Cultura, Società,
formazione delle idee e Psicologia Umana
Il bambino, venendo al
mondo, destinato a dovere trascorrere alcuni decenni di vita individuale
su questo pianeta, inserito in un complesso sociale, viene obbligato,
per mezzo dell'insegnamento e dell'apprendimento, che qui chiameremo il
"trauma educativo", a formarsi idee e pensieri, utili ad
assicurare che egli sia una pedina al servizio del gruppo sociale e
utile al mantenimento dell'ordine e della struttura sociale stessa.
Affinchè questo si
realizzi, gli adulti impongono al bambino, con vari mezzi persuasivi, a
rinunciare a buona parte del proprio "essere naturale", poichè questo,
allo stato puro ed autentico, confliggerebbe in modo insopportabile, con
gli interessi di sopravvivenza della Società, la quale è di gran lunga
più "immortale" e longeva, rispetto ai pochi decenni di vita
dell'individuo.
In questo modo, come in
una sorta di staffetta generazionale, l'adulto da millenni si sente in
dovere, come così fu fatto a lui da bambino, di ripetere con un altro
bambino lo stesso compito: la vita di ciascuno, così, diventa una sorta
di missione o di dovere, al servizio della sopravvivenza del gruppo
sociale, dove l'individuo sacrifica se stesso, affinchè, appunto, la
Società viva. La teoria che sta alla base di questo storico copione
mondiale, è che se non si facesse così, lo stesso individuo umano, uno
per uno e non solo la Società intesa come Umanità, avrebbe scarse
probabilità di vita e quindi la stessa Società morirebbe: una sorta di
estinzione dell'Uomo, per evitare la quale, ogni individuo, nel corso
dei pochi decenni di esistenza a propria disposizione, deve adoperarsi
nei modi suddetti. La teoria appena accennata si fonda sull'assunto che
la "natura umana" è talmente corrotta in sè, da non potere essere
lasciata libera di esprimersi ed emanciparsi allo stato puro. Questa
convinzione storica, prevede che la "natura umana" lasciata libera,
produrrebbe un agglomerato di individui molto disordinato (l'orda) con
caratteristiche accentuate di violenza, aggressività e sessualità
sfrenata. Queste forze (aggressività e sessualità), sono considerate
implicite nella Natura, talmente dirompenti, da rendere necessario il
metodo di coartazione della "natura umana individuale" sin dall'inizio
della vita del soggetto e per questo i bambini vengono immediatamente
incanalati in sistemi di insegnamento ritenuti utili alla sopravvivenza
dell'individuo stesso e con esso della Società.
Con il fine di rendere
molto credibili e convenienti i contenuti dell'insegnamento, il cui
scopo, ripetiamo, è quello di imbrigliare sul nascere la libertà della
"natura individuale", i nostri antenati hanno progressivamente
perfezionato complesse teorie ed ideologie, dalle quali, man mano, sono
sorte le categorie della Morale e dell'Etica. Da queste due categorie si
sono sviluppate, in vari modi, le Ideologie Politiche, che altro non
sono che gli strumenti operativi necessari per giustificare
l'imposizione delle categorie Morali
( "questo è il Bene e quello è il Male" ) e delle categorie
Etiche ( "poichè questo dice la morale, allora è Giusto comportarsi
così e non Non E' Giusto comportarsi colà" ). Le ideologie
politiche, generate dalle idee morali ed etiche, generano il complesso
delle Leggi che servono per intimidire l'individuo, affinchè si pieghi
al suo compito, durante la sua breve vita, che consiste, come detto, ad
essere una cellula attiva affinchè la Società sopravviva.
