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PSICOLOGO PSICOTERAPEUTA PSICHIATRA

 

Di cosa ci occupiamo Chi è lo psicoterapeuta: dott. Sergio Angileri

  Come si svolge la psicoterapia: dal primo colloquio in poi Come procediamo Organizzazione clinica

La Psicoterapia: teorie, tecniche e metodi

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PSICOLOGO, PSICOANALISTA, PSICOTERAPEUTA, PSICHIATRA, NEUROLOGO

- descrizione e differenze fra le figure professionali -

 

Non sono poche le persone che ancora oggi, nel 2011, ignorano ciò che c'è da sapere su psicologi, psicoterapeuti/psicoanalisti, psichiatri e neurologi. Queste sono quattro figure professionali contigue, tuttavia diverse fra loro. Le persone spesso ignorano le differenze che riguardano le loro specifiche qualifiche e competenze.

Persone che sentono un "qualcosa", in qualche modo definibile come "psico....", e che vogliono o devono essere aiutate e/o curate, eppure non sanno esattamente a chi rivolgersi, confuse sulle competenze di questi specialisti contigui, simili, ma diversi.  Spesso il primo approccio al disagio della persona viene svolto dal medico di fiducia, il medico di base, il medico di famiglia. Ma non sempre questi sa essere chiaro e certo sulle indicazioni da dare, già perchè egli stesso potrebbe non possedere chiarezza sulle differenti specializzazioni che distinguono psicologo, psicoanalista, psicoterapeuta, psichiatra e neurologo.

La confusione e la sovrapposizione fra queste figure è causata da alcuni fattori, uno dei quali è già intrinseco alla formazione universitaria.

 

§1. FORMAZIONE UNIVERSITARIA: PSICOLOGO E MEDICO

I due corsi di laurea dai quali si confluisce poi verso le specializzazioni di cui ci stiamo qui occupando, sono Psicologia e Medicina.

Chi consegue la laurea in Psicologia, è colui che possiede il titolo di Psicologo.

Chi consegue la laurea in Medicina, è colui che possiede il titolo di Medico.

Può sembrare una specificazione banale e superflua, ma non lo è per niente, perchè non sono poche le persone che già a questo livello sono confuse e considerano invariabilmente lo psicologo anche un medico e viceversa e così non è.

In Italia, infatti, i laureati in psicologia - gli psicologi - sono seriamente digiuni, o troppo poco formati e informati, non solo di medicina, ma anche delle più fondamentali conoscenze biologiche, a causa della strutturazione del corso di laurea in Psicologia. E questo è ancora più vero da quando, come è accaduto da alcuni anni, in Italia il corso di laurea in Psicologia ha ancora più di prima, perso i percorsi e gli studi di formazione teorico-pratica clinica.

Altresì i laureati in medicina - i medici - sono seriamente digiuni, o troppo poco formati e informati, dei fondamentali di psicologia, per le stesse ragioni che penalizzano gli psicologi, stavolta per carenza di formazione psicologica nel loro corso di studi.

Questo dato di fatto risulta essere poi, nella pratica applicata, a mio parere, molto serio, perchè la maggior parte delle volte i due professionisti, gli psicologi che vorranno seguire l'orientamento clinico e i medici, avranno da fare, nell'esercizio della loro professione, con persone che spesso presentano sindromi e architetture del disagio o della malattia, a composizione psicosomatica e sia lo psicologo che il medico, con la semplice laurea e formazione universitaria,  possono risultare inadeguati per una competente diagnosi e terapia psicosomatica. Ma per fortuna a questa carenza di base, rimediano molti dei laureati in psicologia o in medicina, a proprie spese, conseguendo specializzazioni, formazioni e qualificazioni, dopo la laurea, in modo da integrare le deficienze universitarie di base.

Dunque psicologi e medici escono da due corsi di studi universitari completamente indipendenti e slegati fra loro e di conseguenza carenti, rispettivamente, l'uno delle componenti mediche e l'altro delle componenti psicologiche.

Tuttavia a questo livello il problema si pone in modo più serio e restrittivo per i medici, anzichè per gli psicologi. Questo perchè lo psicologo - cioè il laureato in psicologia - dopo la laurea può scegliere alcune qualificazioni non cliniche che possono non risentire della carenza di formazione universitaria biologica/medica.

Lo psicologo, infatti, il quale, semplicemente laureato in psicologia non è uno psicoterapeuta e non può assumere in terapia nessuno, non necessariamente dovrà diventare, dopo la laurea, uno psicologo clinico, uno psicoterapeuta o uno psicoanalista: quindi non necessariamente dovrà esercitare come clinico, diagnosta e terapeuta, occupandosi quindi di psicopatologia.

