messi in evidenza tutti i casi di stenosi o ipoplasie delle arterie cavernose del pene. L'ecocolordoppler dei corpi cavernosi del pene consente anche una visione ecografica del tessuto erettile e l'evidenziazione di altre patologie come la malattia di La Peyronie (induratio penis plastica) di per se stessa spesso causa di impotenza.
Infine, la diagnostica piu' attuale prevede l'esecuzione della biopsia dei corpi cavernosi. Tale metodica può mettere in evidenza la malattia degenerativa-disfunzionale della Tunica Albuginea del pene che potrebbe essere la causa di molti casi di impotenza. (F. Iacono e coll. J. Urol. e Eur. Urol. 1994).
 

TERAPIA ORGANICA E MEDICA (nei casi di impotenza organica primaria)

 
La terapia dell'impotenza ha visto l'inizio di una nuova era nel 1982 quando il francese R. Virag e l'inglese Brindley hanno aperto la strada alla terapia autoiniettiva con farmaci vasoattivi. L'impiego di farmaci vaso-attivi nella cura dell'impotenza prevede da parte del paziente, sotto rigoroso controllo medico, l'esecuzione di una autoiniezione nel pene di una dose personalizzata di farmaco. Dall'impiego iniziale della sola papaverina si è passati successivamente alla associazione con la fentolamina e quindi alla prostaglandina E1, usata attualmente, che sembrerebbe priva di effetti collaterali.Ultimamente sono stati proposti, nei casi più resistenti, l'impiego di veri e propri "coktail" di farmaci vaso-attivi.
E' molto importante che il paziente venga seguito dallo specialista nella messa a punto della giusta concentrazione di farmaco e che lo specialista rimanga reperibile una volta che il paziente sia divenuto autonomo nella gestione delle proprie erezioni farmaco-indotte.

Più attuale è l'impiego della terapia orale. La soluzione più "gradevole", che non prevede l'uso del bisturi e dell'ago è oramai una realtà ben consolidata e priva di significativi effetti collaterali. La "magica" molecola si chiama Sildenafil (Viagra), ed è la nuova panacea per l'uomo in "tilt"! Il meccanismo di erezione del Sildenafil sembra agire direttamente sulla muscolatura liscia dei corpi cavernosi determinando un aumento del flusso sanguigno nel pene e quindi l'erezione. I risultati ottenuti dimostrerebbero l'efficacia della molecola in oltre l'80% dei pazienti trattati con scarsi e sopportabili effetti collaterali (emicrania , bruciore di stomaco,vampate di calore al viso,).
Da pochi mesi la terapia orale della impotenza può avvalersi anche di una nuova molecola l'"apomorfina" che con il nome commerciale di Ixsense o Taluvian, alla dose di 2 o 3 mg. da assumere 15 minuti prima del rapporto sessuale per via sublinguale sembra avere una buona efficacia nel 53% dei casi e in particolar modo nei soggetti giovani con "inconvenienti" di natura psicologica. Questa molecola è quasi del tutto priva di effetti collaterali e può essere assunta anche a stomaco pieno, a differenza del Sildenafil (Viagra) e fino a 3 volte al giorno (ogni 8 ore!).

La terapia chirurgica dell'impotenza, dedicata a chi non risponde alla terapia orale o autoiniettiva, si articola tra un rationale conservativo (vascolare) e uno sostitutivo (protesico).
La rivascolarizzazione microchirurgica dei corpi cavernosi del pene, nei casi di insufficiente afflusso sanguigno ha visto il suo momento di gloria circa 10 anni or sono . Tali metodiche sono però risultate per lo più fallimentari nei risultati a distanza. Inoltre, i recenti studi ultrastrutturali sull'architettura del tessuto erettivo nel normale e nell'impotente hanno evidenziato come alla base di una impotenza arteriogenica ci sia sempre una alterazione microstrutturale del corpo cavernoso. Sarebbe quindi inutile rivascolarizzare un organo incapace di funzionare .
La chirurgia venosa trovava il suo motivo di applicazione nella diagnosi di "fuga venosa" (venous leakage). Si tratterebbe infatti di una fuoriuscita troppo veloce di sangue dal pene con una perdita di pressione e quindi impotenza. La chirurgia prevedeva la legatura di un certo numero di vene del pene per impedire tale dispersione pressoria nel momento erettivo. I risultati ottenuti si sono pero' dimostrati anche qui per lo piu' transitori o fallimentari.

 
L'unica realta' terapeutica chirurgica rimangono ancora oggi le protesi peniene. La ricerca di un sostegno per il proprio pene "incapace" risale al 1000 a.C., quando i Cinesi proponevano l'infissione di bacchettine di bambu' nel pene dello sventurato di turno! Bisogna pero' attendere lo sviluppo dei materiali plastici per avere i primi tentativi validi di impianti protesici. Negli anni '50-'60 vennero proposte le prime protesi rigide in teflon. La costante rigidità del pene costringeva però i pazienti impiantati ad un risultato cosmetico poco accettabile. Fu l'americano Scott nel 1964 ad ideare la prima protesi peniena idraulica, cioè gonfiabile e sgonfiabile. Da allora ad oggi tale modello si é estremamente evoluto fino ad assicurare, una volta impiantato chirurgicamente una funzione erettiva del tutto sovrapponibile a quella fisiologica.
L'intervento viene eseguito routinariamente nei centri urologici più attrezzati e prevede una degenza di pochi giorni.
 

 

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Leggi articolo "La Disfunzione Erettile" a cura del dott. Emilio Italiano, andrologo.



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