Tuttavia, poichè la
suggestione morale, etica, politica e legislativa, si è da sempre
dimostrata sempre più debole di fronte alla straripante potenza della
Natura Umana, i nostri antenati hanno cercato e trovato un alleato
formidabile: Dio. Da questa necessità di controllo e di ordine, dunque,
si è sviluppato quell'altro immane potere, la Religione, che è uno
strumento di gran lunga più potente dei precedenti. Infatti le
Religioni, le quali si fondano sull'assunto di essere mediatrici fra
l'Individuo e Dio, si auto-corredano dell'indiscutibile assunto di
essere detentrici della Verità su ogni cosa e con questo le
organizzazioni religiose di fatto sono divenute il canale più potente di
convalida e comunicazione della "bontà" dei concetti morali, etici,
politici e legislativi. Nelle società, in genere, si osserva infatti,
che le varie organizzazioni di potere, tendono a formare "cartello",
cercando di parlare una lingua comune, affinchè all'Individuo giunga,
grazie alle convalide e conferme incrociate fra i vari poteri, lo stesso
messaggio, che così diventa più credibile, più conveniente, perchè
appare assolutamente e indiscutibilmente Vero. In questa alleanza gli
uomini del Potere fanno di Dio il loro portavoce preferito e Dio fa di
quegli uomini il proprio coro portavoce. Il risultato è in questo modo
assicurato, poichè se una cosa è vera da più punti di vista, pensa
l'individuo, allora deve essere per forza vera. Oltretutto gioca a
favore di questa trama, anche il Tempo e la Tradizione: cioè, è così da
tanto tempo e i nostri antenati hanno sempre fatto così. Dunque
l'individuo pensa: "chi sono io per pensare in un modo diverso?".
Da circa due secoli,
infine, l'apparato di potere complesso qui vagamente descritto, si è
avvalso di un altro potere: quello Finanziario ( industrie, commercio
internazionale, sistema bancario ). Poichè questo settore delle società
umane si avvantaggia moltissimo del controllo sociale, ovviamente è
fortemente alleato con i precedenti e contribuisce alla formazione dei
bambini, in modo, come detto, che divengano delle cellule al servizio
della Società. I loro strumenti passano anche, ma non solo, attraverso
il condizionamento di mercato, la pubblicità, la produzione di
determinati argomenti mediatici nei film e documentari, nelle
televisioni e nei giornali, che fungono da sottili modelli di vita da
privilegiare, mediante una suggestione subliminare inoculata
quotidianamente nelle menti di miliardi di individui.
A questo punto vediamo in
che modo tutto questo, ha a che vedere con la psicologia e con la salute
psicologica di ciascuno.
Praticamente in tutte le
persone che soffrono di disturbi delle categorie ansia, depressione,
fobie, disturbi di personalità, con caratteristiche non psicotiche, si
riscontra una strutturazione della loro mente con chiari conflitti e
disarmonie fra l'insieme delle idee e convinzioni in cui credono, da una
parte e dall'altra l'insieme delle istanze e dei bisogni provenienti dal
loro nucleo naturale individuale. Poichè questa situazione intrapsichica
è tuttavia presente in tutte le persone, perchè è praticamente
impossibile che un bambino venendo in questo mondo, possa crescere
sfuggendo alle dinamiche di imposizione educativa di cui sopra, ciò che
differenzia un individuo da un altro è:
-
1. la sensibilità
costituzionale genetica individuale del bambino, di fronte al
"trauma educativo"
-
2. la forza e
l'invadenza con cui viene fornita al bambino l'insegnamento che lo
induca a rinunciare a buona parte della sua individualità a favore
della Società ( la cosiddetta "educazione" )
-
3. eventuali fattori
straordinari del tipo shock, trauma o stress intervenuti durante gli
anni infantili
-
4. una insufficiente
somministrazione, al bambino, di modalità sensuali ed empatiche di
ascolto ed accoglienza, durante la somministrazione del "trauma
educativo"
-
5. il grado di inganno
da parte dell'adulto durante la somministrazione del "trauma
educativo", consistente nel fatto di presentare dome Valori le
categorie morali, etiche, politiche, religiose e tradizionali,
anzichè per quello che in raltà sono, cioè Necessità per la
convivenza sociale
L'insieme dei cinque punti
di cui sopra, produrrà tipologia, grado e intensità del disagio
psicologico individuale. In breve, se l'adulto non tiene in conto la