Egli infatti potrà specializzarsi o qualificarsi, solo per fare alcuni esempi di lavoro possibile per gli psicologi, in branche come la psicologia del lavoro, la psicologia sperimentale, la psicologia giuridica, la psicologia dello sport, la psicologia scolastica ecc. Queste sono tutte branche, insieme alla più classica psicologia generica - la consulenza psicologica e la psicodiagnostica strumentale (somminisrazione e interpretazione dei test psicologici) - che non richiedono una formazione clinica.

Il medico invece non potrà fare altro che il medico e non potrà fare altro che occuparsi clinicamente delle persone, eseguendo quindi diagnosi e terapia e senza una formazione, almeno di base, di psicologia clinica, rischia di essere seriamente carente delle competenze psicologiche per riconoscere e curare le architetture psicosomatiche delle diverse patologie umane.

 

Premesso quanto detto, vediamo adesso cosa accade quando lo psicologo, dopo la laurea, vuole diventare un clinico/psicoterapeuta e poi vedremo cosa accade quando un medico dopo la laurea vuole occuparsi della sfera neuro-psicologica.

 

§2. FORMAZIONE POST-UNIVERSITARIA: DIVENTARE PSICOTERAPEUTA E PSICOANALISTA

Lo PSICOLOGO - colui che ha conseguito la laurea quinquennale in psicologia, ha svolto un anno di tirocinio, ha superato l'esame di abilitazione e si è iscritto all'Albo degli Psicologi - può immediatamente dopo la laurea fornire consulenza psicologica e somministrare tests psicologici e interpretarli, ma consegnandoli poi allo psicologo clinico/psicoterapeuta, ai fini della diagnosi e delle indicazioni terapeutiche. Può lavorare competentemente come dirigente per la gestione del personale, in aziende. Può, innanzi tutto, specializzarsi in una delle branche non cliniche della psicologia, come detto sopra. Queste sono attività precipue dello psicologo, che non è autorizzato a svolgere nessun altro, incluso il medico. Lo Psicologo non è Psicoterapeuta e non può esercitare la Psicoterapia.

Il MEDICO - colui che è laureato in Medicina e Chirurgia, ha superato l'esame di abilitazione e si è iscritto all'Albo dei Medici - può esercitare come Medico Generico o come impiegato medico di amministrazioni. Il Medico Generico o Specialista in una qualsiasi branca della Medicina, non è Psicoterapeuta e non può esercitare la Psicoterapia.

 

Lo PSICOTERAPEUTA - colui che è già Psicologo, come prima descritto, oppure Medico - lo diviene a mezzo di un percorso formativo, comune per Psicologi e Medici, così costituito:

  1. corso di specializzazione in Psicoterapia ( di solito 5 anni )

  2. tirocini clinici pratici ( durante il corso di specializzazione e dopo )

  3. sottoporsi ad anni di psicoterapia e analisi personale ( almeno durante il corso di specializzazione, con funzione didattica e formativa )

  4. superare l'esame finale di specializzazione ( non è solo un esame nozionistico, ma principalmente un esame di valutazione della personalità e della salute psicologica del soggetto )

  5. iscriversi presso l'Ordine Professionale nella sezione che riguarda l'elenco degli psicoterapeuti autorizzati

  6. iniziare ad esercitare e seguire pazienti, sotto stretta supervisione da parte di uno o più di uno psicoterapeuti supervisori anziani

  7. periodicamente rinnovare periodi di analisi personale e di supervisione.

Infine, dopo i primi anni iniziali di esercizio dell'attività di psicoterapeuta, essi potranno procedere nella loro carriera autonomamente.

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Spesso, ma non sempre, lo Psicologo-psicoterapeuta acquisirà, durante gli anni di specializzazione in psicoterapia, una certa compensazione alla iniziale ignoranza medico/biologica implicita alla struttura del corso di laurea in Psicologia. E' mia personale convinzione che lo psicologo-psicoterapeuta, però, non si accontenti di ciò, ma che scelga autonomamente perfezionamenti, masters e qualificazioni ulteriori in psicologia clinica e medica, per compensare le incompetenze medico/biologiche ereditate dal suo corso di laurea in psicologia. Uno psicoterapeuta completo e competente, infatti, dovrà possedere serie conoscenze teoriche e pratiche, sia nelle scienze cliniche psicologiche, che nelle scienze biologiche e mediche di base (come minimo fondamenti di fisiologia normale, fisiopatologia, anatomia normale, patologia medica generale e fondamenti di psicofarmacologia).

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Il Medico che voglia diventare Psicoterapeuta, dopo la laurea avrà due possibilità: la prima è quella di seguire soltanto il percorso descritto prima, per conseguire la specializzazione e qualificazione in psicoterapia; la seconda è, una volta conseguita la laurea in Medicina, quella di iscriversi alla specializzazione in Psichiatria e specializzarsi come PSICHIATRA.

La questione che si pone per il laureato in medicina che voglia specializzarsi in psicoterapia nel medesimo percorso dello psicologo, cioè senza specializzarsi in psichiatria, è inversa, per quanto riguarda le lacune di competenza. Infatti il medico è, purtroppo, proveniente da un corso di laurea che lo ha lasciato alquanto digiuno nella formazione in psicologia. Ma, a differenza dello psicologo che dopo la specializzazione in psicoterapia (o contemporaneamente ad essa), farà molto bene a cercare di formarsi adeguatamente nelle scienze biologiche, il medico di solito otterrà, durante la specializzazione in psicoterapia, la sufficiente formazione psicologica che gli era mancata durante il corso di laurea in medicina. Da questo punto di vista, quindi, lo psicoterapeuta di provenienza medica, anche quelli che rinunciano alla specializzazione in psichiatria, sarà favorito e facilitato, rispetto allo psicoterapeuta di provenienza psicologica. Al laureato in medicina, infatti, risulterà più che sufficiente, di solito, il percorso di specializzazione in psicoterapia, per compensare l'ignoranza psicologica ereditata dal proprio corso di laurea in medicina.

 

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Lo PSICHIATRA non è uno Psicoterapeuta. Egli è lo specialista in malattie mentali, nella loro diagnosi e cura a mezzo degli strumenti medici, dei quali possiede la competenza: prima fra tutti la psicofarmacoterapia. Semplicemente in quanto psichiatra, se non specializzato in psicoterapia, egli non è competente nell'esercizio della psicoterapia, pur avendone conseguito anche una vasta cultura teorica durante il corso di specializzazione in psichiatria.

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Lo PSICOTERAPEUTA, indifferentemente se psicologo o medico, è lo specialista nella diagnosi e nella cura dei disturbi psicologici e nelle malattie mentali, a mezzo degli strumenti psicologici, dei quali possiede la competenza. Se lo psicoterapeuta è di formazione medica, anzichè psicologica, ovviamente possiede anche la competenza degli strumenti diagnostici e terapeutici del tipo medico, inclusa la possibilità della prescrizione farmacologica. Se lo psicoterapeuta è di formazione psicologica, ovviamente non potrà agire come medico, anche se dovesse possedere, come è indispensabile, ampia esperienza e competenza medica e psicobiologica: in questi casi, ad esempio, è auspicabile che egli sia in grado e formato per ipotizzare diagnosi mediche differenziali e terapie psicofarmacologiche, da proporre a medici a lui collegati, i quali avranno il compito di accertare l'ipotesi diagnostica e terapeutica dello psicoterapeuta-psicologo, convalidarla o correggerla e/o eseguirla. Tale coordinazione competente fra psicologo-psicoterapeuta e medici è molto auspicabile nell'interesse del paziente e, ripeto, sarà possibile solo se lo psicologo-psicoterapeuta si sarà voluto autonomamente formare in modo eclettico psico-biologico, dopo la laurea, a causa dell'incompiuta  e insufficiente strutturazione dei corsi di laurea in Psicologia e in Medicina.

Lo PSICOANALISTA è equivalente allo Psicoterapeuta. Come sopra, egli può essere sia psicologo che medico. Si differenzia dallo Psicoterapeuta per il fatto che egli ha seguito una specializzazione specifica in psicoanalisi, anzichè in psicoterapia. La psicoanalisi si differenzia dalla psicoterapia, nella teoria, nei metodi e nelle tecniche, come spiegato altrove in questo sito (clicca qui).

 

§3. IL NEUROLOGO

Il Neurologo ha ben poco a che vedere con le figure professionali su descritte.

Egli è un medico specializzato in Neurologia, cioè in quella branca della medicina che si occupa della diagnosi e della cura delle malattie organiche del sistema nervoso centrale, autonomo e periferico.

Il neurologo quindi non ha competenza per la diagnosi e la terapia dell' espressione psicologica del sistema nervoso centrale. La psicologia è infatti l'espressione fenomenica superiore del sistema nervoso centrale (il cervello propriamente detto), sia nelle sue modalità normali che patologiche. La psicologia è anche l'espressione fenomenica superiore periferica e neurovegetativa del sistema nervoso nel suo complesso (espressione psicosomatica), sia nelle sue modalità normali che patologiche.

La neurologia è invece l'espressione fisiologica del sistema nervoso centrale, periferico e neurovegetativo, nelle sue modalità patologiche. Nonostante ciò, tuttavia, il neurologo, oltre lo psichiatra, è il medico di prima scelta, di solito, per la coordinazione clinica fra psicologo-psicoterapeuta e medico, a condizione che il dialogo fra i due sia supportato da una sufficiente competenza da parte dello psicologo, in ambito biologico. Una formazione e informazione psicologica, anche semplicemente teorica, da parte del neurologo, è benvenuta, ma non indispensabile.