sensibilità naturale e specifica di un bambino e pretende di
somministrare il "trauma educativo" secondo un criterio esterno a quello
specifico bambino, non lo riconosce e il bambino non sentendosi
riconosciuto ne ha sentimenti di autosvalutazione e disamore. Questo
sarà più vero, tanto più se la forza, la potenza e la caratteristica di
imposizione e severità da parte dell'adulto, sarà più alta. Ovviamente
la costruzione di autosvalutazione, disistima, sentimento di non
accoglienza e di non amore, sfiducia e depressione, aumenteranno se
intervengono anche i fattori del punto 3., cioè straordinari eventi di
shock, trauma o stress prolungato. Il punto 4., indica il fatto che
tuttavia, pur essendo costretto a somministrare il "trauma educativo",
se l'adulto miscela ciò con significative e personalizzate
somministrazioni di comportamenti sensuali di ascolto, empatiche ed
accoglienti, le conseguenze inevitabilmente lesive dell'educazione
sociale, si attenueranno. Infine il punto 5., sembra essere di gran
lunga il più importante: esso consiste nel fatto che vi sono due stili
di somministrazione delle categorie educative al bambino. Una è quella
di dire al bambino, con le parole e/o con i fatti: "quello che ti sto
insegnando è il Bene, è il Valore e se non la fai tu sei il Male e il
Disvalore!". L'altro modo è: "quello che sono costretto ad insegnarti è
una Informazione (quindi non "valore" ), ed è una Necessità, perchè sono
cose a te utili e necessarie per vivere al meglio nella Società e
PURTROPPO (questo avverbio è fondamentale) tu devi servirti di queste
Necessità per comprimere e gestire il Valore che è in te il Valore che è
la tua Natura, il Valore che sei Tu. Dunque il Bene sei Tu ed è in Te,
ma esso non corrisponde con quello che è "bene" per la Società e la
convivenza."
Da notare che la seconda
modalità educativa informa il bambino su come occorre vivere in Società
nel rispetto di Sè e del Prossimo, ma evita l'attribuzione di potere e
di Valore alle categorie necessarie per vivere socialmente, restituendo
il Valore all'Individuo. Ciò mette in rilievo la necessità anche della
tristezza del vivere, dovendo per forza rinunciare a molto sul piano
della libertà individuale e aiuta il bambino a non confondere la
tristezza con la depressione. In questo modo il bambino ha più
probabilità di divenire un adulto già in partenza disilluso rispetto a
ciò che può aspettarsi di Valore dalle categorie sociali, imparando a
confidare sul proprio Essere per la ricerca del Valore della sua Vita.
Vengono meno proiezioni ideali, aspettative e conseguenti delusioni,
aumenta la confidenza in se stessi e diminuiscono le relazioni di
dipendenza e le angosce relazionali fondate sul dovere sempre dimostrare
qualcosa a qualcuno. In questo modo collassa gran parte della
psicopatologia.
Tutto quanto qui detto è
una riduttiva estrema sintesi di ciò che la Psicologia studia in
combinazione con altre discipline come Antropologia, Sociologia, Storia,
Teologia, Filosofia, Pedagogia e le discipline derivanti come scienze
politiche, diritto e giurisprudenza, economia e finanza. La Psicologia è
una scienza imperfetta, ma complessa, eclettica ed interdisciplinare,
per sua natura enormemente colta, spaziando da quanto suddetto fino alle
scienze biologiche e mediche, poichè la Psicologia si occupa dell'Uomo
con prospettive multidimensionali, perchè la Mente si forma per
confluenza di Tutto. Lo psicoterapeuta cerca di essere in piccolo ciò
che la Psicologia è nel suo grande.
Per queste ragioni,
trovate in questo sito del Dott. Sergio Angileri, riferimenti e
documenti fra i più diversi, poichè, ripetiamo, tutto contribuisce alla
Mente Umana, nella normalità e nella patologia.
Nella colonna, qui a
destra, sono inseriti diversi riferimenti e links, per approfondire e
studiare quanto è stato esposto sopra, sommariamente.
Dott. Sergio Angileri
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NIETZSCHE F.W.
Anarchia.pdf
anarchia_e_anarchismo.htm
anarchismo.htm
Antistato.pdf
Appunti sul
pensiero di Hegel.mht
ARISTOTELE - LA BIOGRAFIA - LA POLITICA.mht
comunismo e
individualismo.pdf
DEMOCRAZIA E SOCIALISMO.mht
democrazialegalita_it.htm
Fascismo e socialismo sovrumanista Luca Leonello Rimbotti.mht
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