Nella pratica clinica, infine, c'è un altro specialista medico di elevata coordinazione con lo psicologo-psicoterapeuta, cioè l' endocrinologo, a causa delle frequenti implicazioni psiconeuroendocrinologiche nelle diverse sindromi psicopatologiche.

 

§4. CONCLUSIONI

 

--  Fase della diagnosi

La persona che stia cercando lo specialista a causa dei disturbi d' ansia, disturbi depressivi, disturbi psicosessuali, disturbi della condotta alimentare, disturbi del sonno, disturbi psicopatologici in genere della sfera cosiddetta psiconevrotica, può consultare per la diagnosi sia lo psicoterapeuta (psicologo o medico), che lo psichiatra: nessuno dei due è più o meno competente dell'altro nel momento diagnostico.

Chi vuole accertare la possibilità di una diagnosi differenziale, nei propri disturbi psicologici, rispetto ad una eventuale causa organica, farebbe bene a consultare innanzi tutto lo psichiatra o il medico-psicoterapeuta e in subordine lo psicologo-psicoterapeuta.

Chi sta cercando lo specialista per la diagnosi o l'accertamento di una patologia psicotica (ad esempio la schizofrenia), deve dare priorità alla consulenza dello psichiatra.

Chi sta cercando lo specialista per le malattie nervose (parkinson, alzheimer, neuropatie, demenze, postumi da ictus ecc.), deve consultare esclusivamente il neurologo.

 

--  Fase della terapia

I casi su descritti per la diagnosi, possono essere curati, tutti tranne quelli di pertinenza del neurologo, indifferentemente sia dallo psicoterapeuta (psicologo o medico), che dallo psichiatra.

Lo psicoterapeuta curerà con un'attitudine etiopatogenetica, cioè tende a risolvere il problema alla causa.

Lo psichiatra curerà con un'attitudine clinica-sintomatica, cioè tende a intervenire sui sintomi a mezzo della psicofarmacoterapia.

 Tuttavia nella pratica, oggi, quasi sempre il paziente, chiunque avrà consultato per primo, ben presto sarà avviato all'intervento binario ed integrato fra psicoterapia e psichiatria, in modo da ottenere intanto sollievo sintomatico a mezzo dei metodi psichiatrici (farmaci) e risoluzione causale a mezzo dei metodi psicoterapici.

Importante considerazione finale

La pratica e l'esperienza clinica, sul campo, quando si trattano da decenni migliaia di pazienti, come nel mio caso, insegnano che, comunque, lo psicoterapeuta-medico, addirittura anche se è psichiatra, bene farebbe a stabilire "contratti" chiari ed inequivocabili con i propri pazienti.

Se un paziente, infatti viene assunto in una terapia psicoterapica, lo psicoterapeuta bene fa se lo assume esclusivamente in qualità di psicoterapeuta e anche se medico, bene fa se evita di assumere lo stesso paziente contemporaneamente in qualità di medico. Infatti l'esperienza insegna che quando uno stesso specialista, se medico-psicoterapeuta, sovrappone il dentro e il fuori del paziente, la mente e il corpo inteso come organo, allora rischia delle collusioni che hanno la probabilità di contaminare il processo psicoterapeutico. In pratica, anche lo psicoterapeuta-medico, bene fa a fruire della collaborazione di altri colleghi medici nel momento dell'azione medica e della prescrizione farmacologica, così rimanendo in una relazione "pura" di esclusiva qualità psicoterapeutica.

Esattamente come deve fare lo psicologo-psicoterapeuta: questi non può sovrapporre l'atto medico al suo agire da psicoterapeuta, semplicemente perchè non essendo medico non può farlo.

Il medico-psicoterapeuta a sua volta non si sovrapponga, non perchè non può - in quanto medico potrebbe - ma perchè non deve, se sceglie di essere per quel dato paziente, il suo psicoterapeuta.

Dunque l'utilità della competenza mista, medico e psicologica, per ambedue gli psicoterapeuti, sia lo psicologo che il medico, consiste nella competenza del professionista, specialmente nel momento diagnostico e nel momento dell'ipotesi, sia diagnostica che terapeutica. L'ipotesi terapeutica però va condivisa, da parte dello psicoterapeuta a prescindere se sia medico o psicologo, con altro collega medico, preferibilmente psichiatra o neurologo, il quale assumerà il medesimo paziente sul piano della terapia medica e farmacologica, mantenendosi così, lo psicoterapeuta, esclusivamente tale con il proprio paziente.

Questa mi sembra la linea clinica più pura ed efficace a favore dei pazienti.

 

Dott. Sergio Angileri

Psicologo Psicoterapeuta

Analista Transazionale

PSICOLOGO PSICOTERAPEUTA a Palermo

 

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